Che l'amore sia tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore (Emily Dickinson).
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giovedì 26 marzo 2015
Abbiamo sogni.
Abbiamo sogni, speranze e un futuro tutto da scrivere.
Alcuni obbiettivi sono facili da realizzare: basta alzarsi una mattina e decidere di fare finalmente quella cosa a cui per tanto tempo abbiamo pensato.
Per esempio, questa domenica parteciperò alla mia prima corsa cittadina.
Mi è bastato un click per buttarmi nella mischia e ora non mi resta che puntare la sveglia presto e arrivare puntuale in piazza Duomo.
Per altri sogni, invece, è necessario fare molto di più, soprattutto se si tratta del lavoro che un giorno vorremmo poter fare.
Come minimo dobbiamo superare un test d'ingresso all'università per esempio.
Poi vengono gli esami, la discussione di laurea.
Inizia quindi già il calvario dei colloqui per alcuni, per altri quello dei concorsi e esami.
E' dura stare dietro ai propri sogni giorno dopo giorno e non è facile avere la voglia di lavorare sempre duramente per poterli raggiungere..
Il futuro è tutto da scrivere, dicevo. Ogni giorno rappresenta una nuova pagina. Una pagina che non può restare vuota, che deve essere riempita, possibilmente con qualcosa di utile per il nostro avvenire.
Questa sembra essere la parte difficile: dire di sì ogni giorno. Confermare tutte le mattine la nostra voglia di portare il risultato a casa.
In realtà, però, secondo me la parte più difficile sono tutti quei no che siamo costretti a dire per poter finalmente dire quel si in via definitiva al lavoro dei nostri sogni, un giorno o l'altro.
E' lì che senti che ti sta mancando il terreno sotto i piedi e che capisci che stai davvero rischiando il tutto per tutto.
Tutte le rinunce che si devono fare, per l'unico grande obiettivo finale.
Tutte le scommesse giocate su quell'unico risultato, mettendo da parte tutto ciò che con esso non è compatibile.
Tutte le porte aperte davanti a voi che siamo noi stessi a chiudere.
Quante volte dobbiamo manifestare la nostra fervida intenzione di volercela fare?
Quante volte devo confermare che è questa la strada che voglio seguire?
e soprattutto.. ne varrà la pena?
Speriamo di sì.
lunedì 26 gennaio 2015
Estate, 1998
Diano Marina mi sembrava una metropoli.
Io ero bambina all'epoca, quindi, certo, tutto mi sembrava più grande.
Ma non era solo questo.
Ci andavamo in un giorno preciso, ovvero per il mercato del martedì.
Già arrivarci mi sembrava un'impresa.
Prendevamo la corriera davanti al nostro albergo, sperduto tra le colline di ulivi e quelle poche case sparse qua e là.
Aspettavamo all'ombra e il pullman appariva come un miraggio nel deserto.
Scendevamo tra le curve di ulivi, col pensiero di saltare giù alla fermata giusta.
A Diano c'era tantissima gente in confronto.
Turisti, traffico, la ferrovia..
Le cose da fare erano tante e il tempo non era mai abbastanza.
C'era da andare dal parrucchiere, da cui tu uscivi ancora più perfetta e ordinata di quanto già non fossi.
C'era da comprare i nostri biscotti al limone, che divoravamo mentre facevamo ritorno all'albergo.
C'era da addentrarsi nelle mille bancarelle, in cui tu ti destreggiavi senza problemi.
Quello era il caos a cui tu eri abituata anche nel nostro piccolo paese, era il tuo habitat naturale.
Eri la mia guida in quella confusione..
..e ancora lo sei oggi per tante altre cose.
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giovedì 13 novembre 2014
Always look for the bright side.
Sto pensando a quella poesia di Montale
dedicata alla sua compagna.
"Ho sceso dandoti il braccio" si intitola.
http://www.stedo.it/poesie/montale5.htm
Mi è venuta in mente così.
Dal nulla, quasi.
Non è neanche tra le mie
preferite e, infatti, non è tra quelle che sono pronte ad aspettarmi quando faccio ritorno ad Ivrea, appese nella mia stanza dal 2006.
Capita a tutti no?
Di colpo ci vengono in
mente ricordi a cui non pensavamo da un secolo e che fino ad un istante prima erano sepolti chissà dove.
Pensavo alla compagna di Montale, una donna estremamente miope, di cui lui si fidava ciecamente, scusate il gioco di parole, al punto da reputarla la sua guida nella vita.
Pensavo a tutte quelle volte che siamo
sicuri di qualcosa e chi sta davanti a noi ci fa capire che non si fida del tutto.
Indispone.
Soprattutto se hai davanti qualcuno che ti
conosce bene, o almeno credi. Ti sembra che in qualche
modo ti sfugga. Sempre.
Sarebbe bello invece lasciarsi guidare, non farsi prendere dallo scetticismo, non fare domande..
A volte però si oltrepassano bivi che noi non avremmo mai incrociato per conto nostro.
Non ci fermiamo davanti a porte su cui invece dobbiamo indugiare.. per poi finalmente aprirle una volta per tutte.
Ringraziamo chi ci lascia indietro ogni
tanto.
Così possiamo tornare a riaprire gli occhi e a vederci di nuovo.
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lunedì 20 gennaio 2014
In salute e in malattia
"Chi si prenderà ora cura di te?"
In realtà qualcuno ci sarà sempre. Ciò nonostante, sarai pur sempre tu stesso a fare la differenza.
Perchè non importa quanto gli altri si prodighino per te.. sei tu che devi voler bene a te stesso.
domenica 14 luglio 2013
Mi piacerebbe essere come te.
Luca Argentero, alias Lorenzo, dice ad Ambra Angiolini, alias Roberta, questa frase nel film "Saturno contro". http://www.youtube.com/watch?v=6iOrDregzMI
Il dialogo è interrotto da qualcuno che suona il campanello di casa.
Non sapremo mai esattamente cosa ha spinto Lorenzo a dire quella frase a Roberta.
Lorenzo infatti avrà un malore poco dopo e non si riprenderà più.
Come lo spettatore, pure Roberta si interrogherà sul significato di quelle bellissime parole.
Lei così incasinata, irrisolta.. lei che non è soddisfatta di se stessa non si capacita di come mai qualcuno vorrebbe essere come lei.
Penso che sia molto raro pronunciare a voce alta una frase del genere. Forse perchè rappresenta la forma più sincera di ammirazione e stima che ci possa essere. L'unica manifestazione positiva dell'invidia.
Più facilmente è possibile che capiti di pensarla e tenerla per noi.
Ancora più probabile però è pensare "io non vorrei essere così".
Siamo così bravi infatti a notare i difetti negli altri.
Così concentrati su noi stessi e sul nostro piccolo microcosmo.
Come si può però non pensarlo di fronte ad una persona che ha avuto il coraggio di inseguire davvero la sua passione? per quanto rischiosa fosse la strada, per quanto lontana la dovesse portare..
Come si può non dirlo di qualcuno così naturalmente gentile con tutti, così sereno al punto di mettere a proprio agio chiunque? Qualcuno così attento a chi gli sta attorno da dare l'impressione di sapere leggere dentro alle persone in un istante?
Io non sono stata così coraggiosa da seguire una vena creativa.
Mi sarebbe piaciuto e talvolta lo rimpiango un pochino. Alla fine della fiera, tra l'altro, non ho neanche scelto qualcosa di meno rischioso e faticoso.
Per il resto, però, posso fare ancora del mio meglio; ho ancora un po' di tempo, anche se non troppo a dire il vero.
Passiamo infatti una buona parte della nostra vita ad essere inconsapevoli di ciò che siamo e a comportarci a caso.
Quando ne prendiamo atto, siamo entrati ufficialmente nel mondo degli adulti. In quella fase abbiamo modo di cambiare ciò che non ci piace di noi stessi, se ovviamente vogliamo cogliere l'occasione di migliorare.
In un battito di ciglio però rischiamo di risvegliarci troppo tardi ed essere già in ritardo per i cambiamenti. Una volta lì, difficilmente ci si può sbloccare.
Inseguirò ancora quei traguardi, in primo luogo per me stessa ovviamente. Non mi accontenterò finchè il puzzle non sarà completo. ma mi godrò anche il "viaggio", senza chiedermi troppo.
E se prima o poi capiterà l'effetto collaterale del "mi piacerebbe essere come te".. beh, sarà ancora più bello.
Il dialogo è interrotto da qualcuno che suona il campanello di casa.
Non sapremo mai esattamente cosa ha spinto Lorenzo a dire quella frase a Roberta.
Lorenzo infatti avrà un malore poco dopo e non si riprenderà più.
Come lo spettatore, pure Roberta si interrogherà sul significato di quelle bellissime parole.
Lei così incasinata, irrisolta.. lei che non è soddisfatta di se stessa non si capacita di come mai qualcuno vorrebbe essere come lei.
Penso che sia molto raro pronunciare a voce alta una frase del genere. Forse perchè rappresenta la forma più sincera di ammirazione e stima che ci possa essere. L'unica manifestazione positiva dell'invidia.
Più facilmente è possibile che capiti di pensarla e tenerla per noi.
Ancora più probabile però è pensare "io non vorrei essere così".
Siamo così bravi infatti a notare i difetti negli altri.
Così concentrati su noi stessi e sul nostro piccolo microcosmo.
Come si può però non pensarlo di fronte ad una persona che ha avuto il coraggio di inseguire davvero la sua passione? per quanto rischiosa fosse la strada, per quanto lontana la dovesse portare..
Come si può non dirlo di qualcuno così naturalmente gentile con tutti, così sereno al punto di mettere a proprio agio chiunque? Qualcuno così attento a chi gli sta attorno da dare l'impressione di sapere leggere dentro alle persone in un istante?
Io non sono stata così coraggiosa da seguire una vena creativa.
Mi sarebbe piaciuto e talvolta lo rimpiango un pochino. Alla fine della fiera, tra l'altro, non ho neanche scelto qualcosa di meno rischioso e faticoso.
Per il resto, però, posso fare ancora del mio meglio; ho ancora un po' di tempo, anche se non troppo a dire il vero.
Passiamo infatti una buona parte della nostra vita ad essere inconsapevoli di ciò che siamo e a comportarci a caso.
Quando ne prendiamo atto, siamo entrati ufficialmente nel mondo degli adulti. In quella fase abbiamo modo di cambiare ciò che non ci piace di noi stessi, se ovviamente vogliamo cogliere l'occasione di migliorare.
In un battito di ciglio però rischiamo di risvegliarci troppo tardi ed essere già in ritardo per i cambiamenti. Una volta lì, difficilmente ci si può sbloccare.
Inseguirò ancora quei traguardi, in primo luogo per me stessa ovviamente. Non mi accontenterò finchè il puzzle non sarà completo. ma mi godrò anche il "viaggio", senza chiedermi troppo.
E se prima o poi capiterà l'effetto collaterale del "mi piacerebbe essere come te".. beh, sarà ancora più bello.
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domenica 20 gennaio 2013
let it snow, let it snow, let it snow..
Non amo la neve.
Sono troppo razionale per amarla come chi invece ne gioisce esattamente come quando era piccolo.
Ieri sera però, avrei voluto che continuasse a nevicare.
Avrei voluto che la neve ricoprisse tutto, ricoprisse anche me.
Avrei voluto che mi anestetizzasse, che non mi facesse più sentire nulla.
Avrei voluto, per una volta, dimenticare tutto.
Avrei voluto riposare in pace e recuperare tutte le energie che ho speso.
E svegliarmi a marzo, con la primavera e il sole caldo, quasi come se fosse estate.
Sono troppo razionale per amarla come chi invece ne gioisce esattamente come quando era piccolo.
Ieri sera però, avrei voluto che continuasse a nevicare.
Avrei voluto che la neve ricoprisse tutto, ricoprisse anche me.
Avrei voluto che mi anestetizzasse, che non mi facesse più sentire nulla.
Avrei voluto, per una volta, dimenticare tutto.
Avrei voluto riposare in pace e recuperare tutte le energie che ho speso.
E svegliarmi a marzo, con la primavera e il sole caldo, quasi come se fosse estate.
martedì 28 agosto 2012
Tunnel of.....
Un viaggio nel cuore della notte.
Così si sono concluse le mie due ultime estati. Un motivo ci deve essere.
Un anno fa rimbalzavamo sul mare con un gommone.. Il mare era una tavola nera, le uniche luci erano quelle di Camogli in lontananza.. La luna piena era la padrona della notte col suo magico riflesso sull'acqua.
Quest'anno, invece, pedalavamo nella notte di Favignana. Le uniche cose che mi guidavamo erano le poche luci dei lampioni delle case e il profilo della schiena di M.che era davanti a me. Era così buio che si poteva intravvedere la via lattea in cielo. Ma era solo un alone, nulla a che vedere con Filicudi o Sedona.
Un fortissimo senso di libertà in entrambi i casi.
Lasciar perdere i mezzi convenzionali e buttare via la macchina che spesso è una gabbia per l'essere umano.
L'aria, quella vera. Non quella di plastica che butta fuori il condizionatore.
Il messaggio mi sembra chiaro. Alla fine di questo tunnel in cui sto camminando c'è una luce.
Manca poco, devo solo continuare a camminare.
Lana del Rey - Born to die
Così si sono concluse le mie due ultime estati. Un motivo ci deve essere.
Un anno fa rimbalzavamo sul mare con un gommone.. Il mare era una tavola nera, le uniche luci erano quelle di Camogli in lontananza.. La luna piena era la padrona della notte col suo magico riflesso sull'acqua.
Quest'anno, invece, pedalavamo nella notte di Favignana. Le uniche cose che mi guidavamo erano le poche luci dei lampioni delle case e il profilo della schiena di M.che era davanti a me. Era così buio che si poteva intravvedere la via lattea in cielo. Ma era solo un alone, nulla a che vedere con Filicudi o Sedona.
Un fortissimo senso di libertà in entrambi i casi.
Lasciar perdere i mezzi convenzionali e buttare via la macchina che spesso è una gabbia per l'essere umano.
L'aria, quella vera. Non quella di plastica che butta fuori il condizionatore.
Il messaggio mi sembra chiaro. Alla fine di questo tunnel in cui sto camminando c'è una luce.
Manca poco, devo solo continuare a camminare.
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martedì 24 aprile 2012
Ognuno ha il proprio Nord
Riguardo le nostre vecchie foto.
Uno dei pregi, (o dei difetti, dipende sempre dai punti di vista) di facebook è che in pochi minuti puoi ripercorrere anni.
E' incredibile qunato siamo cambiate nel giro di poco tempo, lasciandoci pian piano alle spalle i lineamenti da diciottenni.
Eppure c'è ancora chi sostiene che io sembri una ragazzina.. Ad esempio, mia mamma, che afferma che io dimostri ancora sei anni in meno quando sono in tenuta sportiva.. ma forse è solo lei ad avere dei deja-vu o a voler rivedere quell'altra me che usciva di casa con un borsone più grande di lei e con le maniche della maglietta sempre tirate su, qualunque stagione fosse.
Ma quand'è che siamo cresciute?
Non ce ne accorgiamo mai mentre sta succedendo. Della serie che una mattina ti svegli e ti guardi allo specchio e ti ritrovi più vecchio.
Io però forse so quando mi è capitato di recente.. E' tutto iniziato quella sera in cui ho festeggiato la mia laurea. Ero contetissima perchè era stata una serata speciale, ma, di colpo, mentre aspettavo la 54, ho realizzato che quella fase della mia vita era giunta al termine.. e non ero più tanto felice, ma piuttosto consapevole.
Ora sono qui, nella giungla metropolitana, dove è facile perdere di vista la propria strada.
In assenza di una bussola come quella di Jack Sparrow, in grado di puntare sempre a ciò che più si desidera, è importante trovare i propri punti di riferimento nella vita.
Come una dedica solo per te sulla tesi di un tuo amico..
o lui che cerca il tuo sguardo tra la gente in tribuna e ti indica dopo aver segnato.
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giovedì 21 luglio 2011
L'estate sta finendo.
Quando dico che l'estate sta finendo intendo dire che sta per volgere al termine il periodo più spensierato della mia vita. Ovvero, sta per finire "la vita da studente".
Ci saranno altre estati, ma non lunghe 3 mesi. A meno che uno non intraprenda qualche professione sempre legata alla scuola.
Ci saranno weekend davvero spensierati. Dicono che sia così quando lavori. "Il weekend è il weekend".
Il problema è che io non chiuderò i conti con lo studio, soprattutto con i libri da ottocento pagine. Quindi non so se per me il weekend sarà davvero weekend.
Quest'estate sarebbe da passare nel mondo più intenso, come avveniva qulache anno fa. Quei tempi però sembrano ormai distanti anni luce. E non so se torneranno mai.
Estate, faccio fatica lasciarti andare.
Abbiamo difficoltà a gestire i distacchi, cerchiamo sempre di non mollare la presa e trattenere cose e persone a noi egoisticamente.
Estate, io ti aspetterò.
Sarò pronta a godermi al massimo quegli attimi di spenseriatezza che arriveranno nei famosi weekend. Insomma, non farò mai come quelli che puntualmente sono in bagno, o fuori a fumare, quando sta suonando una canzone che non si può non ballare.
Sarò sempre in pista.
Pibull feat. Neyo- Give Me Everything
Paolo Nutini- Candy
lunedì 6 giugno 2011
Una povera illusa
In Italia non puoi fare carriera.
La meritocrazia non esiste.
La ruota non gira per tutti.
Ci sarà sempre qualcuno davanti a te e non per i suoi meriti.
Se non hai delle conoscenze, un santo in Paradiso, non combinerai nulla.
In Italia è necessario assumere la posizione a 90 gradi per andare avanti.
O almeno, a 88 se proprio non vuoi perdere tutta la tua dignità. Quei due gradi che mancano li tieni per te, così puoi ancora guardarti allo specchio alla mattina.
Nessun ambito è esente dalla corruzione.
Devi essere consapevole che, quando ti siedi al tavolo per giocare, il gioco è già falsato.
A livello lavorativo non ho avuto quasi nulla.. però ho avuto un marito, dei figli, cose del genere.
Andate all'estero, ragazzi.
Il matrimonio funziona perchè mio marito è spesso via per lavoro.
Se poi volete ancora demolirere qualche altro mio "sogno".. fate pure! Venghino signori, venghino.
mercoledì 4 maggio 2011
Mistakes
Tutti noi abbiamo fatto cose stupide. O almeno, a meno che voi siate delle macchine o degli automa o in alternativa siate poco obiettivi con voi stessi, avrete sicuramente fatto qualcosa di cui non siete particolarmente fieri oggi.
Scrivo questo post perchè ho ritrovato in uno dei libri di università un biglietto da me scritto tre anni fa circa.. Sì, ogni tanto ho l'abitudine di scrivere su foglietti volanti e lasciarli dentro ai libri su cui sto studiando in quel momento. E' come se lasciassi dei messaggi per me stessa, per farmi ripensare a qualche momento passato. Come se già non pensassi abbastanza.
Ebbene, su questo foglietto avevo scritto una serie di cose che avevo fatto in quel periodo e di cui non ero contenta. Il fine era di non commettere un'altra volta gli stessi errori, piccoli o grandi che fossero.
Riporto qui il testo, con la speranza che a qualcuno possa essere utile come lo è stato per me, anche se qualche errore continuo ancora a commetterlo ovviamente :)
" Ho ascoltato canzoni che con la musica avevano poco a che fare. Mi sono fatta piacere melodie che normalmente non mi avrebbero detto nulla.
Ho riso a battute che non facevano ridere.
Ho cambiato i miei itinerari in macchina.
Ho attribuito molta importanza a parole che in realtà erano vuote.
Ho dato una patente d'intelligenza a chi proprio non ha dimostrato di averne neanche un po'.
Sono stata zitta, quando in realtà avrei voluto urlare.
Ho collegato canzoni bellissime a situazioni che non se lo sarebbero meritato.
Ho visto la mano del destino, quando poi magari il destino neanche esiste.
Ho condizionato il mio modo di vestire in base ad altro, invece di pensare a piacere a me stessa in primis"
Scrivo questo post perchè ho ritrovato in uno dei libri di università un biglietto da me scritto tre anni fa circa.. Sì, ogni tanto ho l'abitudine di scrivere su foglietti volanti e lasciarli dentro ai libri su cui sto studiando in quel momento. E' come se lasciassi dei messaggi per me stessa, per farmi ripensare a qualche momento passato. Come se già non pensassi abbastanza.
Ebbene, su questo foglietto avevo scritto una serie di cose che avevo fatto in quel periodo e di cui non ero contenta. Il fine era di non commettere un'altra volta gli stessi errori, piccoli o grandi che fossero.
Riporto qui il testo, con la speranza che a qualcuno possa essere utile come lo è stato per me, anche se qualche errore continuo ancora a commetterlo ovviamente :)
" Ho ascoltato canzoni che con la musica avevano poco a che fare. Mi sono fatta piacere melodie che normalmente non mi avrebbero detto nulla.
Ho riso a battute che non facevano ridere.
Ho cambiato i miei itinerari in macchina.
Ho attribuito molta importanza a parole che in realtà erano vuote.
Ho dato una patente d'intelligenza a chi proprio non ha dimostrato di averne neanche un po'.
Sono stata zitta, quando in realtà avrei voluto urlare.
Ho collegato canzoni bellissime a situazioni che non se lo sarebbero meritato.
Ho visto la mano del destino, quando poi magari il destino neanche esiste.
Ho condizionato il mio modo di vestire in base ad altro, invece di pensare a piacere a me stessa in primis"
lunedì 4 aprile 2011
La prima regola.
Io sto bene qui e ora. Non mi sono mai trovata completamente a mio agio in quei momenti che avrebbero dovuto essere spensierati, probabilmente avevo tempistiche diverse. Ho sempre cercato una sorta di equilibrio. E' vero, qualche volta la cosa mi ha anche abbastanza annoiato, non soddisfatto. Ma forse non era vero equilibrio, era solo una breve pausa da quel vortice che sono le emozioni.
Il fatto è che la vita ci mette davanti periodicamente delle scelte da compiere che condizioneranno il nostro avvenire. Sembrano scelte diverse ma io credo che siano poche variabili a cambiare. Veniamo messi alla prova e possiamo evitare di commettere lo stesso errore due, tre, quattro, cinque volte.. Possiamo rimediare e abbandonare il percorso sbagliato che avevamo intrapreso fino a quel punto. Possiamo continuare a sbagliare, volendoci del male. Possiamo fare qualche deviazione per poi riprendere la via giusta.
La sostanza per me si può racchiudere in una sola espressioni: vogliate bene a voi stessi quando scegliete. Non ci sarà bisogno di voltarsi indietro.
domenica 13 marzo 2011
Birthday girl
Eppure ci sarebbero molte cose da scrivere. Invece di buttarle qui le sto trattenendo nella mia testa ma ogni tanto è bene impegnarsi ad aggiornare questo spazietto.
Ci sarebbe da parlare di Axel, il mio cane. Una vera forza della natura, un cane intelligente e affettuoso. Sono oggettiva nel dirlo. E' un peccato che gli animali ci accompagnino solo per buna breve parte della nostra vita. Ogni giorno mi stupisco di quanto sia fedele e di quanto sia felice ogni volta che un membro della famiglia torna a casa, anche se si tratta di un'assenza di poche ore..
Ci sarebbe da parlare del genere umano, di quanto mi deluda ogni giorno. Lo credevo migliore, più forbo, più riconoscente. L'ho sopravvalutato e ora mi arrabbio un giorno sì e un giorno anche. C'è davvero poca voglia di stringere legami un minimo forti, di conoscere, di capire chi ti sta intorno. Ora sembrerò avercela con tutti e tutto. Vedo davvero molta indifferenza, ipocrisia e superficialità in questo periodo.
Infine ci sarebbe da dire che un altro anno è passato da Quel venerdì di Marzo. Quest'anno quasi tutto sembrava remare conto. Trovarsi a mezzanotte assieme alle persone a cui tengo è stata una bella emozione. Meglio questa mezzanotte del tanto odiato Capodanno. E' un ricordo che mi seguirà sempre, spero sempre nel bene.
Non mi sento più vecchia. Non dimostro più anni di quelli che ho al momento. Anzi, ne dimostro 17 a volte.
Perciò, io mi fermo a 23 al momento.
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mercoledì 16 febbraio 2011
Spontaneamente
Forse oggi sono finalmente riuscita a scendere un attimo dalla giostra di pensieri che ho in testa.
Pensieri vari e che corrono in diverse direzioni. Qui cercherò di estrapolarne una parte.
Man mano che si diventa anziani bisogna affrontare l'incapacità di fare ciò che prima eravamo abituati e che facevamo anche piuttosto facilmente..
La modesta routine che ci accompagnava svanisce. Finisci col passare i tuoi giorni tra il letto e il tavolo della cucina. Tra l'altro per raggiungere quel tavolo devi per forza sorreggerti a qualcuno.
La nuova routine si basa ora tutta sul trattamento medico che ti tiene in vita. La cosa inizia ad ossessionarti così tanto che quando ti addormenti anche solo per un attimo sei convinto che già sia di nuovo ora della "cura". Confondi il giorno con la notte, la tua casa con l'ospedale e viceversa. Quando ti accorgi che la tua testa non funziona più bene come una volta, ti spaventi di te stesso.
Quello di cui sento la mancanza è il tono di voce di mia nonna. Allegro, vivace e squillante. Al suo posto ora c'è una voce piatta e affaticata.. Percepisco che è contenta di vedermi dal suo sguardo, anche se pure questo ha perso vivacità.
Penso anche che sia difficile accettare la perdita della bellezza e della freschezza del nostro aspetto fisico. Ancora di più è duro accettare l'idea di morire e svanire per sempre. Non c'è risposta in merito a cosa ci aspetta dopo e se un giorno ci si rivedrà di nuovo.
Oltre a ciò, trovo veramente triste leggere gli annunci che riguardano i cani abbandonati in cerca di padrone. Sono le motivazione che hanno spinto i loro ex padroni ad abbandonarli a lasciarmi senza parole e a darmi tristezza.
"Dato via perchè i suoi padroni si sono accorti solo ora che era troppo grande".
"Dato via perchè faceva troppe feste".
Oppure ancora "Pallino passava le sue giornate legato al termosifone".
No comment, davvero. Avere un cane è un "lavoro" a tempo pieno, come avere un figlio. Dovrebbe forse esserlo ancora di più rispetto all'amare una persona.
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mercoledì 1 dicembre 2010
Daydreaming
Ricordo Don't Look Back In Anger, cantata a tarda ora, in macchina, per convincerti che non avevo sonno.
Ho visto come tutto possa cambiare, anche solo in un weekend in cui finalmente ti lasci andare. Ho capito come sia necessario cogliere l'attimo e non farsi scappare nulla se si vuole essere felici.
Ora so che vale la pena scommettere su cose su cui nessun altro oserebbe scommettere.
Ho imparato a cucinare cose nuove, a sperimentare, a cercare di sorprendere. Ricordo delle lasagne quasi perfette per essere la prima volta che venivano fatte. Ma ricordo anche i risotti e i sughi (la tua specialità)..
Ho già dei viaggi che mi sono rimasti nel cuore.. vie che abbiamo percorso, parchi in cui ci siamo sdraiati per riposare, spiagge e mari che ci hanno fatto compagnia.. e aperitivi obbligatoriamente outside on the road...
e poi le nostre risate, le scene assurde.. troppe davvero per poterle ricordare tutte.. e questo è un peccato, certe cose non dovrebbero mai fuggire via dalla nostra mente..E poi ricordo le serate, finalmente vissute al massimo, pensando solo alla pista su cui ballare e a riconoscere il pezzo nei primi secondi.. quando ancora le due tracce si sovrappongono. Ricordo un'alba da lasciare senza fiato. E' difficile pensare che ce n'è potrà essere una migliore.
E poi le passeggiate al sole, le giornate in piscina tutti assieme, i mega tornei di beach. I viaggi in macchina ripassando geografia a non finire e inventandoci giochi stupidissimi. E' vero, non ho sicuramente scritto tutto ma sai anche tu che è difficile farsi venire in mente le cose così dal nulla.
Possono dire quello che vogliono, che è meglio il Prima perchè c'è più incertezza e più emozione. Possono dire il Dopo è più noioso perchè è più stabile e monotono.
Dicano cosa vogliono, io non tornerei indietro neanche se fosse possibile.
venerdì 20 agosto 2010
Back
Tornata dalla vacanze sono stata raggiunta da pensieri che ormai mi accompagnano ad ogni ritorno e che quindi conosco molto bene. La malinconia di lasciare quel posto in cui sono stata così bene e la consapevolezza che tutto dovrà tornare come prima della partenza.
Casa mia non mi manca mai molto mentre ne sono lontana. Questo è dovuto al fatto che fin da piccola ho potuto viaggiare da sola e abituarmi al distacco. Non pensate che abbia un cuore di pietra, ci sono alcune cose di cui sento la mancanza, ma non ne voglio parlare.
Volenti o nolenti, a casa bisogna tornare, anche se faccio fatica ad accettarlo.(anche se qualcuno va via per tornare mai più. Provate a scrivere "Italiani in" su Google e guardate qual è la prima parola che vi viene suggerita).
Si riprende la vita di tutti i giorni, dettata dall'orologio e dalle scadenze da rispettare.
Pensando a tutto ciò, mi sono resa conto che per me il vero "giro di boa" è l'estate, sono le vacanze. Sono fortunata perchè posso ancora godermi questa stagione quasi del tutto, cosa che chi ha un lavoro non può fare. Questo è il periodo in cui stacco totalmente dalla mia realtà quotidiana, cambio le mie abitudini con altre che mi calzano ugualmente bene e mi sento più leggeri.
Posso permettermi di non guardare l'orologio per ore e non devo render conto quasi a nessuno.
Molti pensano che un nuovo inizio arrivi con la mezzanotte del 31 dicembre.
Per me non cambia un bel niente in quei giorni.
Ecco perchè è così dura per me tornare alla routine di tutti i giorni. A questo c'è da aggiungere la pioggia ininterrotta del 14 agosto che mi ha accolto (sono passata da 33 gradi a 13), una città fantasma che lo è ancora di più d'estate e altre situazioni che tornano a stringermi la gola come un tempo.
Anche quest'anno, come sempre, avrei già voglia di ripartire e non sarà facile archiviare quest'idea almeno momentaneamente.
Come sempre.
R.E.M. - Shiny Happy People
Casa mia non mi manca mai molto mentre ne sono lontana. Questo è dovuto al fatto che fin da piccola ho potuto viaggiare da sola e abituarmi al distacco. Non pensate che abbia un cuore di pietra, ci sono alcune cose di cui sento la mancanza, ma non ne voglio parlare.
Volenti o nolenti, a casa bisogna tornare, anche se faccio fatica ad accettarlo.(anche se qualcuno va via per tornare mai più. Provate a scrivere "Italiani in" su Google e guardate qual è la prima parola che vi viene suggerita).
Si riprende la vita di tutti i giorni, dettata dall'orologio e dalle scadenze da rispettare.
Pensando a tutto ciò, mi sono resa conto che per me il vero "giro di boa" è l'estate, sono le vacanze. Sono fortunata perchè posso ancora godermi questa stagione quasi del tutto, cosa che chi ha un lavoro non può fare. Questo è il periodo in cui stacco totalmente dalla mia realtà quotidiana, cambio le mie abitudini con altre che mi calzano ugualmente bene e mi sento più leggeri.
Posso permettermi di non guardare l'orologio per ore e non devo render conto quasi a nessuno.
Molti pensano che un nuovo inizio arrivi con la mezzanotte del 31 dicembre.
Per me non cambia un bel niente in quei giorni.
Ecco perchè è così dura per me tornare alla routine di tutti i giorni. A questo c'è da aggiungere la pioggia ininterrotta del 14 agosto che mi ha accolto (sono passata da 33 gradi a 13), una città fantasma che lo è ancora di più d'estate e altre situazioni che tornano a stringermi la gola come un tempo.
Anche quest'anno, come sempre, avrei già voglia di ripartire e non sarà facile archiviare quest'idea almeno momentaneamente.
Come sempre.
R.E.M. - Shiny Happy People
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giovedì 3 giugno 2010
a trip in the music
Il mio viaggio nella musica ha avuto inizio molto presto.
I primi gruppi che i miei genitori mi hanno fatto ascoltare fin da piccola sono stati gli Eurytmics, i Queen, i Beatles.. abbiamo ancora questi cd, a malincuore abbiamo invece rivenduto i vinili (che io avrei volentieri tenuto se fossi stata interpellata).
Mi facevano poi ascoltare moltissima musica classica, probabilmente conoscevo più brani classici all'epoca di quanti ne conosca ora..
Durante gli anni delle elementari ascoltavo principalmente musicassette (Cristina D'avena era ovviamente il mio mito). Un'estate però, andai in colonia e rimasi colpita da una canzone che tutte le ragazze più grandi cantavano: "Più bella cosa" di Eros Ramazzotti. Tornai a casa e comprai il cd. Fu il mio primo cd. Forse ora fa un po' ridere che sia stato proprio questo.
Negli anni successivi, ho cominciato a guardare spesso e volentieri Mtv. Grazie a questo canale ho scoperto moltissime canzoni che tutti noi conosciamo e che non si possono non conoscere, e che per me erano ancora tutte da scoprire all'epoca. Pezzi classici, pezzi che hanno inventato o cambiato generi musicali. Ho ritrovato anche pezzi che già conoscevo, che avevo sentito di sfuggita e di cui non sapevo titolo, autore.. nulla.
Ho cominciato a registrare da sola alcune cassette, collegando la tv all'impianto stereo. C'era solo un problema. Dovevo aspettare che Mtv passasse il video della canzone che volevo. Ma io ero disposta a questo e anche a discutere con i miei perchè tenevo la tv accessa mentre studiavo.
Mi piaceva scoprire canzoni nuove, mi piaceva aiutare le altre persone a trovare pezzi che cercavano da tempo.. Era una piccola soddisfazione, ma mi ha sempre reso felice..
Poco dopo è nato Napster, qualcosa che ha cambiato il mondo della musica totalmente.
Era il 6 Dicembre 2000. Tutto è cominciato con Beautiful Day degli U2, un inizio più promettente rispetto ad Eros.
A distanza di anni mi è rimasta la stessa passione per la musica, ma soprattutto la stessa curiosità e voglia di scoprire. Quando sento una canzone nuova cerco di sentire esattamente il testo per poi riuscire a trovarla.
Quando ci riesco, provo sempre un piccolo e forse stupido senso di soddisfazione. D'altronde se ci pensate, è proprio una piccola gioia.
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giovedì 27 maggio 2010
Love above all
Se una persona ti vuole bene, resta accanto a te senza che tu abbia bisogno di chiederglielo.
Lo fa di sua spontanea iniziativa.
È molto, molto difficile mettere d'accordo cuore e cervello. Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola. (Woody Allen)
Mentre si guarda un film spesso viene spontaneo pensare che certe scene non potrebbero mai ripetersi nella vita reale. E' vero, alcune scene sono così assurde e inverosimili e non ne saremo mai noi i protagonisti. Ma non tutte sono così, alcune capitano anche a noi.
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giovedì 7 gennaio 2010
Bisogno di polvere magica
Voglia di perder tempo.
from http://folkteeth.tumblr.com/page/16
Sogno un viaggio, qualcosa che mi porti lontano.
Ne ho bisogno sistematicamente. La routine mi sta davvero stretta.
Voglio preoccuparmi solo di cosa fare giorno per giorno, di quale strada prendere, niente di più.
Sogno di poter leggere un libro che non parli di diritto ( e di rovescio) e desidero avere quella pazienza e quella voglia che ti accompagnano fino all'ultima pagina, senza lasciare la lettura in sospeso.
Non sono più stata capace di tutto questo.
Sogno un pezzo di carta che ponga fine ad un percorso, o meglio ad una parte di esso.
Sogno di non essere obbligata a fare per forza ciò che ci sarà scritto sopra. Questo forse rimarrà solo nella mia testa (per fortuna magari).
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domenica 27 dicembre 2009
Ho messo via.
E' stato un bell'anno, sicuramente ha battuto nettamente il 2007 e soprattutto il 2008, particolarmente nero e deludente.
E' stato un anno in cui penso di aver corso qualche rischio, ma ne è valsa la pena. Ho eliminato molti scheletri che tenevo nell'armadio, molte fonti di dispiacere e nervosismo.. e, bisogna dirlo, di ispirazione, (purtroppo, in questo senso).
I risultati sono arrivati e arriveranno ancora. C'è voluto un po' di coraggio, un po' di incoscienza, ma soprattutto un po' di istinto... ed e' proprio questo che mi auguro di non perdere mai.
Per quante possano essere le persone attorno a te a darti consigli, sei sempre tu e solo tu a fare alcune scelte. Inoltre, non è detto che quelle persone sappiano cos'è meglio per te e qual è la cosa giusta da fare moralmente parlando, per quanto buone siano e ti vogliano bene.
Quest'anno ho imparato questo insieme a molte altre cose.
Contrariamente a tutto ciò che ho scritto sopra, ho infatti imparato che ciò che per gli altri è quasi palese, per te può non essere per niente evidente. Questa è l'altra faccia della medaglia.
Per questo mi auguro di non perdere mai questa "dote" che mi ha spesso assistito.
bye bye 2009.
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