Che l'amore sia tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore (Emily Dickinson).



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martedì 25 dicembre 2012

Barcelona, sento la tua mancanza.

Mi sono ritrovata ad attraversare le tue vie molte volte durante la mia vita.
Sei stata un colpo di fulmine, un luogo di perdizione e una dolce culla.
Ti ho rivista sul grande schermo e spesso ho sentito la tua mancanza.

Mi è successo di nuovo ultimamente.

Devo però dire che i bei ricordi sono arrivati solo in un secondo momento. Mi sono iniettata la mia solita buona dose di autocritica e ho ripensato alla forte impulsività che avevo ai tempi e alla serie di decisioni sbagliate che ho preso in quella lontana estate, alcune delle quali prese anche mentre ero a Barcelona.

Ma alla fine perchè devo pensare solo agli aspetti negativi?

Questa città mi ha anche dato tanto. Una cara amica che mi fece un ritratto mentre eravamo sulle scalinate del museo d'arte moderna nel Raval. Andare a ballare alle tre di notte, come usano fare gli spagnoli, al Razzmatazz: una discoteca enorme, forse la più esaltante in cui io sia mai stata. La vista a perdita d'occhio dalla montagna del Tibidabo. Le panche rovinate della Oveja negra dietro Las Ramblas. Dalì, Mirò e Gaudì. Vedere "Lost in Traslation" seduti sull'erba del Montjuic. Tossa de Mar, malinconica e arroccata. Il labirinto del Barrio Gotico. Il sole di dicembre sul Maremagnum. El Born, forse il mio quartiere preferito. La placa Reial, così tranquilla d'inverno, così caotica e sporca d'estate. E ovviamente, il cibo spagnolo.

Il concetto di casa diventa piuttosto vago quando ti trovi così bene in un altro posto.

Continuerò ad inseguirti nelle pubblicità, nei film, nei video musicali.. e magari prima o poi tornerò ancora una volta da te.

lunedì 5 novembre 2012

5 novembre 2012

 L'inverno non fa per me, mi è chiaro ormai. Faccio proprio fatica ad accettare il fatto che debba arrivare la stagione fredda e tetra.
Perciò vorrei vedere altre sessanta volte un cinque novembre come quello di oggi.
Mangiare in maglietta sotto il portico riscaldati da quell'insolito sole.
Andare in bicicletta in mezzo ai campi. Non una nuvola nel cielo azzurro come mai. Poter vedere le montagne in alta definizione. Il castello di Masino che domina su tutta la campagna.
Mettere ancora i miei occhiali da sole bianchi e viola.

"Candy" di Paolo Nutini in sottofondo.
Chi l'avrebbe mai detto che qui sarei stata in pace.




venerdì 13 luglio 2012

Evadere



Basta poco per sentirsi altrove.

Due musicisti fanno l'elemosina sul tram 12 suonando una pizzica trascinante.

Di colpo il tram si trasforma in una bici che corre su una stradina lungo il mare.
I palazzi diventano muretti a secco.
L'afa cittadina sparisce e una brezza leggera prende il suo posto.
Gli occhiali da sole già ci sono.. e sono l'unica cosa che resta di quella calda Milano.

Devo scendere, è la mia fermata.



Non vivo più senza te - Biagio Antonacci

venerdì 20 agosto 2010

Back

Tornata dalla vacanze sono stata raggiunta da pensieri che ormai mi accompagnano ad ogni ritorno e che quindi conosco molto bene. La malinconia di lasciare quel posto in cui sono stata così bene e la consapevolezza che tutto dovrà tornare come prima della partenza.

Casa mia non mi manca mai molto mentre ne sono lontana. Questo è dovuto al fatto che fin da piccola ho potuto viaggiare da sola e abituarmi al distacco. Non pensate che abbia un cuore di pietra, ci sono alcune cose di cui sento la mancanza, ma non ne voglio parlare.

Volenti o nolenti, a casa bisogna tornare, anche se faccio fatica ad accettarlo.(anche se qualcuno va via per tornare mai più. Provate a scrivere "Italiani in" su Google e guardate qual è la prima parola che vi viene suggerita).
Si riprende la vita di tutti i giorni, dettata dall'orologio e dalle scadenze da rispettare.

Pensando a tutto ciò, mi sono resa conto che per me il vero "giro di boa" è l'estate, sono le vacanze. Sono fortunata perchè posso ancora godermi questa stagione quasi del tutto, cosa che chi ha un lavoro non può fare. Questo è il periodo in cui stacco totalmente dalla mia realtà quotidiana, cambio le mie abitudini con altre che mi calzano ugualmente bene e mi sento più leggeri.
Posso permettermi di non guardare l'orologio per ore e non devo render conto quasi a nessuno.

Molti pensano che un nuovo inizio arrivi con la mezzanotte del 31 dicembre.
 Per me non cambia un bel niente in quei giorni.

Ecco perchè è così dura per me tornare alla routine di tutti i giorni. A questo c'è da aggiungere la pioggia ininterrotta del 14 agosto che mi ha accolto (sono passata da 33 gradi a 13), una città fantasma che lo è ancora di più d'estate e altre situazioni che tornano a stringermi la gola come un tempo.

Anche quest'anno, come sempre, avrei già voglia di ripartire e non sarà facile archiviare quest'idea almeno momentaneamente.
Come sempre.

R.E.M. - Shiny Happy People

giovedì 8 aprile 2010

Madrid



Descrivere una città non è compito facile, soprattutto se l'hai potuta vivere solo per cinque giorni.. Rischi sempre di avere una visione un minimo distorta, una visione da turista distante dalla realtà.

A mio parere, un viaggio trasmette in genere sensazioni brevi ma intense. Se dovessi usare una sola parola, sceglierei travolgente. In poco tempo si è infatti sopraffatti da pensieri.. pensieri che arrivano velocemente e se ne vanno con altrettanta rapidità rimanendo solo leggermente impressi nella nostra memoria. Questo, ovvero ciò che resta, è la parte difficile da raccontare agli altri.






Se dovessi scegliere una metafora per descrivere Madrid userei " una, nessuna, centomila ", seppure questa espressione non brilli di originalità.

Per spiegarvi la mia scelta, comincerei proprio dall'ultima parola: centomila. Madrid è centomila, è multiforme.. Ogni quartiere ha infatti la propria particolarità, ciò che lo rende indipendente dagli altri. Sol, Huertas, Las Asturias, La Latina, Lavapies, Malasaňa, Chueca, Salamanca... Ognuno di essi potrebbe essere una città a sè stante.


Differenze ancora più evidenti possono emergere quando, per strada, ti accorgi di poterti imbattere sia in solenni cerimonie religiose accompagnate da un silenzio surreale, sia in coppie gay che si scambiano attenzioni pubblicamente.




Madrid è anche una e nessuna allo stesso tempo. Nessuna di questa realtà dà l'impressione di voler emergere con prepotenza sulle altre ma tutto sembra coesistere in un perfetto equilibrio. Nulla stona. Alla fine, forse, è come essere sempre stati a Puerta Del Sol, una grande piazza in cui chiunque può ritrovarsi.




Non so dire cosa mi sia piaciuto di più, probabilmente perché mi è piaciuto tutto. Ho visitato questa città per la prima volta nel 1998 e da allora molte cose sono cambiate, anche se i ricordi sono ormai molto lontani. Come all'epoca, anche questa volta ho potuto fare un salto a Toledo. Ho avuto un secondo approccio sicuramente più piacevole con questa piccola città, ai tempi non mi colpì particolarmente. Una menzione particolare va sicuramente a un quadro di El Greco, mi ha lasciato senza parole.


el entierro del conde de orgaz

Concludendo, elenco più o meno brevemente i must di questo viaggio:

  • El Parque del Buen Retiro
  • Las Meninas di Velasques
  • Las Pinturas Negras di Goya
  • Il Delic a La Latina
  • Plaza Mayor
  • Aperitivo in Plaza Santa Ana
  • El Hecho e Maseiras Huertas
  • Chueca, in particolare il Bepop e Aire
  • il Caixa Forum
  • Il Thyssen-Bornemisza
  • Crystal Palace
  • Plaza Zocodover di Toledo
  • Reina Sofia
  • Il Queso Manchego
  • Cerveria 100 Montatidos







(tengo a precisare che le foto non sono mie ma sono prese come al solito da http://weheartit ; il caso ha voluto che trovassi esattamente quattro immagini totalmente diverse della città)

sabato 1 agosto 2009

In partenza

Sarebbe un peccato mortale non aggiornare il blog prima di una partenza, soprattutto dopo queste settimane in cui ho scritto sempre meno. Siamo a metà del 2009 ormai e mi sono accorta che questi mesi sono volati via in un secondo, forse perchè finalmente tutto sta girando per il verso giusto e non cambierei niente per nient'altro, nessuno per nessun altro.
Nonostante ciò, qualche dubbio e qualche pensiero rimane sempre, anche solo nascosto ma potrò ad emergere di quando in quando.
Parto, non so cosa lascio e non so cosa troverò. Non so se certe cose mi bastano, non so se io riuscirò a migliorarmi, ad essere meno impulsiva, ad essere MENO in generale.( o PIU').

Ho bisogno di dimenticarmi le strade di Ivrea, di Milano, del paesino dove vivo; la Serra, l'afa e l'assenza di vento, i cubetti in cui sistematicamente si incastrano i tacchi più azzardati. In cambio voglio sabbia, acqua cristallina, abbronzatura, capelli ribelli e indomabili, il costume e la musica perennemente accesa. Voglio cantare in macchina, in casa e in disco. Voglio partite di beach volley e di calcetto. Voglio un sacco di perle di saggezza da annotare e che mi facciano piangere dal ridere. Voglio quel senso di pace che sono un paesaggio infinito mi sa dare..


Parto, non so cosa lascio e non so cosa troverò.

Sulla strada troppe stelle spente
la tua mano ora servirebbe
troppa gente alza il dito e poi lo punta su di me.
Nessuno mi crede,
davvero innocente,
ma non per questo io non vivo più.
Io sono qui in un mondo che ormai
gira intorno a vuoto
lontano dal tuo sole,
e piove mai io qualche cosa farò
per sentire ancora tutto il calore
che ancora non ho
e avere un po\' di pace che ora non ho
e luce nei miei occhi
che ora non ho
una direzione giusta
che ora non ho (x3)
E avere un po\' di pace
che ora non ho
e luce nei miei occhi
che ora non ho
una direzione giusta
che ora non ho

see you in fifteen days..