Che l'amore sia tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore (Emily Dickinson).



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mercoledì 2 marzo 2016

Senza titolo.




Nel primo secondo del mio 2016, il bicchiere che avevo in mano e che stava per essermi riempito per il brindisi di capodanno, mi è letteralmente scappato di mano.
E' caduto a terra e non si è frantumato solo perchè di plastica.

Ho pensato: "se questa è la metafora di come sarà il mio prossimo anno, sono a posto, posso anche rimanere seduta in panchina".

Il giorno dopo ho scoperto che Rai Uno aveva sbagliato a calcolare il conto alla rovescia anticipando di un minuto l'arrivo del 2015 e che quindi non avevamo festeggiato il nuovo anno prima del dovuto.

Quel bicchiere caduto al suolo mi ha fatto un po' meno paura... la mia prospettiva era totalmente diversa.

Sento che vorrei scrivere tante cose di ciò che potrebbero rappresentare le prossime ventiquattro o quarantotto ore, ma al tempo stesso non voglio essere preda ancora una volta delle mie aspettative.

Sono sempre stata incline a cercare le strade difficili, non so se le più difficili, ma sicuramente non quelle facili.
E' stato così nello sport, dove riuscivo meglio nelle azioni più complicate, in cui in un secondo bisognava avere una reazione fulminea, e invece talvolta mi facevo prendere dall'emozione per quelle più semplici.

E' stato così nelle relazioni personali, ma poi ho capito che non sono proprio portata per i rapporti complicati.

Di recente, è stato così quando ho dovuto scegliere che materie da preparare per l'orale dell'esame d'avvocato, col risultato di renderlo ancora più ostico.

E' oggi così per il mio "percorso lavorativo" che mi obbliga a essere molto paziente per lunghi periodi di tempo (o almeno a provare ad esserlo).

Mi piace caricarmi di aspettative, anche inutilmente.

Questa volta però mi metto in stand by e voglio azzerare le mie aspettative rispetto all'eventuale mancato traguardo.
Non è facile, soprattutto dopo le diverse fasi che ho attraversato in questi anni.
C'è stata la fase dell'inconsapevolezza (quanto è distante il mio obbiettivo e cosa devo fare per arrivarci).
Poi c'è stata la determinazione (voglio arrivare lì).
L'esaltazione (finalmente è ora di fare l'esame).
La tristezza (non ho fatto abbastanza).

Quest'ultima fase mi ha abbandonato soltanto da un mese a questa parte per essere sostituita dall'accettazione. Non so come sia successo in realtà. Un giorno mi sono svegliata e.. stavo bene.

- "Forse sorrido fuori tempo... " dice la canzone "Le cose che non ho" dei Subsonica -

In sostanza, ho fatto un percorso, che, bene o male, è stata un'evoluzione.. non potrò tornare indiero, potrò solo andare avanti.

D'altra parte, per arrivare a risultati "positivi" bisogna fare scelte e, a volte, le scelte riguardano anche cose che ci piacciono e che dobbiamo abbandonare. Ogni cosa che ci rende felici nasconde quindi anche una componente "negativa" forse.

Alla fine, tutto è  una questione di prospettiva.

Come quel bicchiere caduto di cui parlavo all'inizio del post.. che nel frattempo io ho già raccolto da un bel po'.

venerdì 23 ottobre 2015

Non scrivo più.


Le scuse che mi sono creata sono state diverse.
Tra le tante, è emersa questa: "scrivo già tanto altrove".
In questo caso non mentivo perchè effettivamente era così dato che da un anno fa circa ho dedicato molte energie ad esercitarmi a scrivere.
Ciò è dovuto al fatto che alla facoltà di Giurisprudenza sono ancora convinti che il giurista (futuro avvocato, magistrato, notaio, ecc) non abbia necessità di continuare a scrivere correttamente.
Nella nostro corso di laurea, gli esami scritti sono pochissimi.  Peccato che la maggior parte dei concorsi/esame preveda una prova scritta e che la scrittura di atti è l'attività principale nelle professioni legali. Peccato che saper scrivere mi sembra essenziale anche al di fuori delle professioni legali canoniche.

Ma torniamo al blog. Le mie energie sono spese in buona parte altrove, mi dicevo, ma sapevo che questo non giustificava del tutto la mia recente pigrizia.

La verità è che in questi mesi non ho avuto voglia di fermarmi a pensare per diverse ragioni.

Sto vivendo finalmente rapporti sani.
Non ci sono più situazioni che mi tormentino come accadeva un tempo.
Ciò che non funzionava è venuto meno o ha preso risvolti positivi inaspettati.
Ho notato però che la gente sembra ormai diffidente davanti alla felicità altrui e spesso crede che si tratti solo di "scelte ragionate".
Sono scelte sane, non ragionate; ma non sono neanche scelte a dire il vero, perchè è solo questione di spontaneità.

Tutto ciò mi è di grande aiuto in questo momento di forte incertezza per il mio futuro.
Fino a luglio ero abbastanza spensierata e fiduciosa.
Il mio futuro era ugualmente incerto ma io non percepivo ancora appieno questa cosa.
Dopo il concorso qualcosa è cambiato, perchè si è, almeno in parte, spento quell'interruttore che mi faceva essere sempre positiva di fronte ai dubbi.

Qui sorge l'altra ragione per cui non ho avuto voglia di fermarmi a pensare.
Quando lo faccio per pochi secondi divento solo preda di preoccupazioni infatti e mi scoraggio fino al punto di voler quasi mollare ogni ambizione.

Intorno a me tante persone invece insistono affinchè io le coltivi.
"Non ci sono dubbi che tu prima o poi ce la possa fare"
"Nessuno è così motivato su questo obiettivo"
"Ovviamente non c'erano dubbi sull'esito del suo esame, ci siamo presi un po' di tempo solo per compilare le carte necessarie"
" Si va bene, ha passato l'esame, ma continua a studiare per il suo sogno vero?"

A dire il vero, io stessa non voglio smettere di pensare in grande.. e forse questa settimana l'interruttore si è finalmente acceso di nuovo.




giovedì 26 marzo 2015

Abbiamo sogni.



Abbiamo sogni, speranze e un futuro tutto da scrivere.
Alcuni obbiettivi sono facili da realizzare: basta alzarsi una mattina e decidere di fare finalmente quella cosa a cui per tanto tempo abbiamo pensato.
Per esempio, questa domenica parteciperò alla mia prima corsa cittadina.
Mi è bastato un click per buttarmi nella mischia e ora non mi resta che puntare la sveglia presto e arrivare puntuale in piazza Duomo.

Per altri sogni, invece, è necessario  fare molto di più, soprattutto se si  tratta del lavoro che un giorno vorremmo poter fare.

Come minimo dobbiamo superare un test d'ingresso all'università per esempio.
Poi vengono gli esami, la discussione di laurea.

Inizia quindi già il calvario dei colloqui per alcuni, per altri quello dei concorsi e esami.

E' dura stare dietro ai propri sogni giorno dopo giorno e non è facile avere la voglia di lavorare sempre duramente per poterli raggiungere..

Il futuro è tutto da scrivere, dicevo. Ogni giorno rappresenta una nuova pagina. Una pagina che non può restare vuota, che deve essere riempita, possibilmente con qualcosa di utile per il nostro avvenire.

Questa sembra essere la parte difficile: dire di sì ogni giorno. Confermare tutte le mattine la nostra voglia di portare il risultato a casa.

In realtà, però, secondo me la parte più difficile sono tutti quei no che siamo costretti a dire per poter finalmente dire quel si  in via definitiva al lavoro dei nostri sogni, un giorno o l'altro.
E' lì che senti che ti sta mancando il terreno sotto i piedi e che capisci che stai davvero rischiando il tutto per tutto.

Tutte le rinunce che si devono fare, per l'unico grande obiettivo finale.
Tutte le scommesse giocate su quell'unico risultato, mettendo da parte tutto ciò che con esso non è compatibile.
Tutte le porte aperte davanti a voi che siamo noi stessi a chiudere.

Quante volte dobbiamo manifestare la nostra fervida intenzione di volercela fare?
Quante volte devo confermare che è questa la strada che voglio seguire?

e soprattutto.. ne varrà la pena?
Speriamo di sì.

lunedì 20 ottobre 2014

27 settembre 2014

E poi ad un certo punto arriva.
E' come una doccia gelata.
Una corsa a più non posso dietro l'ultimo pullman.
Prendere il fiato prima di un tuffo da una scogliera.
Il rombo del motore di un aereo che decolla.
Cantare una canzone che ti piace in macchina, con la musica al massimo.
E' come se ti fossi svegliato da un lungo sonno e sei ancora stordito.
E' inebriante e non ne vorresti farne mai a meno.
Invece è così raro che capiti.
Si dice che arrivi quando meno ce lo si aspetti.
Ma forse è proprio l'attesa di quel momento ciò a cui non dobbiamo rinunciare mai.

martedì 29 luglio 2014

Dog days are over.

Mi manca il fiato. La testa non c'è e le gambe lo sentono.
Sto pensando "non ce la farò".
Nonostante i pensieri negativi vado avanti però..
Non ho nulla da perdere. La gara è sempre più vicina, ma non è oggi.
Finisco il mio chilometro di corsa.
La dispercezione è evidente: sono stata nei tempi che mi ero prefissata e le mie sensazioni sul non farcela erano del tutto errate.

La nostra mente è uno strumento tanto potente quanto difficile da orientare nella direzione giusta.
Spesso ho sottovalutato il peso dei pensieri negativi.
Ho fatto il doppio della fatica necessaria quando invece avevo tutto ciò che serviva.
Mi sono imposta di fare sempre di più.. senza essere contenta di quello che già riuscivo a fare.

Mai come questa volta è stato evidente che, invece di aiutarmi, mi stavo affossando.

Per fortuna, la voglia di dare il massimo e portare il risultato a casa è arrivata anche stavolta.

E' stato come se si fosse acceso un interruttore di colpo.

Il fiato c'era. La testa pure e la gambe finalmente la avvertivano.
Non pensavo a nulla se non a correre.
Ovviamente, una volta superato il tanto agognato step, mi è sembrata una passeggiata ed ero già pronta a farmi mille domande su quanto sarebbe venuto dopo.

Perchè a volte dobbiamo penare così tanto per raggiungere i nostri obiettivi?
Non so perchè la mente mi faccia questi brutti scherzi, forse sono io che voglio sempre faticare e non dare mai niente per scontato. Forse è nella natura di tutti.

E' che spero che quell'interruttore si accenda almeno un po' prima la prossima volta e mi faccia prendere le cose un po' più alla leggera, almeno senza remarmi contro.

" Lei ha un bel caratterino eh! Si vede che ha questa cosa innata, che vuole spingere, che vuole farsi avanti. Ma si fermi a pensare ogni tanto"... "Ah, e non perda mai la sua grinta".  

Mr Probz - Waves   

mercoledì 12 febbraio 2014

Don't let her go.



Tu eri così: volevi il cappuccino bollente.
Dicevi "mi piace solo se è caldissimo".
Poi però eri impaziente e iniziavi a berlo, senza mai aspettare  che si freddasse.
Immancabilmente ti bruciavi ma cercavi di non darlo a vedere.

Io faccio la stessa identica cosa da sempre. Sapere di somigliarti anche solo un po' mi rende felice.
La gente ti ricorda con un sorriso e mi parla di te. Ha proprio voglia di parlarmi di te.
Mi riporta alla mente queste piccole cose che negli anni sono andate perse in parte purtroppo.

Sono questi  i frammenti di memoria che hai lasciato.
E io mi ci aggrappo con tutte le mie forze perchè non voglio farti volare via.


lunedì 20 gennaio 2014

In salute e in malattia

"Chi si prenderà ora cura di te?"

In realtà qualcuno ci sarà sempre. Ciò nonostante, sarai pur sempre tu stesso a fare la differenza.
Perchè non importa quanto gli altri si prodighino per te.. sei tu che devi voler bene a te stesso. 


domenica 24 marzo 2013


Mi sento stringere il cuore. 

Quando ascolto alcuni canzoni mi capita tutte le volte, come se fosse la prima volta che le sento. Invece, sarà la millesima.

Di recente mi è successo con 1979 degli Smashing Pumpkins, canzone che mi accompagna da una vita ormai. La perfetta colonna sonora per un tragitto su un mezzo pubblico.

L'altro giorno invece è stata Autumnsong dei Manich Street Preachers,  col suo ritornello trascinante.

Oggi  ho ascoltato Mi ritorni in mente di Lucio Battisti. Questa canzone era rimasta un po' inosservata rispetto a tutte le altre che mi piacciono 
E' stato come se  la conoscessi da sempre. L'attacco iniziale è da brividi.  

Anni fa qualcuno mi disse che, invecchiando, tutte queste sensazioni evocate dalla musica sarebbero venute meno.
Io spero ancora che quel qualcuno si sia sbagliato. 

Il bello della musica è che quando ti colpisce non senti dolore - Bob Marley




giovedì 14 febbraio 2013

Oggi va così.
E' uno di quei giorni in cui devi portare gli "occhiali da sole".
Non tanto perchè fuori ci sia davvero il sole, ma perchè non vuoi fare vedere al mondo cosa pensi.
Il fatto è che i ricordi sono sempre un'arma a doppio taglio.
Il fatto è che la musica è troppo bella per ancorarla ai ricordi e non portarsela dietro per sempre.. come una compagna, qualsiasi cosa succeda.
E' troppo bella per associarla a qualcosa di così mutevole come è la natura dei rapporti umani.
Io ci provo anche stavolta.


venerdì 11 gennaio 2013

Ho fatto un viaggio.

Ho fatto un viaggio lungo. Un viaggio che è durato anni.
E' stato come essere su un treno e a guidarlo ero io, almeno inizialmente.
In passato avevo cercato di salirci numerose volte senza riuscirsi.. finchè un bel giorno ce l'ho fatta.
Ho abbandonato tutto ciò che ero stata fino a quel momento per abbracciare esperienze nuove.
Mi sono fatta prendere da questa nuova vita, da tutta quell'energia e, senza che me accorgessi ho abbandonato del tutto il controllo di quel treno.
E' stato come sedersi al posto di un passeggero e farsi rapire da ciò che si vede attraverso il finestrino.
Facevo fatica a crederci, non mi sembrava vero.
Ero così presa a contemplare ciò che vedevo che non mi sono accorta di essere arrivata al termine di quel viaggio.
Sono scesa, a malincuore.



Quando parte il prossimo treno?

Moby - Mistake

mercoledì 25 gennaio 2012

Come un fulmine a ciel sereno


Questo potrebbe essere il tempo migliore della vita.
Vorrei tornare spesso indietro ai tempi del liceo, ma essere così come sono oggi.
Il divertimento di quell'epoca ma la sicurezza di adesso.
Probabilmente le due cose sono incompatibili.

Più passa il tempo e più mi voglio fermare.
Mi han detto che quando una ragazza compie 25 anni iniziano a comparire i primi capelli bianchi..
Secondo me stiamo invecchiando più velocemente dei nostri genitori.


Spero di essere la debita eccezione.
Voglio camminare senza pensieri ancora un po' durante questo finto inverno, più simile ad una primavera.

martedì 13 luglio 2010

Di prima mattina

http://www.fotolog.com.br/youhearmenow/20013324


      Ritrovare una collana che davi ormai per persa. E' una piccola e banale gioia che però sa strapparti via un sorriso. Trascuriamo il fatto che la colonna si trovasse insieme a tutte le altre nella apposita scatola, ironia della sorte. L'avevo cercata ovunque (quasi) e ormai ero rassegnata a non rivederla mai più.

      Spesso, quando ho smarrito un oggetto, me lo sono ritrovato davanti quando meno me lo aspettavo. 
L'ho ritrovato dopo aver smesso di cercare. La sorpresa e la felicità sono state perciò ancora più grandi.


       Credo che questo discorso non possa invece essere fatto rispetto alle persone che più amiamo.
 Se lasci andare una persona, se la perdi, è difficile ritrovarla poi davanti a sè stessi, come se nulla fosse.
Ogni lasciata è persa..  meglio fare attenzione a ciò che si lascia andare.

giovedì 3 giugno 2010

a trip in the music




Il mio viaggio nella musica ha avuto inizio molto presto.



I primi gruppi che i miei genitori mi hanno fatto ascoltare fin da piccola sono stati gli Eurytmics, i Queen, i Beatles.. abbiamo ancora questi cd, a malincuore abbiamo invece rivenduto i vinili (che io avrei volentieri tenuto se fossi stata interpellata).



Mi facevano poi ascoltare moltissima musica classica, probabilmente conoscevo più brani classici all'epoca di quanti ne conosca ora..



Durante gli anni delle elementari ascoltavo principalmente musicassette (Cristina D'avena era ovviamente il mio mito). Un'estate però, andai in colonia e rimasi colpita da una canzone che tutte le ragazze più grandi cantavano: "Più bella cosa" di Eros Ramazzotti. Tornai a casa e comprai il cd. Fu il mio primo cd. Forse ora fa un po' ridere che sia stato proprio questo.



Negli anni successivi, ho cominciato a guardare spesso e volentieri Mtv. Grazie a questo canale ho scoperto moltissime canzoni che tutti noi conosciamo e che non si possono non conoscere, e che per me erano ancora tutte da scoprire all'epoca. Pezzi classici, pezzi che hanno inventato o cambiato generi musicali. Ho ritrovato anche pezzi che già conoscevo, che avevo sentito di sfuggita e di cui non sapevo titolo, autore.. nulla.




Ho cominciato a registrare da sola alcune cassette, collegando la tv all'impianto stereo. C'era solo un problema. Dovevo aspettare che Mtv passasse il video della canzone che volevo. Ma io ero disposta a questo e anche a discutere con i miei perchè tenevo la tv accessa mentre studiavo.






Mi piaceva scoprire canzoni nuove, mi piaceva aiutare le altre persone a trovare pezzi che cercavano da tempo.. Era una piccola soddisfazione, ma mi ha sempre reso felice..






Poco dopo è nato Napster, qualcosa che ha cambiato il mondo della musica totalmente.



Era il 6 Dicembre 2000. Tutto è cominciato con Beautiful Day degli U2, un inizio più promettente rispetto ad Eros.









A distanza di anni mi è rimasta la stessa passione per la musica, ma soprattutto la stessa curiosità e voglia di scoprire. Quando sento una canzone nuova cerco di sentire esattamente il testo per poi riuscire a trovarla.



Quando ci riesco, provo sempre un piccolo e forse stupido senso di soddisfazione. D'altronde se ci pensate, è proprio una piccola gioia.

giovedì 7 gennaio 2010

Paramore__Brick By Boring Brick

She lives in a fairy tale
Somewhere too far for us to find
Forgotten the taste and smell
Of the world that she's left behind
It's all about the exposure the lens I told her
The angles were all wrong now
She's ripping wings off of butterflies
Keep your feet on the ground
When your head's in the clouds

Well go get your shovel
And we'll dig a deep hole
To bury the castle, bury the castle (x2)
Ba da ba da ba

So one day he found her crying
Coiled up on the dirty ground
Her prince finally came to save her
And the rest you can figure out
But it was a trick And the clock struck 12
Well make sure to build your house brick by boring brick
or the wolves gonna blow it down

Keep your feet on the ground
When your head's in the clouds

Well go get your shovel
And we'll dig a deep hole
To bury the castle, bury the castle (x2)
Well you built up a world of magic
Because your real life is tragic
Yeah you built up a world of magic

Well, if it's not real
You can't hold it in your hands
You can't feel it with your heart
And I won't believe it
But if it's true
You can see it with your eye
s Even in the dark
And that's where I want to be, yeah

Go get your shovel
We'll dig a deep hole
To bury the castle, bury the castle (x2)
Ba da ba da ba...