Che l'amore sia tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore (Emily Dickinson).
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mercoledì 5 aprile 2017
Appunti di viaggio
Chissà come deve essere stato.
Penso di non poterlo neanche immaginare.
Un viaggio di nozze negli anni '60.
In macchina, con una tenda appresso, per le emergenze.
Partire dall'Italia, per attraversare tutta la Jugoslavia e raggiungere Istanbul.
Spirito di avventura, coraggio e un po' di incoscienza.
Quello fu solo il primo di tanti viaggi poco ordinari per loro.
Himalaya, deserto della Libia, Cina e tanti altri posti.
Non mi stupisce che poi lui faticasse a stare chiuso in un negozio di paese.
Viveva per viaggiare, per conoscere il mondo e, appena poteva, non esitava a farlo.
Là fuori c'erano terre da esplorare ad attenderlo. Lì, soltanto l'attività, a lui poco incline, lasciategli dalla madre.
Per questa ragione, era un po' burbero e freddo con i clienti.
Sono, quindi, rimasta molto stupita quando ho scoperto che aveva scritto un diario del viaggio di nozze nei Balcani.
Un gesto semplice, ma, secondo me, estremamente romantico.
Ci vuole una grande dedizione per scrivere tutti i giorni del viaggio che si sta facendo.
Me ne voglio ricordare, tra qualche settimana, quando sarò in viaggio in auto, oppure quest'estate, che non so ancora dove mi porterà.
Le foto raccontano, ma i pensieri annotati ancora di più.
venerdì 29 luglio 2016
Momentaneamente
Momentaneamente.
La mia speranza di avere la stessa reazione positiva che ho avuto l'anno scorso in Croazia.
Sembra essere l'avverbio chiave.
Il lavoro va bene, per ora.
Il lavoro va male, ma me lo tengo, per ora.
E via così, con tutto il resto.
Per me "momentaneamente" rappresenta l'avverbio dell'accontentarsi, dei compromessi.
Probabilmente è impossibile avere di fronte a sé solo certezze.
E' impossibile oggi, ma lo era anche un tempo, senz'altro.
Il punto è che ho la sensazione che anche la generazione precedente abbia faticato, ma abbia pagato un prezzo minore.
Dai racconti emerge che si faticava per salire sul trampolino, ma, una volta in cima, spiccare il volo era un attimo, o, almeno, non era così complicato come lo è oggi.
L'impressione è che quel trampolino sia qualcosa destinato a rimanere sempre lontano all'orizzonte.
Non restano, quindi, che i compromessi, i "per ora", gli "al momento", con cui mandare certi pensieri sul fondo dell'oceano, "momentaneamente".
Nessuno pretende una botte di ferro in cui barricarsi dentro.
L'ambizione è non dover pensare di anno in anno a reinventare la propria vita.
E' questo ciò a cui sto pensando al 29 di luglio, a due giorni dall'agognata pausa estiva che spero mi aiuti a mettere in pausa tutte queste riflessioni per poi trovare un modo per affrontare di petto a settembre
Torno in un posto a me caro, una città per cui nel 2011 ho lasciato un pezzettino del mio cuore.
Lisbona.
C'eravamo detti "atè logo" d'altra parte.
C'eravamo detti "atè logo" d'altra parte.
In questi giorni ho realizzato quanto questa città mi abbia colpito all'epoca.
Mi ricordo ancora un sacco di particolari, anche se sono trascorsi già cinque anni.
Per me, sarà un po' come tornare "a casa".
Questa volta, però, avrò modo di conoscere anche il resto del Portogallo, facendo finalmente un altro viaggio on the road che ho immaginato a lungo.
La mia speranza di avere la stessa reazione positiva che ho avuto l'anno scorso in Croazia.
Spero, infatti, di poter dire: ma perchè non ci sono venuta prima? :-)
lunedì 22 settembre 2014
Tips about Rome
La città eterna. Le parole si sprecano per questa metropoli così ricca di storia.
Su internet troverete qualsiasi informazioni su cosa visitare a Roma, perciò il mio scopo è fornirvi qualche dritta su dove mangiare!
Partiamo da dove provare i primi piatti della cucina romana.
- Trattoria Vecchia Roma
http://www.trattoriavecchiaroma.it/
ristorante molto conosciuto per la sua amatriciana flambè, preparata nella forma di pecorino. Ottimo anche l'antipasto fritto, porzioni abbondanti.
- Grazia & Graziella
www.graziaegraziella.it
Nel quartiere di Trastevere, un ambiente accogliente e ricco di insegne di un tempo. D'estate si può mangiare all'aperto sulla piazzetta antistante
Ottime fettuccine al farro cacio e pepe e insalate. Anche qui porzioni abbondanti e quando sono stata io.. aperitivo e amaro offerti a pranzo!
Su internet troverete qualsiasi informazioni su cosa visitare a Roma, perciò il mio scopo è fornirvi qualche dritta su dove mangiare!
Partiamo da dove provare i primi piatti della cucina romana.
- Trattoria Vecchia Roma
http://www.trattoriavecchiaroma.it/
ristorante molto conosciuto per la sua amatriciana flambè, preparata nella forma di pecorino. Ottimo anche l'antipasto fritto, porzioni abbondanti.
- Grazia & Graziella
www.graziaegraziella.it
Nel quartiere di Trastevere, un ambiente accogliente e ricco di insegne di un tempo. D'estate si può mangiare all'aperto sulla piazzetta antistante
Ottime fettuccine al farro cacio e pepe e insalate. Anche qui porzioni abbondanti e quando sono stata io.. aperitivo e amaro offerti a pranzo!
- Osteria Bibi e Romeo
http://www.bibieromeo.it/
Vicino al Vaticano, offre un ottimo rapporto qualità prezzo. Buonissime mezze maniche alla gricia rivisitata con l'aggiunta di zucchine. Mi sono stati inoltri offerti dalla casa ben due antipastini.
- Ristorante Santa Cristina al Quirinale
http://www.ristorantesantacristinaalquirinale.it/
In una piccola via vicino al Foro di Traiano c'è questo ristorante con qualche posto a sedere fuori e ampio ambiente interno. Qui si deve provare la Delizia Santa Cristina, ovvero mezze maniche con zucchine e fiori di zucca croccanti.
Unico inconveniente, il cestino del pane è pagamento, ma a onor della cronaca è specificato sul menù e molti utenti su Tripadvisor lo segnalano.
Veniamo ora ad alcune scelte più particolari.
- Likeat
https://www.facebook.com/pages/Likeat-Roma/214719028701697
aperto da pochissimo, è balzato immediatamente al primo posto su Tripadvisor. Si trova a due passi da Castel Sant'Angelo. La specialità è il panino con la porchetta ed è semplice e divino. Lasciatevi consigliare per quanto riguarda gli abbinamenti.
- Tiepolo
http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187791-d816373-Reviews-Tiepolo-Rome_Lazio.html
carino, informale, adatto ad una cena con gli amici in cui condividere ciò che si ordina.
Ottima l'insalata con avocado e bacon grattugiato.
- Sant'Eustachio il Caffè
http://www.santeustachioilcaffe.it/
il miglior caffè di Roma si trova tra Piazza Navona e il Pantheon.
- Agorà
http://www.agorarestaurantandbar.com/
vicino alla Stazione di Termini, un posto elegante e alla moda, ma con prezzi più che ragionevoli.
Porzioni abbondanti, ottima la parmigiana di mare.
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domenica 7 settembre 2014
Tips about Berlin
Ho pensato di impostare in modo differente i miei posts sui viaggi.
- Gedachtniskirche- la vista dalla cupola del Duomo
E' inutile che scriva una carrellata di luoghi da visitare: queste cose si possono tranquillamente trovare su internet in moltissimi siti ormai.
Il mio obiettivo sarà quello di dare consigli più specifici in base alle mie esperienze, con la speranza di poter sempre aiutare chi si imbatte in queste pagine.
Berlino è stata la meta per il mio viaggio primaverile.
Non c'è stato un colpo di fulmine tra me e questa città. La sua architettura moderna non mi ha affascinato, ma non si possono muovere rimproveri a questa città uscita distrutta dalla guerra.
L'avevo già visitata dieci anni e l'immagine più forte che avevo tra i miei ricordi era una Postdamer platz ancora in costruzione... oltre al bellissimo ricordo di me che accarezzo un rinoceronte allo zoo.
In questi mesi, tantissime gru si stagliano sul cielo di Berlino. I lavori continuano e si sono spostati da Postadamer platz, che ormai ha una sua compiuta identità, ad altre zone. Al momento Unter den linden è un cantiere unico, così come la Bebelplatz .
Nonostante ciò, Berlino mi ha trasmesso un'immagine di città molto vivibile.
E' enorme, ma non è caotica. In metropolitana e sui mezzi la gente non è costretta a viaggiare come sardine. Si respira, c'è spazio per tutti. Il traffico è davvero minimo nelle zone centrali.
I mezzi sono assolutamente da utilizzare vista l'immensità della città.
Pochissime persone chiedono l'elemosina per strada e pochi sono gli immigrati in giro. Con questa frase non voglio sembrare razzista. Voglio solo che dire trascorrere cinque giorni a Berlino mi ha riportato indietro di tantissimi anni. Ho pensato soprattutto alla mia città a Milano, che, come tanti altri posti in Italia, è in difficoltà nel gestire tutti gli stranieri che vi arrivano.. al punto che per me noi è ormai normale vedere gente che dorme e vive sulle panchine del parco, gente che ti chiede i soldi per strada ecc..
Ecco a Berlino tutto questo non c'è.
Vi sono minoranze culturali ormai stabilmente integrate, come i turchi a Kreuzberg. Passeggiare per il loro mercato lungo le rive del fiume e assaggiare qualche specialità turca è qualcosa che vi consiglio senz'altro di fare.
Un altro quartiere che è stata un'autentica scoperta è Prenzlauer Berg. Qui le case sono bellissime e ogni è angolo e curato è ricercato. Questo è il genere di luogo di cui mi posso innamorare!
I posti da non perdere secondo me:
- Reichstag Dome: fantastica, vi lascerà a bocca aperta. Visita su prenotazione: il sito vi fa scegliere tre possibilità ma alla fine vi vincola sulla prima preferenza. Non perdetevi anche i dintorni, soprattutto la zona moderna vicino al fiume.
- Pergamon Museum e la Museumsinsel: quando l'ho visitato per la prima volta sono rimasta senza parole per l'omonimo altare. Questa volta invece ho apprezzato di più la porta di Mileto e Ishtar, quasi totalmente autentiche, mentre l'altare è ricostruito in gran parte. Ci sono anche due chicche meno pubblicizzate ma imperdibili secondo me: la porta di Aleppo e il palazzo del Califfo.
- Hackeschen hofe: cortili interni ricchi di negozi e caffè particolari nel quartiere Ebraico.
- Gendarmenmarkt: unica nel suo genere.
- Prenzlauer Berg
- Il mercato turco di Kreuzberg- Gedachtniskirche- la vista dalla cupola del Duomo
Dove mangiare:
- Barcomi's Deli. http://barcomis.de/index.php
Questo posto è delizioso e si trova in un cortile
nascosto nel quartiere ebraico. Torte fantastiche.
- Gasthaus Julchen Hoppe http://www.prostmahlzeit.de/julchenhoppe/
vicino a Nikolaiviertel c'è
questo ristorante dove con un piatto ci si sazia tranquillamente
e si esce davvero soddisfatti.
- Standige Vertretung http://www.staev.de/en/
lungo il fiume, questa birreria è super affollata e ottima. Anche qui
porzioni super abbondanti.
- Steakhouse Asador. http://www.restaurant-asador.de/
La cucina tedesca è buona, ma non molto varia. Se
siete stufi e cercate una valida alternativa, questo ristorante è economico ma
il servizio è molto curato e la carne fantastica.
lunedì 1 settembre 2014
Travel is the only thing that you buy that makes you richer...
"Buonasera e benvenuta a bordo".
Non so voi, ma quando vado all'estero, capisco che il viaggio è finito quando la voce italiana dell'hostess mi accoglie sull'aereo.
E' in quel momento che scendo dalla nuvoletta e ritorno alla realtà.
Ogni volta ha un che di traumatico talmente è forte il mio amore per i viaggi.
Non avevo mai fatto una vacanza così, in due stati che hanno davvero poco in comune.
Com'è il Marocco?
Il Marocco mi è sembrato un luogo sospeso tra Africa e Medio Oriente ed è un posto dove so già che vorrei tornare: una settimana davvero non mi è bastata.
Marrakech è una città che forse non si può non visitare nella propria vita.
Caotica, rumorosa, ma anche magica.
La medersa, le tombe saadiane, i giardini Majorelle.. sono posti ricchi di fascino. La sinagoga mascosta tra le vie della Kasbah è un gioiellino.
C'è qualcosa di infernale poi nella notte di piazza Jemaa El Fna, avvolta dai fumi delle bancarelle di cibo e gremita di gente. All'inizio, ti senti disorientato quando ti fai strada tra i tizi che si portano dietro scimmie, i berberi che cantano e suonano, le donne che cercano di convincerti a fare l'henne, e l'avvoltoio.. e sì l'avvoltoio.
E' così che mi immagino che sia l'India, ma posso anche sbagliarmi.. adesso potrei essere davvero pronta per andarci.
Perchè è vero, l'impatto con piazza Jemaa el Fna è forte, ma dopo poco è facile prendere il ritmo di quella danza infernale, fino a sentirsi più tranquilli che a Milano.
Cosa mi porto dietro del popolo marocchino?
Sono gente in gamba, che sa che se il turista paga per qualcosa ha diritto ad essere trattato al meglio. E' questa l'idea che guida i marocchini quando ti accolgono nei ristoranti e fanno attenzione al fatto che nessuno si avvicini per importunare o rubare una borsetta. Un popolo da cui dovremmo certamente trarre esempio in questo senso.
A volte sono pressanti, anche questo è vero. Specialmente quando cercano di convincerti a comprare qualcosa, quando ti fissano con insistenza affinchè tu ti senta osservata e gli conceda attenzione, oppure quando insistono per darti indicazioni, a volte anche sbagliate. Ma come tutti i popoli, c'è di tutto per fortuna. E se i primi giorni è difficile capire a chi rivolgersi per avere informazioni, man mano ci si fa l'occhio e si capisce subito che è pieno di donne, uomini e bambini pronti a aiutarti e che non si aspettano nulla in cambio. Importante è sapere scegliere a chi rivolgersi.
Il pedone conta meno di niente a Marrakech. Loro sfrecciano con queste motorette in ogni stradina e il casco, peraltro inconsistente, diventa un porta oggetti da appendere al manubrio.
I marocchini percepiscono la paura del turista nell'attraversare ed è difficile che le macchine rallentino per cedere il passo. Tuttavia, se ci si mostra decisi, le cose cambiano e si riesce ad attraversare.
Mal che vada vi può magari accadere una cosa molto carina che è successa a me. Ad un incrocio mi sono trovata a fianco una donna col velo. Solo gli occhi erano scoperti e mi hanno lanciato uno sguardo d'intesa. La donna mi ha infatti preso per il braccio e aiutato ad attraversare! Ovviamente ero elettrizzata da questo gesto così gentile.
Che dire poi dei ragazzini che sul pullman per andare alla valle di Ourika offrono alle uniche straniere ciò che comprano dalle bancarelle quando il bus si ferma? o di quelli che mi hanno aiutato ad arrampicarmi alle cascate perchè avevo una tremenda paura di scivolare? o di chi simpaticamente ci chiamava gazzelle quando ci vedeva passare per strada?
Me li porterò tutti nel cuore, come pure il taxista che mi prendeva in giro perchè tenevo la cintura con la mano dato che non c'era il posto per agganciarla.
Anche dell'esperienza del viaggio nel deserto mi rimarrà un forte segno. Paesaggi stupendi tra le gole di Dades, i palmeti di Skoura e le dune di Merzouga. Credo che poche cose possano essere più affascinanti di una notte passata nel deserto sotto le stelle, nonostante tutta l'anguria che ho dovuto mangiare per non patire il caldo.
Molti si preoccupano del vestiario da tenere quando si gira per le città per non offendere le usanze mussulmane. La mia opinione è che alla fine le cose più importanti sono quelle più semplici: salutare quando si entra in un negozio o in un ristorante, ringraziare sempre. E' questo che rende il turista rispettoso.
Quando siamo arrivate a Fuerteventura, il Marocco mi è sembrato distante anni luce ed è stata una strana sensazione. Ma non poteva essere diversamente.
Fuerte è stata una scoperta.
Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di vedere isole dai mari bellissimi: Cefalonia, Zante, Sicilia, Minorca, Favignana...
I paragoni però non sono giustificati perchè Fuerte è un mondo a parte.
E' il mondo di chi fa surf, windsurf e kite-surf. Qui vale davvero la pena venire per provare questi sport.
La parte bella di tutto ciò è che la cosa non si riduce a faticare in acqua, ma c'è anche modo di conoscere gente nuova e chissà.. finire magari a bere una birra tutti assieme dopo la lezione o fare un barbecue in una spiaggia dove ci siete solo voi.
A parte Fuerte, sono rimasta molto stupita da Lanzarote. Un piccolo gioiello. Bisogna ringraziare Cesar Manrique, le cui installazioni sono state davvero una scoperta per me e a cui va il merito di aver reso quest'isola così graziosa. Il contrasto tra le colline nere e le casette bianche è qualcosa di unico.
Tornerò alle Canarie?
Chi lo sa. Come detto, sono certa che vorrei vedere Fez, Tangeri e Chefchaouen..
Per Fuerte il "progetto" potrebbe essere più mirato e avere a che fare con quella tavola che può davvero portarti sopra le onde, per far sì che non resti un'esperienza isolata.
Vedremo.
Una cosa è certa, ogni volta che torno da un viaggio la voglia di vedere altri posti non manca mai. La spinta verso luoghi dove non sono ancora stata è sempre forte. L'Asia, in particolare, mi chiama a sè ormai da tempo.
Se mi metto a fare una lista di ciò che vorrei visitare, mi sembra che il tempo non sarà sufficiente.
Ma io ce la metterò tutta per vivermi quasi tutti quei sogni che ho nel cassetto.
Mr. Probz - Waves
Non so voi, ma quando vado all'estero, capisco che il viaggio è finito quando la voce italiana dell'hostess mi accoglie sull'aereo.
E' in quel momento che scendo dalla nuvoletta e ritorno alla realtà.
Ogni volta ha un che di traumatico talmente è forte il mio amore per i viaggi.
Non avevo mai fatto una vacanza così, in due stati che hanno davvero poco in comune.Com'è il Marocco?
Il Marocco mi è sembrato un luogo sospeso tra Africa e Medio Oriente ed è un posto dove so già che vorrei tornare: una settimana davvero non mi è bastata.
Marrakech è una città che forse non si può non visitare nella propria vita.
Caotica, rumorosa, ma anche magica.
La medersa, le tombe saadiane, i giardini Majorelle.. sono posti ricchi di fascino. La sinagoga mascosta tra le vie della Kasbah è un gioiellino.C'è qualcosa di infernale poi nella notte di piazza Jemaa El Fna, avvolta dai fumi delle bancarelle di cibo e gremita di gente. All'inizio, ti senti disorientato quando ti fai strada tra i tizi che si portano dietro scimmie, i berberi che cantano e suonano, le donne che cercano di convincerti a fare l'henne, e l'avvoltoio.. e sì l'avvoltoio.
E' così che mi immagino che sia l'India, ma posso anche sbagliarmi.. adesso potrei essere davvero pronta per andarci.
Perchè è vero, l'impatto con piazza Jemaa el Fna è forte, ma dopo poco è facile prendere il ritmo di quella danza infernale, fino a sentirsi più tranquilli che a Milano.
Cosa mi porto dietro del popolo marocchino?
Sono gente in gamba, che sa che se il turista paga per qualcosa ha diritto ad essere trattato al meglio. E' questa l'idea che guida i marocchini quando ti accolgono nei ristoranti e fanno attenzione al fatto che nessuno si avvicini per importunare o rubare una borsetta. Un popolo da cui dovremmo certamente trarre esempio in questo senso.
A volte sono pressanti, anche questo è vero. Specialmente quando cercano di convincerti a comprare qualcosa, quando ti fissano con insistenza affinchè tu ti senta osservata e gli conceda attenzione, oppure quando insistono per darti indicazioni, a volte anche sbagliate. Ma come tutti i popoli, c'è di tutto per fortuna. E se i primi giorni è difficile capire a chi rivolgersi per avere informazioni, man mano ci si fa l'occhio e si capisce subito che è pieno di donne, uomini e bambini pronti a aiutarti e che non si aspettano nulla in cambio. Importante è sapere scegliere a chi rivolgersi.
Il pedone conta meno di niente a Marrakech. Loro sfrecciano con queste motorette in ogni stradina e il casco, peraltro inconsistente, diventa un porta oggetti da appendere al manubrio.
I marocchini percepiscono la paura del turista nell'attraversare ed è difficile che le macchine rallentino per cedere il passo. Tuttavia, se ci si mostra decisi, le cose cambiano e si riesce ad attraversare.
Mal che vada vi può magari accadere una cosa molto carina che è successa a me. Ad un incrocio mi sono trovata a fianco una donna col velo. Solo gli occhi erano scoperti e mi hanno lanciato uno sguardo d'intesa. La donna mi ha infatti preso per il braccio e aiutato ad attraversare! Ovviamente ero elettrizzata da questo gesto così gentile.
Che dire poi dei ragazzini che sul pullman per andare alla valle di Ourika offrono alle uniche straniere ciò che comprano dalle bancarelle quando il bus si ferma? o di quelli che mi hanno aiutato ad arrampicarmi alle cascate perchè avevo una tremenda paura di scivolare? o di chi simpaticamente ci chiamava gazzelle quando ci vedeva passare per strada?
Me li porterò tutti nel cuore, come pure il taxista che mi prendeva in giro perchè tenevo la cintura con la mano dato che non c'era il posto per agganciarla.
Anche dell'esperienza del viaggio nel deserto mi rimarrà un forte segno. Paesaggi stupendi tra le gole di Dades, i palmeti di Skoura e le dune di Merzouga. Credo che poche cose possano essere più affascinanti di una notte passata nel deserto sotto le stelle, nonostante tutta l'anguria che ho dovuto mangiare per non patire il caldo.
Quando siamo arrivate a Fuerteventura, il Marocco mi è sembrato distante anni luce ed è stata una strana sensazione. Ma non poteva essere diversamente.
Fuerte è stata una scoperta.
Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di vedere isole dai mari bellissimi: Cefalonia, Zante, Sicilia, Minorca, Favignana...
I paragoni però non sono giustificati perchè Fuerte è un mondo a parte.
E' il mondo di chi fa surf, windsurf e kite-surf. Qui vale davvero la pena venire per provare questi sport.
La parte bella di tutto ciò è che la cosa non si riduce a faticare in acqua, ma c'è anche modo di conoscere gente nuova e chissà.. finire magari a bere una birra tutti assieme dopo la lezione o fare un barbecue in una spiaggia dove ci siete solo voi.
A parte Fuerte, sono rimasta molto stupita da Lanzarote. Un piccolo gioiello. Bisogna ringraziare Cesar Manrique, le cui installazioni sono state davvero una scoperta per me e a cui va il merito di aver reso quest'isola così graziosa. Il contrasto tra le colline nere e le casette bianche è qualcosa di unico.
Tornerò alle Canarie?
Chi lo sa. Come detto, sono certa che vorrei vedere Fez, Tangeri e Chefchaouen..
Per Fuerte il "progetto" potrebbe essere più mirato e avere a che fare con quella tavola che può davvero portarti sopra le onde, per far sì che non resti un'esperienza isolata.
Vedremo.
Una cosa è certa, ogni volta che torno da un viaggio la voglia di vedere altri posti non manca mai. La spinta verso luoghi dove non sono ancora stata è sempre forte. L'Asia, in particolare, mi chiama a sè ormai da tempo.
Se mi metto a fare una lista di ciò che vorrei visitare, mi sembra che il tempo non sarà sufficiente.
Ma io ce la metterò tutta per vivermi quasi tutti quei sogni che ho nel cassetto.
Mr. Probz - Waves
lunedì 9 settembre 2013
Cappadocia.
Per
arrivarci da Istanbul si può fare tappa ad Ankara, anche se questa città vi
sembrerà anonima rispetto alla prima. Non c’è competizione d'altronde. Il
Castello è conservato piuttosto rusticamente. Il Museo delle civiltà anatoliche
merita, ma negli ultimi anni buona parte dell’esposizione è chiusa per restauri
dell’edificio. Imponente e interessante è invece il mausoleo di Ataturk.
Proseguendo
per la Cappadocia, vale la pena fermarsi all’immenso lago salato Tuz Golu. Un
paesaggio lunare su cui camminare a pieni nudi volendo. Incredibile il
contrasto con le campagne dalle tinte ocra del grano che lo circondano. Talvolta
il lago assume delle surreali sfumature viola.
Altra
tappa prima di entrare nel vivo della Cappadocia è il lago nel cratere di narli gol e la vicina Valle
di Ihlara. Un canyon in cui si possono vedere alcune chiese scavate all’interno
della roccia.
Goreme.
In questo villaggio si può visitare il Museo a Cielo Aperto, ovvero un insieme
di chiese e cappelle scavate nelle formazioni rocciose tipiche di questa zona.
Si tratta di cenere vulcanica che si è depositata e che è stata lavorata dagli
agenti atmosferici dando vita a forme originali e talvolta un po’ bizzarre.
Nei
dintorni di Goreme si possono visitare altre vallate, come la Valle dell’Amore,
la Valle dei Piccioni e la Valle delle Rose, nonché i camini delle fate,
caratterizzate da formazioni rocciose sempre diverse. E’ meglio alzarsi un po’
presto la mattina, questi siti si affollano presto di gente.
Un’esperienza unica è senz’altro ammirarle dall’alto di una mongolfiera alle prime luci del mattino. Io ho volato con la Istanbul Ballons ed è stato emozionante. Costo 150 euro, li vale tutti!
Uchisar.
Qui è presente una formazione rocciosa che può ricordare la forma di un
castello. Bellissima anche la vallata di fronte perché in questo caso le rocce
sembrano dune di sabbia.
Città
sotterranea di Kaymakli.
Questo luogo, assieme ad altri cento almeno, offriva
protezione ai cristiani dai passaggi degli eserciti persiani e arabi. Se
soffrite seriamente di claustrofobia pensate bene se potreste andare in
difficoltà nel dover passare in cunicoli molto stretti. La visita è pero molto
interessante!
Anche in questa vallata, ricca di alberi di albicocche, sono presenti
alcune chiese rupestri da vedere. Se vi trovate in questa zona all’ora di
pranzo fermatevi al ristorante Soganli, di proprietà dell’attuale sindaco del
paese. Mangerete a volontà spendendo poco, all’ombra degli albicocchi. Relax
assicurato e rischio pennichella del dopo pranzo elevatissimo.
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giovedì 5 settembre 2013
Turchia: Istanbul
Turchia,
paese estremamente ricco di cultura. Un peccato mortale andarci “solo” per il
mare. In Turchia, c’è anche il mare, ma molto di più come cercherò di mostrare
nei prossimi posts.
Istanbul.
Un primo
appuntamento per innamorarsi di questa città richiede tre giorni.
Poi il
Topkapi, dove mezza giornata non è sufficiente per ammirare la bellezza del
luogo che ha ospitato i Sultani turchi. C’è da perdersi nei particolari delle
maioliche che rivestono quasi ogni stanza, soprattutto se si decide di visitare
anche l’Harem, che richiede l’acquisto di un biglietto a parte. Ma non c’è
neanche da pensarci, andateci assolutamente.
Il labirinto del Gran Bazar, dove i turchi, nel dubbio, parlano italiano con chiunque passi. Potrete cadere nella tentazione di pensare che sia un luogo troppo turistico, ma cosi non è. I prodotti in vendita lì sono invece di qualità superiore rispetto a quelli che si trovano nei mercatini della Cappadocia e lungo il mare.
Il
mercato delle spezie, ma anche della frutta secca e dei dolci. Le mille forme
che può assumere miele.

Infine, fate un giro su un battello sul Bosforo al tramonto. Perchè Istanbul è anche il corno d’oro e finchè non la osservi da lì non ti rendi conto di quanto sia immensa. Palazzi sfarzosamente barocchi come Dolmabahce, e bellissime case sul fiume
Aggiungeteci ancora la Moschea di Solimano, che osserva dall’alto tutta la città, e la Moschea di Rustem Pasa, con i suoi interni rivestiti di maioliche.
Ortakoy è stata un’ottima alternativa per la sera. Perché Istanbul è anche uscire e ritrovarsi per strada, in mille zone della città. E perdersi nelle sue vie, complici le quaranta sedi universitarie che non sono un buon punto di riferimento.
una o più dolci tentazioni.... http://www.hafizmustafa.com/
mercoledì 21 agosto 2013
Caos
Istanbul è la vita.
Caotica, chiassosa, imprevedibile.
Poche indicazioni agli angoli delle vie.
Quaranta sedi universitarie che ubriacherebbero anche un campione di orienteering.
Unici punti di riferimento sono i minareti che per fortuna svettano sulla città, ma questo non preclude una serie di ripide salite per raggiungerli.
Il canto del muezzin che risuona come una guida in questa giungla di cemento.
Si cerca di affidarsi alla gente del luogo chiedendo indicazioni, ma nessuno è in grado di indicarti dove ti trovi sulla mappa. Il risultato è che ti senti ancora più perso di prima.
E' come la vita, dicevo, dove è facile perdersi perchè sei messo alla prova in ogni giorno.
Costante è la ricerca di appigli e, quando pensi di averli trovati, qualcosa cambia. Tutto è da rifare.
Sto pensando a questo.
Mi sono addormentata prima del decollo del mio aereo diretto verso Milano. Mi sto svegliando, stanno per servire il pranzo e iniziano a fare un gran rumore. I miei occhi sono pesanti però e fanno fatica ad aprirsi: C. mi deve scuotere per riportarmi alla realtà.
Ho dormito un'ora e ormai la Turchia è lontana. Guardo fuori dal finestrino, cosa che in realtà faccio inspiegabilmente di rado.
Riconosco immediatamente la forma delle isole su cui stiamo passando. Cefalonia, Zante, Itaca e Lefkada. Un'estate lontana nel tempo.
C'è ancora molto da fare.
Macklemore and Ryan Lewis – Can't Hold Us
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domenica 14 luglio 2013
Mi piacerebbe essere come te.
Luca Argentero, alias Lorenzo, dice ad Ambra Angiolini, alias Roberta, questa frase nel film "Saturno contro". http://www.youtube.com/watch?v=6iOrDregzMI
Il dialogo è interrotto da qualcuno che suona il campanello di casa.
Non sapremo mai esattamente cosa ha spinto Lorenzo a dire quella frase a Roberta.
Lorenzo infatti avrà un malore poco dopo e non si riprenderà più.
Come lo spettatore, pure Roberta si interrogherà sul significato di quelle bellissime parole.
Lei così incasinata, irrisolta.. lei che non è soddisfatta di se stessa non si capacita di come mai qualcuno vorrebbe essere come lei.
Penso che sia molto raro pronunciare a voce alta una frase del genere. Forse perchè rappresenta la forma più sincera di ammirazione e stima che ci possa essere. L'unica manifestazione positiva dell'invidia.
Più facilmente è possibile che capiti di pensarla e tenerla per noi.
Ancora più probabile però è pensare "io non vorrei essere così".
Siamo così bravi infatti a notare i difetti negli altri.
Così concentrati su noi stessi e sul nostro piccolo microcosmo.
Come si può però non pensarlo di fronte ad una persona che ha avuto il coraggio di inseguire davvero la sua passione? per quanto rischiosa fosse la strada, per quanto lontana la dovesse portare..
Come si può non dirlo di qualcuno così naturalmente gentile con tutti, così sereno al punto di mettere a proprio agio chiunque? Qualcuno così attento a chi gli sta attorno da dare l'impressione di sapere leggere dentro alle persone in un istante?
Io non sono stata così coraggiosa da seguire una vena creativa.
Mi sarebbe piaciuto e talvolta lo rimpiango un pochino. Alla fine della fiera, tra l'altro, non ho neanche scelto qualcosa di meno rischioso e faticoso.
Per il resto, però, posso fare ancora del mio meglio; ho ancora un po' di tempo, anche se non troppo a dire il vero.
Passiamo infatti una buona parte della nostra vita ad essere inconsapevoli di ciò che siamo e a comportarci a caso.
Quando ne prendiamo atto, siamo entrati ufficialmente nel mondo degli adulti. In quella fase abbiamo modo di cambiare ciò che non ci piace di noi stessi, se ovviamente vogliamo cogliere l'occasione di migliorare.
In un battito di ciglio però rischiamo di risvegliarci troppo tardi ed essere già in ritardo per i cambiamenti. Una volta lì, difficilmente ci si può sbloccare.
Inseguirò ancora quei traguardi, in primo luogo per me stessa ovviamente. Non mi accontenterò finchè il puzzle non sarà completo. ma mi godrò anche il "viaggio", senza chiedermi troppo.
E se prima o poi capiterà l'effetto collaterale del "mi piacerebbe essere come te".. beh, sarà ancora più bello.
Il dialogo è interrotto da qualcuno che suona il campanello di casa.
Non sapremo mai esattamente cosa ha spinto Lorenzo a dire quella frase a Roberta.
Lorenzo infatti avrà un malore poco dopo e non si riprenderà più.
Come lo spettatore, pure Roberta si interrogherà sul significato di quelle bellissime parole.
Lei così incasinata, irrisolta.. lei che non è soddisfatta di se stessa non si capacita di come mai qualcuno vorrebbe essere come lei.
Penso che sia molto raro pronunciare a voce alta una frase del genere. Forse perchè rappresenta la forma più sincera di ammirazione e stima che ci possa essere. L'unica manifestazione positiva dell'invidia.
Più facilmente è possibile che capiti di pensarla e tenerla per noi.
Ancora più probabile però è pensare "io non vorrei essere così".
Siamo così bravi infatti a notare i difetti negli altri.
Così concentrati su noi stessi e sul nostro piccolo microcosmo.
Come si può però non pensarlo di fronte ad una persona che ha avuto il coraggio di inseguire davvero la sua passione? per quanto rischiosa fosse la strada, per quanto lontana la dovesse portare..
Come si può non dirlo di qualcuno così naturalmente gentile con tutti, così sereno al punto di mettere a proprio agio chiunque? Qualcuno così attento a chi gli sta attorno da dare l'impressione di sapere leggere dentro alle persone in un istante?
Io non sono stata così coraggiosa da seguire una vena creativa.
Mi sarebbe piaciuto e talvolta lo rimpiango un pochino. Alla fine della fiera, tra l'altro, non ho neanche scelto qualcosa di meno rischioso e faticoso.
Per il resto, però, posso fare ancora del mio meglio; ho ancora un po' di tempo, anche se non troppo a dire il vero.
Passiamo infatti una buona parte della nostra vita ad essere inconsapevoli di ciò che siamo e a comportarci a caso.
Quando ne prendiamo atto, siamo entrati ufficialmente nel mondo degli adulti. In quella fase abbiamo modo di cambiare ciò che non ci piace di noi stessi, se ovviamente vogliamo cogliere l'occasione di migliorare.
In un battito di ciglio però rischiamo di risvegliarci troppo tardi ed essere già in ritardo per i cambiamenti. Una volta lì, difficilmente ci si può sbloccare.
Inseguirò ancora quei traguardi, in primo luogo per me stessa ovviamente. Non mi accontenterò finchè il puzzle non sarà completo. ma mi godrò anche il "viaggio", senza chiedermi troppo.
E se prima o poi capiterà l'effetto collaterale del "mi piacerebbe essere come te".. beh, sarà ancora più bello.
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giovedì 27 giugno 2013
Sul tram 9.
Quanti rischi ci prendiamo nella nostra vita? Moltissimi.
Mi ci ha fatto pensare un amico ieri sera. Elencare tutte le cose pericolose che finora ho fatto mi ha un po' impressionato.
Per esempio, da bambina ero affascinata da mio padre quando si radeva la barba col rasoio. Un giorno ho deciso di farlo anche io, pur non avendone bisogno. Senza schiuma da barba e aspettando che i miei non fossero a casa. Ovviamente mi sono tagliata la guancia.
A 16 anni mi sono tuffata da degli scogli a Malta, senza sapere bene cosa stavo facendo. Ricordo che avevo paura infatti e il primo tuffo lo feci per mano ad altre due persone.
L'anno scorso ho fatto rafting, andando a sbattere col gommone contro un masso proprio dal lato in cui c'ero io. Era un rischio calcolato dal ragazzo che ci accompagnava e mi aveva spiegato esattamente cosa avrei dovuto fare per non prendermi la roccia in faccia. Non vedo l'ora di provare di nuovo.
Ho fatto il bagno con gli squali, scoprendo che si trattava di squali solo una volta uscita dall'acqua. "Ma attaccano l'uomo?" "si, qualche volta capita.." "Ah..".
Stessa cosa sul Mar Rosso con un barracuda, solo che lì avevo 10 anni.
Sono volata col motorino, prendendo una curva agli 80 km/h.
Ho scritto sulla schiuma su una macchina e poi sono dovuta scappare. Ancora oggi mi chiedo se quei ragazzi che ci inseguivano fossero davvero i proprietari o solo dei tamarri che volevano attaccarsi.
Aggiungete poi tutte le imprudenze che fai quando sei bambino e che non ti sembrano nulla di che. Metteteci anche altre stupidaggini che tutti fanno nella loro vita ma che non è proprio il caso di riportare qui.
A conti fatti, forse, anche chi pensa di essere molto razionale risulta essere piuttosto impulsivo.
E c'è chi fa ancora cose più pericolose di quelle qui citate. Tipo Philippe Petit per citarne uno, l'acrobata francese che passò da una Torre Gemella all'altra restando in equilibrio su un filo. Tutto questo senza protezione.
Ti può andare davvero male a volte. Altre volte ti può rimanere una cicatrice, come quella che ho sul gomito per il volo col motorino, che oggi in realtà si vede a malapena.
E' che vivere col paracadute non rappresenta comunque una sicurezza visto quanto può essere beffardo il destino.
Tanto vale prendersi dei rischi, cercare di calcolarli per non farsi del male fisico, evitare le stronzate vere e proprie.. ma vivere il più possibile. Troppa prudenza ci limita soltanto e in ogni caso non ci protegge abbastanza.
La stessa cosa, se ci pensate, avviene con l'amore e l'amicizia. Qui le cicatrici non si vedono ma noi sappiamo bene se ne portiamo o meno e talvolta anche gli altri possono intravvederle.
Ma anche qui vale la pena non volare sicuri, per quanto a volte ci sia davvero il rischio di farsi male.
Qui la smetto perchè c'è chi ha saputo di dire queste cose già prima di me e soprattutto meglio:
"Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu... canti con rapimento e danzi come un derviscio.
Abbi una felicità delirante o almeno non respingerla.
Io so che ti suona smielato, ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi.
Io ti dico: buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo? Be', dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore. Perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente... be', equivale a non vivere. Ma devi tentare perché se non hai tentato, non mai hai vissuto."
Vi presento Joe Black
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domenica 2 dicembre 2012
Cracovia: una città in tasca
State cercando una città a cui dedicare un weekend? Cracovia potrebbe essere la meta che fa per voi. Per visitarla occorrono infatti tre giorni e il lato positivo è che non rimarrete con l'amaro in bocca come se cercaste di vedere Londra nello stesso tempo.
E' la piazza centrale della città. E' immensa e su di essa si affacciano alcuni importanti edifici, tra cui il Fondaco dei tessuti che la divide a metà. Oggi il Fondaco ospita una serie di negozi per turisti. Sulla piazza troverete anche la Torre del Municipio, da cui potrete ammirare la piazza dall'altro (tranne che nei mesi invernali), la piccolissima chiesa di San Adalberto (in cui si tengono concerti) e la bellissima Bazilica Mariacki, dalle cui torri si affacciano i trombettisti ogni ora per suonare l'hejnal.
Nel mese di Novembre e durante alcuni giorni dell'anno, invece, l'ingresso è completamente gratuito. Qui devo segnalare un forte punto dolente. E' necessario sempre e comunque, anche nelle giornate gratuite, munirsi di biglietto! L'ingresso infatti è limitato ad un certo numero di persone per giorno. Senza biglietto NON è possibile visitare nulla. E' bene arrivare per tempo la mattina, altrimenti rischierete di rimanere fregati. Devo dire che l'organizzazione potrebbe sicuramente essere migliore da questo punto di vista.


Cosa non potete assolutamente mancare:
1. Rynek Glowny.
2. Il Castello e la Cattedrale di Wawel.
Il complesso di Wawel si trova su una collina affacciata sul fiume Vistola e a sud rispetto alla piazza del Rynek Glowny. L'ingresso al complesso è gratuito, mentre le mostre e l'interno della Cattedrale sono visitabili a pagamento.
A parte ciò, il Wawel è imperdibile. Le mostre più importanti che si possono visitare sono: le Camere di stato, gli Appartamenti Reali, I gioielli della corona l'armeria e il Wawel perduto. Qui si trova momentaneamente anche la Dama con l'ermellino di Leonardo da Vinci.
3. Il Collegium Maius.
La storica Università di Cracovia dove studiarono, tra gli altri, Copernico e Karol Wojtyla.
All'interno del cortile principale è presente un orologio animato, le cui statuine escono al rintocco delle 11 e delle 13.

All'interno del cortile principale è presente un orologio animato, le cui statuine escono al rintocco delle 11 e delle 13.
4. Le mura della città.
A nord del centro, passando per la bella via Florianska si possono raggiungere le mura della città e il Barbacane. Quest'ultimo si trova all'interno del Planty, il parco che circonda come una cintura verde il centro di Cracovia.
5. Il quartiere ebraico di Kazimierz.
Anche se è rimasto poco del quartiere ebraico, la zona di Kazimierz merita una visita. Il cuore dovrebbe essere la Plac Novy col suo mercato, ma io ho trovato più affascinante la piazzetta di Szeroka su cui si affacciano due delle quattro sinagoghe. Vi consiglio di visitare il Museo etnografico (pl. Wolnica 1) che ha sede nel vecchio Municipio del quartiere ebraico, ideale per capire qualcosa in più sulle usanze polacche. Inoltre, vi invito a spingervi ancora un po' più a sud, attraversando uno dei ponti sulla Vistola, per raggiungere Podgorze. Questo quartiere era il ghetto in cui gli ebrei furono costretti a vivere prima di essere deportati al campo di concentramento di Plaszow. Anche in questo caso, poche sono le tracce rimaste. Tuttavia, proprio in questa zona troverete la Fabbrica di Schindler, oggi trasformata in un museo molto interattivo e suggestivo, che vi permetterà di conoscere meglio la storia degli ebrei di Cracovia e non solo.

Dove mangiare:
-Piwnica pod Kominkiem. Ambiente suggestivo e caratteristico, situato in centro città. Prezzi bassi e ottimo cibo. In particolare, consiglio la "doppia zuppa" e il collo di maiale.
http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g274772-d2314465-Reviews-Piwnica_pod_Kominkiem-Krakow_Lesser_Poland_Province_Southern_Poland.html
- Pod Wawelem Restauracia. Ristorante davvero enorme, ambiente informale, situato tra la zona del centro e il quartiere ebraico. Preparatevi, le porzioni sono davvero gigantesche! Potrete mangiare una cotoletta di maiale grande con una pizza e uno spiedino lungo mezzo metro!
http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g274772-d1009022-Reviews-Pod_Wawelem_Restauracja-Krakow_Lesser_Poland_Province_Southern_Poland.html
- Chimera salad bar. Ideale per il pranzo e per mangiare qualcosa di diverso. Economico. Si scelgono la dimensione del piatto, le insalate e le torte salate con cui riempirlo. Sembra di mangiare dentro ad una serra.
http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g274772-d944632-Reviews-Chimera-Krakow_Lesser_Poland_Province_Southern_Poland.html
Dove mangiare:
-Piwnica pod Kominkiem. Ambiente suggestivo e caratteristico, situato in centro città. Prezzi bassi e ottimo cibo. In particolare, consiglio la "doppia zuppa" e il collo di maiale.
http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g274772-d2314465-Reviews-Piwnica_pod_Kominkiem-Krakow_Lesser_Poland_Province_Southern_Poland.html
- Pod Wawelem Restauracia. Ristorante davvero enorme, ambiente informale, situato tra la zona del centro e il quartiere ebraico. Preparatevi, le porzioni sono davvero gigantesche! Potrete mangiare una cotoletta di maiale grande con una pizza e uno spiedino lungo mezzo metro!
http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g274772-d1009022-Reviews-Pod_Wawelem_Restauracja-Krakow_Lesser_Poland_Province_Southern_Poland.html
- Chimera salad bar. Ideale per il pranzo e per mangiare qualcosa di diverso. Economico. Si scelgono la dimensione del piatto, le insalate e le torte salate con cui riempirlo. Sembra di mangiare dentro ad una serra.
http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g274772-d944632-Reviews-Chimera-Krakow_Lesser_Poland_Province_Southern_Poland.html
- Dawno Temu na Kazimierzu. Situato nel quartiere ebraico.
Ambiente suggestivo e retrò. Troverete molti oggetti di antiquariato appesi
ovunque e luci soffuse. Nel menù ci sono anche piatti della cucina ebraica,
tipo la carpa e le interiora. http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g274772-d1098839-Reviews-Dawno_Temu_na_Kazimierzu-Krakow_Lesser_Poland_Province_Southern_Poland.html
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domenica 14 ottobre 2012
Castellammare sul Golfo - Trapani
Ecco qualche dritta per chi vuole sapere qualcosa in più sulla Sicilia. In particolare, in quest post vi parlerò di una parte del mio viaggio estivo, ovvero dei 6 giorni trascorsi tra Castellammare del Golfo e Trapani. La vacanza è poi proseguita verso la zona tra Sciacca e Agrigento (di cui vi parlerò nel post successivo), per poi concludersi con quattro giorni alle isole Egadi, Favignana e Marettimo (vi dirò tutto anche su questi magnifici posti).
1. Castellammare del Golfo.
Può essere un ottimo punto di appoggio per girare la zona. Si trova infatti a metà strada tra Palermo e Trapani. Carina la zona del porto e del castello che di sera è molto frequentata. Il livello dei ristoranti, tuttavia, non mi è sembrato molto alto, ma piuttosto commerciale. Infatti non sento di consigliarvene uno in particolare, come invece farò per altre mete. Per il dopo cena vi consiglio però il bar Silos, affacciato sulla terrazza che dà sulla spiaggia del paese. I cocktail sono infatti buonissimi. Trascorrete anche una giornata nella spiaggia sottostante, molto carina e dall'acqua trasparente (libera e attrezzata)!
2. Guidaloca (spiaggia libera e attrezzata)
E' la spiaggia che si trova poco prima di Scopello. Molto tranquilla. E' caratterizzata da acqua cristallina e da pietruzze. Parcheggio a pagamento. Consigliata :)
3. Scopello
A Scopello potete visitare l'ex tonnara e fare il bagno nella baia dei faraglioni. Il costo di ingresso è di tre euro a persona. Tenete presente che si tratta appunto di un ex tonnara e non di una spiaggia! Il fondo su cui sdraiarsi quindi è di cemento armato. Non si possono usare ombrelloni. Ci sono però alcuni teli che offrono ombra e alcune sedie a sdraio, in numero limitato però rispetto alla grande quantità di gente sempre presente.
Il parcheggio è solo a pagamento.
La mia opinione: vale la pena sicuramente vedere i faraglioni di Scopello e fare il bagno nelle sue acque.. ma il mio consiglio è di fermarmi a Scopello durante un giro in barca o gommone e godervela dal mare! Eviterete di pagare il parcheggio e l'ingresso alla tonnara.. e il carnaio della gente!
4. Riserva dello Zingaro. (spiaggia libera)
Prima di partire, tutte le persone con cui ho parlato mi hanno detto che non potevo non visitare questa magnifica riserva. Purtroppo, per motivi ancora da accertare, la riserva è stata distrutta in buona parte da incendi dolosi appiccati all'inizio dell'agosto 2012. Soprattutto la zona verso San Vito Lo Capo è stata distrutta. A causa di questo incomprensibile evento, ho potuto visitare la riserva facendo solo un giro col gommone. E' proprio un peccato: qui il mare è davvero stupendo e la rara vegetazione era la sua degna cornice. Vi consiglio lo stesso di visitare la riserva e di fermarvi nelle sue calette perchè l'acqua è stupenda. Non potete farne a meno.
Non ci sono attrezzature sulle spiagge, quindi portatevi tutto il necessario e soprattutto da bere e mangiare.
5. San Vito Lo Capo. (spiaggia libera e attrezzata)
Si trova a 45 minuti da Castellammare. La spiaggia di San Vito Lo capo è lunga 2 chilometri. E' sempre molto affollata, ma c'è spazio per tutti!! Tutti i parcheggi del paese sono a pagamento o riservati ai residenti, fatta eccezione per uno che è gratuito. Eccovi la mappa per trovarlo. http://www.vacanzesanvitolocapo.eu/mappa%20parcheggi%20san%20vito%20lo%20capo.jpg
Spiaggia e mare bellissimi.
Per la sera vi consiglio:
- aperitivo al bar dell'hotel Jacaranda
- cena al ristorante dell'hotel Ghibli, Profumi di cous cous. Qui abbiamo preso un ottimo cous cous del Rais e delle busiate al pesto trapanese.. una favola!
- dolce assolutamente da prendere alla Pasticceria Capriccio.. Il cannolo è un sogno, NON potete saltare questa tappa! http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g656840-d2276772-Reviews-Pasticceria_Capriccio-San_Vito_lo_Capo_Province_of_Trapani_Sicily.html
6. Baia Cornino (spiaggia libera e attrezzata)
Questa baia è situata tra il monte Cofano e il paese di Custonaci. La spiaggia è sabbiosa ma l'ingresso al mare è invece roccioso, assolutamente non difficile da superare. Proseguendo verso il monte Cofano c'è una zona di sole rocce, più riparata dal vento. Qui è possibile prendere il sole su delle tavole di legno ed entrare in acqua con una scaletta.. L'acqua è calma e vi sembrerà di entrare in una piscina!
7. Erice
Non potete non visitare questo borgo medievale. Suggestivo, unico, vista mozzafiato. Portatevi una maglia però, sarà l'unico posto in cui avrete un po' freddo. I parcheggi sono tutti a pagamento!
Per la cena vi consiglio il ristorante Montesangiuliano http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g194757-d1166965-Reviews-Monte_San_Giuliano-Erice_Province_of_Trapani_Sicily.html, dove abbiamo mangiato degli ottimi paccheri al tonno rosso, delle busiate S. Giuliano e una spigola al sale... buonissimo!!
Il tutto è in una terrazza giardino molto carina e romantica.
Per il dopo cena, fate un salto alle Torri Pepoli. Si tratta di una discoteca nel cortile del Castello. Oltrettutto questo punto, ovvero il Baglio, è la zona migliore da cui ammirare il panorama. Imperdibile!
8. Trapani
Si trova a 40 minuti da Catellammare. Trapani è stata un'autentica sorpresa. Una città con un centro storico molto affascinante.. e barocco. Piuttosto affollata la sera. Vi consiglio senz'altro di farci un giro.
Per la cena, andate alla rustica pizzeria Calvino, http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g494955-d1572186-Reviews-Calvino_Pizzeria-Trapani_Province_of_Trapani_Sicily.html dove è necessario assolutamente prenotare visto l'affollamento. Ristorante molto molto spartano, nonostante i due euro di coperto. La pizza ha una bella consistenza, quella piccola sarà sufficiente a saziarvi.. quindi spingetevi oltre solo se siete davvero delle buone forchette!
9. Segesta
Si trova a 20 minuti da Castellammare. Segesta vale una visita, soprattutto per il suo tempio e per l'anfiteatro. Quest'ultimo si trova sopra la collina vicina, raggiungibile solo con navetta a pagamento (1,50 a persona). Costo del biglietto 6 euro a persona.
Purtroppo quest'anno non si sono tenuti spettacoli serali, il che è un vero peccato. Chissà se il festival vedrà di nuovo la luce o se è ormai defunto per sempre....?
L'orario ideale per visitare il sito archeologico è il tramonto. Chiusura alle ore 18.00.
1. Castellammare del Golfo.
Può essere un ottimo punto di appoggio per girare la zona. Si trova infatti a metà strada tra Palermo e Trapani. Carina la zona del porto e del castello che di sera è molto frequentata. Il livello dei ristoranti, tuttavia, non mi è sembrato molto alto, ma piuttosto commerciale. Infatti non sento di consigliarvene uno in particolare, come invece farò per altre mete. Per il dopo cena vi consiglio però il bar Silos, affacciato sulla terrazza che dà sulla spiaggia del paese. I cocktail sono infatti buonissimi. Trascorrete anche una giornata nella spiaggia sottostante, molto carina e dall'acqua trasparente (libera e attrezzata)!
2. Guidaloca (spiaggia libera e attrezzata)
E' la spiaggia che si trova poco prima di Scopello. Molto tranquilla. E' caratterizzata da acqua cristallina e da pietruzze. Parcheggio a pagamento. Consigliata :)
3. Scopello
A Scopello potete visitare l'ex tonnara e fare il bagno nella baia dei faraglioni. Il costo di ingresso è di tre euro a persona. Tenete presente che si tratta appunto di un ex tonnara e non di una spiaggia! Il fondo su cui sdraiarsi quindi è di cemento armato. Non si possono usare ombrelloni. Ci sono però alcuni teli che offrono ombra e alcune sedie a sdraio, in numero limitato però rispetto alla grande quantità di gente sempre presente.
Il parcheggio è solo a pagamento.
La mia opinione: vale la pena sicuramente vedere i faraglioni di Scopello e fare il bagno nelle sue acque.. ma il mio consiglio è di fermarmi a Scopello durante un giro in barca o gommone e godervela dal mare! Eviterete di pagare il parcheggio e l'ingresso alla tonnara.. e il carnaio della gente!
4. Riserva dello Zingaro. (spiaggia libera)
Prima di partire, tutte le persone con cui ho parlato mi hanno detto che non potevo non visitare questa magnifica riserva. Purtroppo, per motivi ancora da accertare, la riserva è stata distrutta in buona parte da incendi dolosi appiccati all'inizio dell'agosto 2012. Soprattutto la zona verso San Vito Lo Capo è stata distrutta. A causa di questo incomprensibile evento, ho potuto visitare la riserva facendo solo un giro col gommone. E' proprio un peccato: qui il mare è davvero stupendo e la rara vegetazione era la sua degna cornice. Vi consiglio lo stesso di visitare la riserva e di fermarvi nelle sue calette perchè l'acqua è stupenda. Non potete farne a meno.
Non ci sono attrezzature sulle spiagge, quindi portatevi tutto il necessario e soprattutto da bere e mangiare.
Si trova a 45 minuti da Castellammare. La spiaggia di San Vito Lo capo è lunga 2 chilometri. E' sempre molto affollata, ma c'è spazio per tutti!! Tutti i parcheggi del paese sono a pagamento o riservati ai residenti, fatta eccezione per uno che è gratuito. Eccovi la mappa per trovarlo. http://www.vacanzesanvitolocapo.eu/mappa%20parcheggi%20san%20vito%20lo%20capo.jpg
Spiaggia e mare bellissimi.
Per la sera vi consiglio:
- aperitivo al bar dell'hotel Jacaranda
- cena al ristorante dell'hotel Ghibli, Profumi di cous cous. Qui abbiamo preso un ottimo cous cous del Rais e delle busiate al pesto trapanese.. una favola!
- dolce assolutamente da prendere alla Pasticceria Capriccio.. Il cannolo è un sogno, NON potete saltare questa tappa! http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g656840-d2276772-Reviews-Pasticceria_Capriccio-San_Vito_lo_Capo_Province_of_Trapani_Sicily.html
6. Baia Cornino (spiaggia libera e attrezzata)
Questa baia è situata tra il monte Cofano e il paese di Custonaci. La spiaggia è sabbiosa ma l'ingresso al mare è invece roccioso, assolutamente non difficile da superare. Proseguendo verso il monte Cofano c'è una zona di sole rocce, più riparata dal vento. Qui è possibile prendere il sole su delle tavole di legno ed entrare in acqua con una scaletta.. L'acqua è calma e vi sembrerà di entrare in una piscina!
7. Erice
Non potete non visitare questo borgo medievale. Suggestivo, unico, vista mozzafiato. Portatevi una maglia però, sarà l'unico posto in cui avrete un po' freddo. I parcheggi sono tutti a pagamento!
Per la cena vi consiglio il ristorante Montesangiuliano http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g194757-d1166965-Reviews-Monte_San_Giuliano-Erice_Province_of_Trapani_Sicily.html, dove abbiamo mangiato degli ottimi paccheri al tonno rosso, delle busiate S. Giuliano e una spigola al sale... buonissimo!!
Il tutto è in una terrazza giardino molto carina e romantica.
Per il dopo cena, fate un salto alle Torri Pepoli. Si tratta di una discoteca nel cortile del Castello. Oltrettutto questo punto, ovvero il Baglio, è la zona migliore da cui ammirare il panorama. Imperdibile!
8. Trapani
Si trova a 40 minuti da Catellammare. Trapani è stata un'autentica sorpresa. Una città con un centro storico molto affascinante.. e barocco. Piuttosto affollata la sera. Vi consiglio senz'altro di farci un giro.
Per la cena, andate alla rustica pizzeria Calvino, http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g494955-d1572186-Reviews-Calvino_Pizzeria-Trapani_Province_of_Trapani_Sicily.html dove è necessario assolutamente prenotare visto l'affollamento. Ristorante molto molto spartano, nonostante i due euro di coperto. La pizza ha una bella consistenza, quella piccola sarà sufficiente a saziarvi.. quindi spingetevi oltre solo se siete davvero delle buone forchette!
9. Segesta
Si trova a 20 minuti da Castellammare. Segesta vale una visita, soprattutto per il suo tempio e per l'anfiteatro. Quest'ultimo si trova sopra la collina vicina, raggiungibile solo con navetta a pagamento (1,50 a persona). Costo del biglietto 6 euro a persona.
Purtroppo quest'anno non si sono tenuti spettacoli serali, il che è un vero peccato. Chissà se il festival vedrà di nuovo la luce o se è ormai defunto per sempre....?
L'orario ideale per visitare il sito archeologico è il tramonto. Chiusura alle ore 18.00.
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