Che l'amore sia tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore (Emily Dickinson).
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giovedì 26 marzo 2015
Abbiamo sogni.
Abbiamo sogni, speranze e un futuro tutto da scrivere.
Alcuni obbiettivi sono facili da realizzare: basta alzarsi una mattina e decidere di fare finalmente quella cosa a cui per tanto tempo abbiamo pensato.
Per esempio, questa domenica parteciperò alla mia prima corsa cittadina.
Mi è bastato un click per buttarmi nella mischia e ora non mi resta che puntare la sveglia presto e arrivare puntuale in piazza Duomo.
Per altri sogni, invece, è necessario fare molto di più, soprattutto se si tratta del lavoro che un giorno vorremmo poter fare.
Come minimo dobbiamo superare un test d'ingresso all'università per esempio.
Poi vengono gli esami, la discussione di laurea.
Inizia quindi già il calvario dei colloqui per alcuni, per altri quello dei concorsi e esami.
E' dura stare dietro ai propri sogni giorno dopo giorno e non è facile avere la voglia di lavorare sempre duramente per poterli raggiungere..
Il futuro è tutto da scrivere, dicevo. Ogni giorno rappresenta una nuova pagina. Una pagina che non può restare vuota, che deve essere riempita, possibilmente con qualcosa di utile per il nostro avvenire.
Questa sembra essere la parte difficile: dire di sì ogni giorno. Confermare tutte le mattine la nostra voglia di portare il risultato a casa.
In realtà, però, secondo me la parte più difficile sono tutti quei no che siamo costretti a dire per poter finalmente dire quel si in via definitiva al lavoro dei nostri sogni, un giorno o l'altro.
E' lì che senti che ti sta mancando il terreno sotto i piedi e che capisci che stai davvero rischiando il tutto per tutto.
Tutte le rinunce che si devono fare, per l'unico grande obiettivo finale.
Tutte le scommesse giocate su quell'unico risultato, mettendo da parte tutto ciò che con esso non è compatibile.
Tutte le porte aperte davanti a voi che siamo noi stessi a chiudere.
Quante volte dobbiamo manifestare la nostra fervida intenzione di volercela fare?
Quante volte devo confermare che è questa la strada che voglio seguire?
e soprattutto.. ne varrà la pena?
Speriamo di sì.
martedì 10 giugno 2014
You're not supposed to look back, you're supposed to keep going.
Eden se il tuo sguardo dice ti aspetto. Oggi che ogni gesto ritrova il suo senso. Poi Eden è un passo sui bordi del tempo. Eden, il riscatto, il sogno protetto. Eden, nella luce di un giorno perfetto. E se alla fine riusciremo a credere Nelle nostre promesse Avremo pace, le risposte incognite Da sempre le stesse Per diventare adulti come nuovi Dei, Di un vecchio universo. Per imparare ad affrontare il tempo noi, In un mondo diverso. E dare un domicilio alle distanze e poi, In un giorno perfetto.
Sono sempre qui, anche se non scrivo, ogni riga annotata in precedenza qui dentro parla per me e fa eco ai miei pensieri.
"Cosa farai di tutta l'energia che avrai liberato lasciando andare quei pesi morti a cui ero aggrappato?"
Subsonica - Eden, Istrice
Sono in un limbo ormai da tempo, troppo tempo.
Eppure sono riuscita a cambiare tante cose in questi anni. Ho ripreso quella vecchia lista che avevo buttato giù ormai sei anni fa e posso dire di aver fatto tutto quello che avevo annotato, dalle cose più banali a quelle più complicate.
Di fatto però continuo a trascurare una delle cose più importanti, il cordone ombelicale che mi lega al passato e che sicuramente mi priva di molte energie che potrei dedicare ad altro.
"A quali ossessioni fossilizzate, antichi insulti, sogni impossibili e fantasmi sono pronto a rinunciare?"
Cosa sto aspettando..? Come mai resto sempre imbrigliata in qualche zavorra?
Questo posso solo immaginarlo, ma sarebbe anche ora di provarlo.
E di mantenere finalmente le promesse fatte a me stessa.
Major Lazer - Get Free
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sabato 5 aprile 2014
365giornidimarzo
E' marzo e ogni anno, in questo mese, faccio pace con me stessa.
Mi basta poco, mi basta il sole.
Il discorso è che vorrei sentirmi ogni giorno dell'anno così.
Instancabile, serena, quasi imperturbabile.
Piena di energie.
Forse ci fa bene avere qualche mese di letargo invernale. Così poi sfruttiamo al meglio i weekend di sole e il buonumore che questa stagione porta con sé... Diversamente non noteremmo nessun cambiamento in noi?!
In realtà, diciamocelo, non mi dispiacerebbe se la mezza stagione durasse qualche mese in più.
Già mi vedo mentre la mattina apro le finestre di casa e la prima cosa che vedo è il mare.
Senza calze non appena il sole scalda abbastanza.
In giro in bici, perchè la città in cui vivo è la giusta via di mezzo e mi permette di non usare la macchina.
Non voglio questo per sempre, mi accontento di provarlo per un po'.
E' questa una delle tante aspettative che ho dal sogno che sto inseguendo.
Perchè la vita non è solo il risultato, ma è anche ciò che ci accade mentre si fa tutto ciò che è necessario per raggiungere la meta.
Avrei potuto prendere alcune decisioni nel 2011.
Invece ho aspettato e sono capitate cose che mai avrei immaginato.
Mi porterò un ricordo stupendo delle esperienze che ho fatto da ottobre in avanti.
Ne esco cresciuta e molto determinata.
Consapevole che quello che voglio fare è difficile da raggiungere e che dovrò lavorare tantissimo per ottenerlo, ancora di più di quanto mi sarei aspettata anni fa.
Un giorno o l'altro spero di poter ringraziare i miei mentori e chi mi ha sempre detto "tu ce la farai, non ho dubbi".
Ieri forse per la prima volta ho visualizzato il mio traguardo. Dicono che aiuti, che si debba fare così.
Spero che la vibrazione che ho avvertito mi aiuti nei prossimi mesi.
The Vaccines - I always knew
Lorde - Team
mercoledì 12 febbraio 2014
Don't let her go.
Tu eri così: volevi il cappuccino bollente.
Dicevi "mi piace solo se è caldissimo".
Poi però eri impaziente e iniziavi a berlo, senza mai aspettare che si freddasse.
Immancabilmente ti bruciavi ma cercavi di non darlo a vedere.
Io faccio la stessa identica cosa da sempre. Sapere di somigliarti anche solo un po' mi rende felice.
La gente ti ricorda con un sorriso e mi parla di te. Ha proprio voglia di parlarmi di te.
Mi riporta alla mente queste piccole cose che negli anni sono andate perse in parte purtroppo.
Sono questi i frammenti di memoria che hai lasciato.
E io mi ci aggrappo con tutte le mie forze perchè non voglio farti volare via.
mercoledì 21 agosto 2013
Caos
Istanbul è la vita.
Caotica, chiassosa, imprevedibile.
Poche indicazioni agli angoli delle vie.
Quaranta sedi universitarie che ubriacherebbero anche un campione di orienteering.
Unici punti di riferimento sono i minareti che per fortuna svettano sulla città, ma questo non preclude una serie di ripide salite per raggiungerli.
Il canto del muezzin che risuona come una guida in questa giungla di cemento.
Si cerca di affidarsi alla gente del luogo chiedendo indicazioni, ma nessuno è in grado di indicarti dove ti trovi sulla mappa. Il risultato è che ti senti ancora più perso di prima.
E' come la vita, dicevo, dove è facile perdersi perchè sei messo alla prova in ogni giorno.
Costante è la ricerca di appigli e, quando pensi di averli trovati, qualcosa cambia. Tutto è da rifare.
Sto pensando a questo.
Mi sono addormentata prima del decollo del mio aereo diretto verso Milano. Mi sto svegliando, stanno per servire il pranzo e iniziano a fare un gran rumore. I miei occhi sono pesanti però e fanno fatica ad aprirsi: C. mi deve scuotere per riportarmi alla realtà.
Ho dormito un'ora e ormai la Turchia è lontana. Guardo fuori dal finestrino, cosa che in realtà faccio inspiegabilmente di rado.
Riconosco immediatamente la forma delle isole su cui stiamo passando. Cefalonia, Zante, Itaca e Lefkada. Un'estate lontana nel tempo.
C'è ancora molto da fare.
Macklemore and Ryan Lewis – Can't Hold Us
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mercoledì 3 luglio 2013
Do you like my tight sweater?
E' la prima banale frase che ha fatto sì che due sconosciuti cominciassero a parlare.
Perchè sì, we all start as strangers.
I due sconosciuti in questo caso erano Róisín Murphy e Mark Brydon. Quella sera iniziava pian piano la loro storia d'amore.
Da lì a poco divennero noti come i Moloko e nel 1999 e 2000 ci regalarono due canzoni che sono entrate nella storia della musica dance: Sing it back e The Time Is Now.
Ancora oggi non mi stufo mai di ascoltarle ma soprattutto di ballarle.
Roisin e Mark decisero di intitolare il loro album di debutto proprio con le prime parole che Roisin rivolse a Mark.
I due si lasciarono in seguito e i Moloko sparirono quasi del tutto dalla scena musicale.
Non sarebbe bello ricordarsi più o meno esattamente le prime parole che ci si è detti come hanno fatto Roisin e Mark?
E' vero, spesso si tratta solo di scambiarsi strette di mano e nomi ..e, magari, se si è fra tante persone, ci si dimentica immediatamente i nomi perchè sono troppi (ma, in realtà, è perchè siamo più concentrati sul dire il nostro e non ascoltiamo). Insomma, non succedere nulla di così originale da colpirci.
Altre volte però i primi incontri sono più interessanti ed insoliti e varrebbe la pena conservarne un ricordo vivo.
Effettivamente non è facile però, probabilmente anche perchè quando conosci qualcuno non puoi neanche lontanamente immaginare quanta importanza potrà avere per te quella persona.
Potresti anche non vederla mai più, quindi perchè prestarci attenzione?
Ci ho pensato su.
Ricordo esattamente solo una prima frase, accidenti :) .
Me la disse una persona che ancora oggi, dopo anni, è mio amico.
Primo anno di università. Aula Magna, presentazione del corso di laurea.
Sta parlando un professore di Filosofia del diritto.
Questo ragazzo è seduto alla mia sinistra. Mi guarda e dice: "Ma questo qui quanto parla?!".
E io rido. Quale migliore inizio.
giovedì 27 giugno 2013
Sul tram 9.
Quanti rischi ci prendiamo nella nostra vita? Moltissimi.
Mi ci ha fatto pensare un amico ieri sera. Elencare tutte le cose pericolose che finora ho fatto mi ha un po' impressionato.
Per esempio, da bambina ero affascinata da mio padre quando si radeva la barba col rasoio. Un giorno ho deciso di farlo anche io, pur non avendone bisogno. Senza schiuma da barba e aspettando che i miei non fossero a casa. Ovviamente mi sono tagliata la guancia.
A 16 anni mi sono tuffata da degli scogli a Malta, senza sapere bene cosa stavo facendo. Ricordo che avevo paura infatti e il primo tuffo lo feci per mano ad altre due persone.
L'anno scorso ho fatto rafting, andando a sbattere col gommone contro un masso proprio dal lato in cui c'ero io. Era un rischio calcolato dal ragazzo che ci accompagnava e mi aveva spiegato esattamente cosa avrei dovuto fare per non prendermi la roccia in faccia. Non vedo l'ora di provare di nuovo.
Ho fatto il bagno con gli squali, scoprendo che si trattava di squali solo una volta uscita dall'acqua. "Ma attaccano l'uomo?" "si, qualche volta capita.." "Ah..".
Stessa cosa sul Mar Rosso con un barracuda, solo che lì avevo 10 anni.
Sono volata col motorino, prendendo una curva agli 80 km/h.
Ho scritto sulla schiuma su una macchina e poi sono dovuta scappare. Ancora oggi mi chiedo se quei ragazzi che ci inseguivano fossero davvero i proprietari o solo dei tamarri che volevano attaccarsi.
Aggiungete poi tutte le imprudenze che fai quando sei bambino e che non ti sembrano nulla di che. Metteteci anche altre stupidaggini che tutti fanno nella loro vita ma che non è proprio il caso di riportare qui.
A conti fatti, forse, anche chi pensa di essere molto razionale risulta essere piuttosto impulsivo.
E c'è chi fa ancora cose più pericolose di quelle qui citate. Tipo Philippe Petit per citarne uno, l'acrobata francese che passò da una Torre Gemella all'altra restando in equilibrio su un filo. Tutto questo senza protezione.
Ti può andare davvero male a volte. Altre volte ti può rimanere una cicatrice, come quella che ho sul gomito per il volo col motorino, che oggi in realtà si vede a malapena.
E' che vivere col paracadute non rappresenta comunque una sicurezza visto quanto può essere beffardo il destino.
Tanto vale prendersi dei rischi, cercare di calcolarli per non farsi del male fisico, evitare le stronzate vere e proprie.. ma vivere il più possibile. Troppa prudenza ci limita soltanto e in ogni caso non ci protegge abbastanza.
La stessa cosa, se ci pensate, avviene con l'amore e l'amicizia. Qui le cicatrici non si vedono ma noi sappiamo bene se ne portiamo o meno e talvolta anche gli altri possono intravvederle.
Ma anche qui vale la pena non volare sicuri, per quanto a volte ci sia davvero il rischio di farsi male.
Qui la smetto perchè c'è chi ha saputo di dire queste cose già prima di me e soprattutto meglio:
"Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu... canti con rapimento e danzi come un derviscio.
Abbi una felicità delirante o almeno non respingerla.
Io so che ti suona smielato, ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi.
Io ti dico: buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo? Be', dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore. Perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente... be', equivale a non vivere. Ma devi tentare perché se non hai tentato, non mai hai vissuto."
Vi presento Joe Black
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giovedì 30 maggio 2013
Sfida infinita?
Quante zavorre ci portiamo dietro?
Troppe, senz'altro.
La paura è davvero una brutta fregatura. Ci fa faticare il doppio, oppure non ci fa smuovere da alcune prese di posizione che in realtà non hanno ragione d'essere.
Sembra che non ci piaccia essere liberi. Ci creiamo per forza degli appigli per timore di essere portati via da quel fiume impetuoso che è la vita.
Si tratta di stupidi limiti in realtà, di pesi che non ci aiutano proprio e che rendono complicate le cose più banali.
Ognuno ha i suoi poi.
Una famiglia troppo ingombrante. La paura di star da soli. Gli amici vitelloni. La mania del controllo. La necessità di ordine. L'attaccamento morboso al passato. Il timore di legarsi a qualcuno. La gelosia.
Qualcosa sta di nuovo cambiando.
Ho eliminato molte delle mie ancore e i segni si vedono: difficilmente ormai riesco a convivere con chi si pone troppi limiti.
Pensare che una volta andavo dormire massimo alle undici e mezza mentre ora spesso all'una sono ancora sveglia.
Pensare che per 26 anni ho odiato i cavolfiori. Ora, invece non esiste più un cibo che non abbia voglia di provare e quasi più nulla che non mi piaccia.
Queste sono piccole cose, sono cavolate.. ma non sono del tutto insignificanti.. perchè gli inutili schemi mentali si vedono già nelle piccolezze.
-------
Quando ho scritto questo post pensavo di concluderlo dicendo che forse al momento mi resta una sola ultima zavorra da abbandonare, quella più pesante.. e che quando eliminerò definitivamente questa sarò a posto, potenzialmente per sempre.
Ma la vita è un paradosso e l'aver tardato di qualche giorno di pubblicare questo post mi ha messo davanti ad una grande verità.
Per eliminare i limiti mentali occorre prenderne conoscenza e affrontarli di petto.
La mia ancora più grande non è in realtà quella che credevo, ma un'altra.. una che talvolta ho evitato sperando che non fosse così pesante, ma che soprattutto non ho mai affrontato nel giusto modo perchè mi mancava il quadro completo.
Ora che però ho tutti gli elementi in mano, non ci sono più scuse per non buttarsi in quel fiume impetuoso.
lunedì 27 maggio 2013
La vita, all'improvviso.
L'hanno trovato a bordo di un motorino rubato. Lui avrebbe dovuto trovarsi nella comunità dove sta scontando la detenzione domiciliare per un altro reato.
"Dopo 5 mesi in cui stavo ritrovando me stesso, ho fatto una cavolata" dice.
"Ha altri processi a suo carico?"
"Non mi ricordo.. Devono essere pochi però.. Forse due".
Sfogliamo il suo casellario giudiziale. Sono 5 pagine, la lista dei reati commessi sembra infinita.
Ecco perchè due sono pochi per lui.
Ha trent'anni e ha commesso il suo primo reato all'età di 20 anni. Una rapina per cui non ha beneficiato della sospensione della pena, quindi si è trattato di una rapina particolarmente brutta.
"Lui sta morendo"
"In che senso?"
La domanda è così idiota, ma l'incredulità che quella frase ha generato non è misurabile.
"E' sieropositivo e ha una forma di leucemia, me lo sono trovato davanti già una volta".
domenica 3 marzo 2013
C'è un prima e un dopo.
C'è un prima e un dopo una tanto odiata canzone che alle elementari ti tocca cantare.
C'è un prima e un dopo il primo giorno di liceo, quando sali timidamente la scalinata e ti guardi attorno spaesato.
C'è un prima e un dopo l'ultimo giorno di liceo, quando le lacrime si confondono nell'acqua dei gavettoni e lasci un pezzo del tuo cuore su quelle scale.
C'è un prima e un dopo One degli U2, come c'è per Blade Runner.
C'è un prima e un dopo risate notturne in campeggio che niente riesce a spegnere.
C'è un prima e un dopo "con l'ausilio del fischio"..
Certi eventi, alcune frasi, molte canzoni e tanti film.. te li porti dietro tutta la vita e sono degli spartiacque.
Mi mancano tutti quei prima, ma non vedo l'ora di scoprire i nuovi dopo..
C'è un prima e un dopo il primo giorno di liceo, quando sali timidamente la scalinata e ti guardi attorno spaesato.
C'è un prima e un dopo l'ultimo giorno di liceo, quando le lacrime si confondono nell'acqua dei gavettoni e lasci un pezzo del tuo cuore su quelle scale.
C'è un prima e un dopo One degli U2, come c'è per Blade Runner.
C'è un prima e un dopo risate notturne in campeggio che niente riesce a spegnere.
C'è un prima e un dopo "con l'ausilio del fischio"..
Certi eventi, alcune frasi, molte canzoni e tanti film.. te li porti dietro tutta la vita e sono degli spartiacque.
Mi mancano tutti quei prima, ma non vedo l'ora di scoprire i nuovi dopo..
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lunedì 5 novembre 2012
5 novembre 2012
L'inverno non fa per me, mi è chiaro ormai. Faccio proprio fatica ad accettare il fatto che debba arrivare la stagione fredda e tetra.
Perciò vorrei vedere altre sessanta volte un cinque novembre come quello di oggi.
Mangiare in maglietta sotto il portico riscaldati da quell'insolito sole.
Andare in bicicletta in mezzo ai campi. Non una nuvola nel cielo azzurro come mai. Poter vedere le montagne in alta definizione. Il castello di Masino che domina su tutta la campagna.
Mettere ancora i miei occhiali da sole bianchi e viola.
"Candy" di Paolo Nutini in sottofondo.
Chi l'avrebbe mai detto che qui sarei stata in pace.
Perciò vorrei vedere altre sessanta volte un cinque novembre come quello di oggi.
Mangiare in maglietta sotto il portico riscaldati da quell'insolito sole.
Andare in bicicletta in mezzo ai campi. Non una nuvola nel cielo azzurro come mai. Poter vedere le montagne in alta definizione. Il castello di Masino che domina su tutta la campagna.
Mettere ancora i miei occhiali da sole bianchi e viola.
"Candy" di Paolo Nutini in sottofondo.
Chi l'avrebbe mai detto che qui sarei stata in pace.
giovedì 13 settembre 2012
Siamo quello che abbiamo.
Siamo partiti dal bananone, ovvero il primo telefono cellulare.
Enorme ovviamente, con una batteria ingombrante e un'antenna chilometrica.
Poi è iniziata la sfida per produrre i cellulari più piccoli.
Tasti così minuscoli da dover utilizzare la punta delle dita per non premerne tre assieme.
E poi cos'è successo? Siamo tornati indietro e ora abbiamo telefoni troppo grandi per le nostre tasche.
Oltre a voler per forza quella cosa che tutti devono possedere, dobbiamo anche esibirla.
E una cosa tascabile non è abbastanza per apparire fighi e per essere all'altezza.
Eppure i film cult della nostra generazione, con il loro protagonisti quasi mitici, ci avevano avvisato che sarebbe andata a fine così.
Mark Renton, ad esempio, è stato fin da subito diretto con noi: "Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?"
Ok, è vero Mark aveva il piccolo difetto di farsi di eroina.
Ma poi c'è stato Tyler Durden. E il suo esercito di sovversivi che faceva esplodere gli istituiti di credito per ristabilire la parità economica.
"Omicidi, crimini, povertà. Queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con cinquecento canali, il nome di un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra, poche calorie".
"Le cose che possiedi alla fine ti possiedono".
"La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono. Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la grande guerra né la grande depressione. La nostra grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è così. E lentamente lo stiamo imparando. E ne abbiamo veramente le palle piene."
"Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo!"
Ok, anche Tyler aveva qualcosa che non andava. Era solo l'alterego pazzo di Edward Norton d'altra parte.
Ma in fondo avevano ragione e sappiamo benissimo che ci hanno preso.
Ne siamo consapevoli quando ci troviamo con gli amici e riusciamo solo a parlare di fatture e imposte.
E ce ne rendiamo conto quando squadriamo la borsa che indossa la ragazza che appena entrata nel locale.
Ma forse ci va bene così.
Enorme ovviamente, con una batteria ingombrante e un'antenna chilometrica.
Poi è iniziata la sfida per produrre i cellulari più piccoli.
Tasti così minuscoli da dover utilizzare la punta delle dita per non premerne tre assieme.
E poi cos'è successo? Siamo tornati indietro e ora abbiamo telefoni troppo grandi per le nostre tasche.
Oltre a voler per forza quella cosa che tutti devono possedere, dobbiamo anche esibirla.
E una cosa tascabile non è abbastanza per apparire fighi e per essere all'altezza.
Eppure i film cult della nostra generazione, con il loro protagonisti quasi mitici, ci avevano avvisato che sarebbe andata a fine così.
Mark Renton, ad esempio, è stato fin da subito diretto con noi: "Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?"
Ok, è vero Mark aveva il piccolo difetto di farsi di eroina.
Ma poi c'è stato Tyler Durden. E il suo esercito di sovversivi che faceva esplodere gli istituiti di credito per ristabilire la parità economica.
"Omicidi, crimini, povertà. Queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con cinquecento canali, il nome di un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra, poche calorie".
"Le cose che possiedi alla fine ti possiedono".
"La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono. Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la grande guerra né la grande depressione. La nostra grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è così. E lentamente lo stiamo imparando. E ne abbiamo veramente le palle piene."
"Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo!"
Ok, anche Tyler aveva qualcosa che non andava. Era solo l'alterego pazzo di Edward Norton d'altra parte.
Ma in fondo avevano ragione e sappiamo benissimo che ci hanno preso.
Ne siamo consapevoli quando ci troviamo con gli amici e riusciamo solo a parlare di fatture e imposte.
E ce ne rendiamo conto quando squadriamo la borsa che indossa la ragazza che appena entrata nel locale.
Ma forse ci va bene così.
Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno, spendono, spandono e sono quel che hanno.
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...
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giovedì 9 febbraio 2012
Fonte di ispirazione
Che dire di queste immagini..? Una vera fonte di ispirazione. Un vulcano.
E' un peccato non riuscire ad afferrare e fermare tutti i pensieri che mi han dato questi disegni. Ma in una giornata così piena di cose da fare è difficile anche solo respirare.
Parte Sinistra, Parte Destra.
La ragione, l'istinto.
La sicurezza, l'imprevisto.
Seppure quella destra spesso ci attragga di più, abbiamo biosgno di entrambe per stare in equilibrio.
Una perenne lotta tra spontaneità e discrezione.
Quale e come ha il soppravvento sull'altra?
e soprattutto, l'una riesce a correggere i difetti dell'altra?
Eterno ritorno all'uguale.. impossibilità di cambiare la propria natura, la propria indole.
O variazione di rotta.
Sono
il cervello sinistro.
Sono scientifico.Un matematico.
Amo la consuetudine. Categorizzo.
Sono accurato. Lineare. Analitico. Strategico.
Sono pratico. Ho
sempre il controllo.
Sono il padrone di parola e linguaggio.
Realistico. Calcolo
equazioni,
coi numeri gioco.
Sono ordine. Sono logica.
So esattamente chi sono.
Sono il cervello destro.
Sono la creatività. Uno spirito libero.
Sono passione.
Desiderio. Sensualità.
Sono il suono ruggente di chi ride.
Sono il gusto.
La
sensazione della sabbia sotto il piede nudo.
Sono movimento. Colori brillanti.
Sono la pulsione a dipingere sulla nuda tela.
Sono immaginazione senza limiti.
Arte. Poesia. Intuisco. Sento.
Sono tutto ciò che volevo essere
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giovedì 21 luglio 2011
L'estate sta finendo.
Quando dico che l'estate sta finendo intendo dire che sta per volgere al termine il periodo più spensierato della mia vita. Ovvero, sta per finire "la vita da studente".
Ci saranno altre estati, ma non lunghe 3 mesi. A meno che uno non intraprenda qualche professione sempre legata alla scuola.
Ci saranno weekend davvero spensierati. Dicono che sia così quando lavori. "Il weekend è il weekend".
Il problema è che io non chiuderò i conti con lo studio, soprattutto con i libri da ottocento pagine. Quindi non so se per me il weekend sarà davvero weekend.
Quest'estate sarebbe da passare nel mondo più intenso, come avveniva qulache anno fa. Quei tempi però sembrano ormai distanti anni luce. E non so se torneranno mai.
Estate, faccio fatica lasciarti andare.
Abbiamo difficoltà a gestire i distacchi, cerchiamo sempre di non mollare la presa e trattenere cose e persone a noi egoisticamente.
Estate, io ti aspetterò.
Sarò pronta a godermi al massimo quegli attimi di spenseriatezza che arriveranno nei famosi weekend. Insomma, non farò mai come quelli che puntualmente sono in bagno, o fuori a fumare, quando sta suonando una canzone che non si può non ballare.
Sarò sempre in pista.
Pibull feat. Neyo- Give Me Everything
Paolo Nutini- Candy
lunedì 6 giugno 2011
Una povera illusa
In Italia non puoi fare carriera.
La meritocrazia non esiste.
La ruota non gira per tutti.
Ci sarà sempre qualcuno davanti a te e non per i suoi meriti.
Se non hai delle conoscenze, un santo in Paradiso, non combinerai nulla.
In Italia è necessario assumere la posizione a 90 gradi per andare avanti.
O almeno, a 88 se proprio non vuoi perdere tutta la tua dignità. Quei due gradi che mancano li tieni per te, così puoi ancora guardarti allo specchio alla mattina.
Nessun ambito è esente dalla corruzione.
Devi essere consapevole che, quando ti siedi al tavolo per giocare, il gioco è già falsato.
A livello lavorativo non ho avuto quasi nulla.. però ho avuto un marito, dei figli, cose del genere.
Andate all'estero, ragazzi.
Il matrimonio funziona perchè mio marito è spesso via per lavoro.
Se poi volete ancora demolirere qualche altro mio "sogno".. fate pure! Venghino signori, venghino.
domenica 13 marzo 2011
Birthday girl
Eppure ci sarebbero molte cose da scrivere. Invece di buttarle qui le sto trattenendo nella mia testa ma ogni tanto è bene impegnarsi ad aggiornare questo spazietto.
Ci sarebbe da parlare di Axel, il mio cane. Una vera forza della natura, un cane intelligente e affettuoso. Sono oggettiva nel dirlo. E' un peccato che gli animali ci accompagnino solo per buna breve parte della nostra vita. Ogni giorno mi stupisco di quanto sia fedele e di quanto sia felice ogni volta che un membro della famiglia torna a casa, anche se si tratta di un'assenza di poche ore..
Ci sarebbe da parlare del genere umano, di quanto mi deluda ogni giorno. Lo credevo migliore, più forbo, più riconoscente. L'ho sopravvalutato e ora mi arrabbio un giorno sì e un giorno anche. C'è davvero poca voglia di stringere legami un minimo forti, di conoscere, di capire chi ti sta intorno. Ora sembrerò avercela con tutti e tutto. Vedo davvero molta indifferenza, ipocrisia e superficialità in questo periodo.
Infine ci sarebbe da dire che un altro anno è passato da Quel venerdì di Marzo. Quest'anno quasi tutto sembrava remare conto. Trovarsi a mezzanotte assieme alle persone a cui tengo è stata una bella emozione. Meglio questa mezzanotte del tanto odiato Capodanno. E' un ricordo che mi seguirà sempre, spero sempre nel bene.
Non mi sento più vecchia. Non dimostro più anni di quelli che ho al momento. Anzi, ne dimostro 17 a volte.
Perciò, io mi fermo a 23 al momento.
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mercoledì 16 febbraio 2011
Spontaneamente
Forse oggi sono finalmente riuscita a scendere un attimo dalla giostra di pensieri che ho in testa.
Pensieri vari e che corrono in diverse direzioni. Qui cercherò di estrapolarne una parte.
Man mano che si diventa anziani bisogna affrontare l'incapacità di fare ciò che prima eravamo abituati e che facevamo anche piuttosto facilmente..
La modesta routine che ci accompagnava svanisce. Finisci col passare i tuoi giorni tra il letto e il tavolo della cucina. Tra l'altro per raggiungere quel tavolo devi per forza sorreggerti a qualcuno.
La nuova routine si basa ora tutta sul trattamento medico che ti tiene in vita. La cosa inizia ad ossessionarti così tanto che quando ti addormenti anche solo per un attimo sei convinto che già sia di nuovo ora della "cura". Confondi il giorno con la notte, la tua casa con l'ospedale e viceversa. Quando ti accorgi che la tua testa non funziona più bene come una volta, ti spaventi di te stesso.
Quello di cui sento la mancanza è il tono di voce di mia nonna. Allegro, vivace e squillante. Al suo posto ora c'è una voce piatta e affaticata.. Percepisco che è contenta di vedermi dal suo sguardo, anche se pure questo ha perso vivacità.
Penso anche che sia difficile accettare la perdita della bellezza e della freschezza del nostro aspetto fisico. Ancora di più è duro accettare l'idea di morire e svanire per sempre. Non c'è risposta in merito a cosa ci aspetta dopo e se un giorno ci si rivedrà di nuovo.
Oltre a ciò, trovo veramente triste leggere gli annunci che riguardano i cani abbandonati in cerca di padrone. Sono le motivazione che hanno spinto i loro ex padroni ad abbandonarli a lasciarmi senza parole e a darmi tristezza.
"Dato via perchè i suoi padroni si sono accorti solo ora che era troppo grande".
"Dato via perchè faceva troppe feste".
Oppure ancora "Pallino passava le sue giornate legato al termosifone".
No comment, davvero. Avere un cane è un "lavoro" a tempo pieno, come avere un figlio. Dovrebbe forse esserlo ancora di più rispetto all'amare una persona.
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sabato 8 gennaio 2011
Come limitare i danni?
Un inizio al rallentatore, da diesel direi, per questo nuovo anno.. D'altra parte se guardo indietro, noto che sono stati forse due o tre i capodanni davvero memorabili (e con persone che non torneranno mai più tra la'latro), gli altri sono stati abbastanza anonimi. Alla fine, una qualsiasi serata spontanea può essere letteralmente migliore di una festa obbligatoria dell'anno nuovo. Inoltre, è altamente comprovato come la qualità del capodanno non incida su ciò che sarà durante l'anno futuro..
Sarebbe bello avere in mente una sorta di lista delle cose belle che il 2010 mi ha portato. Questa idea di era già venuta quando avevo visto un episodio di Lost (una delle serie tv che più mi sono piaciute).
L'episodio è intitolato "Greatest Hits": Charlie sa che presto dovrà morire e ripensa alla sua vita. Scrive proprio una lista dal nome Greatest Hits, ovvero i momenti più belli in assoluto della sua vita.
Io ci provo con quelli dell'anno passato, anche perchè penso sia un po' presto per pensare a quelli migliori della mia esistenza :)
Sarebbe bello avere in mente una sorta di lista delle cose belle che il 2010 mi ha portato. Questa idea di era già venuta quando avevo visto un episodio di Lost (una delle serie tv che più mi sono piaciute).
L'episodio è intitolato "Greatest Hits": Charlie sa che presto dovrà morire e ripensa alla sua vita. Scrive proprio una lista dal nome Greatest Hits, ovvero i momenti più belli in assoluto della sua vita.
Io ci provo con quelli dell'anno passato, anche perchè penso sia un po' presto per pensare a quelli migliori della mia esistenza :)
Le Terme a Prè Saint-Didier. Carnevale e la nevicata di giovedì grasso. La taverna delle rose. Una cena di classe. L'esame di Diritto Tributario spostato una settimana dopo. Una laurea di una persona importante. Madrid. L'affresco del Greco a Toledo. La raccolta del film più belli. Vedere qualcuno trovare lavoro in breve tempo. La focaccia ad Alassio. Le lezioni di Viganò e il suo esame Le langhe e le colline assolate. La cena a "nelle Vigne". I mondiali, anche se l'Italia ha fatto una pessima figura. Waka Waka. Le infinite trovate del mio fantastico cane. Le vacanze greche. Fare snorkeling. Myrtos. La sabbia stupenda di Navagio e Maratonissi. Qualche partita a beach. Un matrimonio in un posto da sogno. Altre due lauree importanti. Verona. Le lezioni di Toffoletto. Un natale bello, anche se non facile.
E' inutile far previsioni su cosa significherà quest'anno per me. C'è sempre qualcosa di imprevedibile e nuovo, qualcosa di inaspettato. Chi l'avrebbe mai detto che quest'anno sarebbe finito in questo modo?
So che in qualche modo sarà un anno di cambiamenti. Più grandi e probabilmente radicali del solito. Si concluderà una fase della mia vita e ne inizierà un'altra. Ma ci saranno anche carte rimescolate e basta. Ad Ivrea non può succedere molto altro d'altra parte. Le carte, il mazzo.. quelli non variano, ci sono solo dei rimescolamenti. E so già che alcuni di questi mi piaceranno poco.. come limitare i danni?
martedì 26 ottobre 2010
Sono una brava persona?
Scegliamo. Ogni giorno.
Se comincio questo post così sicuramente vi verrà da pensare alle piccole o grandi decisioni che prendiamo quasi quotidianamente.
Se ci pensate bene però, ognuno di noi assume giorno per giorno una scelta in grado di condizionare drasticamente tutte le altre e chiunque ci sta intorno. Scegliamo di essere noi stessi, le persone che siamo diventate col tempo. Decidiamo di essere coerenti, piuttosto che contraddittori. Seguiamo ciò che ci è stato insegnato o ciò che abbiamo fatto nostro. E' un meccanismo inconscio, assecondare la nostra natura è insito in noi.E' vero, talvolta ci discostiamo da questa sorta di "modello" di comportamento e scegliamo di non essere ciò che siamo, ciò che eravamo. Questo può portare cambiamenti positivi, crescita e.. maturità. Se le scelte però si discostano molto dal noi stessi, le cose si complicano.
Dovremo di sicuro fare i conti con gli altri, con chi abbiamo ferito, deluso... Ma l'opinione altrui forse può non importarci, scivolarci addosso magari.
Da una cosa non si può scappare: il nostro stesso giudizio. In fin dei conti, per quante scuse e palle possiamo contare agli altri e anche a noi stessi, noi conosciamo la verità. Sappiamo se ciò che abbiamo fatto è conforme al nostro schema interiore o no. Siamo consapevoli che c'è sempre una scelta, quella scelta.
Sbagliare è un'altra parte di noi, l'altra faccia della medaglia. Quanti errori ci sono concessi? Quando arriva il momento di chiedersi: ma io sono una brava persona, nonostante abbia fatto qualcosa che potevo evitare?
Questa sembra essere una domanda senza risposta. Eppure a me potrebbe essere arrivata.
lunedì 6 settembre 2010
Un pensiero veloce
Diventare e quindi essere consapevoli di sé stessi.
Processo lento e travagliato, meta distante.
Qualcuno però ci arriva prima degli altri, queste persone sembrano quasi che siano circondati da un’aurea indistruttibile.
Altri non si pongono neanche il problema.
E poi ci sono ancora quegli altri. Quelli che ostentano addirittura troppa sicurezza e savoir faire.
Ma c’è una netta differenza tra apparire ed essere..
Red Hot Chilli Peppers - Can't Stop
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