Che l'amore sia tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore (Emily Dickinson).



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mercoledì 2 marzo 2016

Senza titolo.




Nel primo secondo del mio 2016, il bicchiere che avevo in mano e che stava per essermi riempito per il brindisi di capodanno, mi è letteralmente scappato di mano.
E' caduto a terra e non si è frantumato solo perchè di plastica.

Ho pensato: "se questa è la metafora di come sarà il mio prossimo anno, sono a posto, posso anche rimanere seduta in panchina".

Il giorno dopo ho scoperto che Rai Uno aveva sbagliato a calcolare il conto alla rovescia anticipando di un minuto l'arrivo del 2015 e che quindi non avevamo festeggiato il nuovo anno prima del dovuto.

Quel bicchiere caduto al suolo mi ha fatto un po' meno paura... la mia prospettiva era totalmente diversa.

Sento che vorrei scrivere tante cose di ciò che potrebbero rappresentare le prossime ventiquattro o quarantotto ore, ma al tempo stesso non voglio essere preda ancora una volta delle mie aspettative.

Sono sempre stata incline a cercare le strade difficili, non so se le più difficili, ma sicuramente non quelle facili.
E' stato così nello sport, dove riuscivo meglio nelle azioni più complicate, in cui in un secondo bisognava avere una reazione fulminea, e invece talvolta mi facevo prendere dall'emozione per quelle più semplici.

E' stato così nelle relazioni personali, ma poi ho capito che non sono proprio portata per i rapporti complicati.

Di recente, è stato così quando ho dovuto scegliere che materie da preparare per l'orale dell'esame d'avvocato, col risultato di renderlo ancora più ostico.

E' oggi così per il mio "percorso lavorativo" che mi obbliga a essere molto paziente per lunghi periodi di tempo (o almeno a provare ad esserlo).

Mi piace caricarmi di aspettative, anche inutilmente.

Questa volta però mi metto in stand by e voglio azzerare le mie aspettative rispetto all'eventuale mancato traguardo.
Non è facile, soprattutto dopo le diverse fasi che ho attraversato in questi anni.
C'è stata la fase dell'inconsapevolezza (quanto è distante il mio obbiettivo e cosa devo fare per arrivarci).
Poi c'è stata la determinazione (voglio arrivare lì).
L'esaltazione (finalmente è ora di fare l'esame).
La tristezza (non ho fatto abbastanza).

Quest'ultima fase mi ha abbandonato soltanto da un mese a questa parte per essere sostituita dall'accettazione. Non so come sia successo in realtà. Un giorno mi sono svegliata e.. stavo bene.

- "Forse sorrido fuori tempo... " dice la canzone "Le cose che non ho" dei Subsonica -

In sostanza, ho fatto un percorso, che, bene o male, è stata un'evoluzione.. non potrò tornare indiero, potrò solo andare avanti.

D'altra parte, per arrivare a risultati "positivi" bisogna fare scelte e, a volte, le scelte riguardano anche cose che ci piacciono e che dobbiamo abbandonare. Ogni cosa che ci rende felici nasconde quindi anche una componente "negativa" forse.

Alla fine, tutto è  una questione di prospettiva.

Come quel bicchiere caduto di cui parlavo all'inizio del post.. che nel frattempo io ho già raccolto da un bel po'.

giovedì 26 marzo 2015

Abbiamo sogni.



Abbiamo sogni, speranze e un futuro tutto da scrivere.
Alcuni obbiettivi sono facili da realizzare: basta alzarsi una mattina e decidere di fare finalmente quella cosa a cui per tanto tempo abbiamo pensato.
Per esempio, questa domenica parteciperò alla mia prima corsa cittadina.
Mi è bastato un click per buttarmi nella mischia e ora non mi resta che puntare la sveglia presto e arrivare puntuale in piazza Duomo.

Per altri sogni, invece, è necessario  fare molto di più, soprattutto se si  tratta del lavoro che un giorno vorremmo poter fare.

Come minimo dobbiamo superare un test d'ingresso all'università per esempio.
Poi vengono gli esami, la discussione di laurea.

Inizia quindi già il calvario dei colloqui per alcuni, per altri quello dei concorsi e esami.

E' dura stare dietro ai propri sogni giorno dopo giorno e non è facile avere la voglia di lavorare sempre duramente per poterli raggiungere..

Il futuro è tutto da scrivere, dicevo. Ogni giorno rappresenta una nuova pagina. Una pagina che non può restare vuota, che deve essere riempita, possibilmente con qualcosa di utile per il nostro avvenire.

Questa sembra essere la parte difficile: dire di sì ogni giorno. Confermare tutte le mattine la nostra voglia di portare il risultato a casa.

In realtà, però, secondo me la parte più difficile sono tutti quei no che siamo costretti a dire per poter finalmente dire quel si  in via definitiva al lavoro dei nostri sogni, un giorno o l'altro.
E' lì che senti che ti sta mancando il terreno sotto i piedi e che capisci che stai davvero rischiando il tutto per tutto.

Tutte le rinunce che si devono fare, per l'unico grande obiettivo finale.
Tutte le scommesse giocate su quell'unico risultato, mettendo da parte tutto ciò che con esso non è compatibile.
Tutte le porte aperte davanti a voi che siamo noi stessi a chiudere.

Quante volte dobbiamo manifestare la nostra fervida intenzione di volercela fare?
Quante volte devo confermare che è questa la strada che voglio seguire?

e soprattutto.. ne varrà la pena?
Speriamo di sì.

martedì 10 giugno 2014

You're not supposed to look back, you're supposed to keep going.





Eden se il tuo sguardo dice ti aspetto. Oggi che ogni gesto ritrova il suo senso. Poi Eden è un passo sui bordi del tempo. Eden, il riscatto, il sogno protetto. Eden, nella luce di un giorno perfetto. E se alla fine riusciremo a credere Nelle nostre promesse Avremo pace, le risposte incognite Da sempre le stesse Per diventare adulti come nuovi Dei, Di un vecchio universo. Per imparare ad affrontare il tempo noi, In un mondo diverso. E dare un domicilio alle distanze e poi, In un giorno perfetto. 
Sono sempre qui, anche se non scrivo, ogni riga annotata in precedenza qui dentro parla per me e fa eco ai miei pensieri.
"Cosa farai di tutta l'energia che avrai liberato lasciando andare quei pesi morti a cui ero aggrappato?"
Subsonica - Eden, Istrice


Sono in un limbo ormai da tempo, troppo tempo.
Eppure sono riuscita a cambiare tante cose in questi anni. Ho ripreso quella vecchia lista che avevo buttato giù ormai sei anni fa e posso dire di aver fatto tutto quello che avevo annotato, dalle cose più banali a quelle più complicate. 
Di fatto però continuo a trascurare una delle cose più importanti, il cordone ombelicale che mi lega al passato e che sicuramente mi priva di molte energie che potrei dedicare ad altro. 
"A quali ossessioni fossilizzate, antichi insulti, sogni impossibili e fantasmi sono pronto a rinunciare?"

Cosa sto aspettando..? Come mai resto sempre imbrigliata in qualche zavorra?  

Questo posso solo immaginarlo, ma sarebbe anche ora di provarlo.
E di mantenere finalmente le promesse fatte a me stessa.

Major Lazer - Get Free


martedì 22 aprile 2014

E se fa male, ne è comunque valsa la pena.



Mai rifiutare un invito, mai scartare a priori quello che non conosci, mai mancare di cortesia e mai trattenersi più del necessario. Tenete la mente bene aperta, fatevi succhiare dall'esperienza vissuta e, se fa male, ne è valsa comunque la pena.

mercoledì 12 febbraio 2014

Don't let her go.



Tu eri così: volevi il cappuccino bollente.
Dicevi "mi piace solo se è caldissimo".
Poi però eri impaziente e iniziavi a berlo, senza mai aspettare  che si freddasse.
Immancabilmente ti bruciavi ma cercavi di non darlo a vedere.

Io faccio la stessa identica cosa da sempre. Sapere di somigliarti anche solo un po' mi rende felice.
La gente ti ricorda con un sorriso e mi parla di te. Ha proprio voglia di parlarmi di te.
Mi riporta alla mente queste piccole cose che negli anni sono andate perse in parte purtroppo.

Sono questi  i frammenti di memoria che hai lasciato.
E io mi ci aggrappo con tutte le mie forze perchè non voglio farti volare via.


giovedì 27 giugno 2013

Sul tram 9.



Quanti rischi ci prendiamo nella nostra vita? Moltissimi.
Mi ci ha fatto pensare un amico ieri sera. Elencare tutte le cose pericolose che finora ho fatto mi ha un po' impressionato.
Per esempio, da bambina ero affascinata da mio padre quando si radeva la barba col rasoio. Un giorno ho deciso di farlo anche io, pur non avendone bisogno. Senza schiuma da barba e aspettando che i miei non fossero a casa. Ovviamente mi sono tagliata la guancia.
A 16 anni mi sono tuffata da degli scogli a Malta, senza sapere bene cosa stavo facendo. Ricordo che avevo paura infatti e il primo tuffo lo feci per mano ad altre due persone.
L'anno scorso ho fatto rafting, andando a sbattere col gommone contro un masso proprio dal lato in cui c'ero io. Era un rischio calcolato dal ragazzo che ci accompagnava e mi aveva spiegato esattamente cosa avrei dovuto fare per non prendermi la roccia in faccia. Non vedo l'ora di provare di nuovo.
Ho fatto il bagno con gli squali, scoprendo che si trattava di squali solo una volta uscita dall'acqua. "Ma attaccano l'uomo?" "si, qualche volta capita.." "Ah..".
Stessa cosa sul Mar Rosso con un barracuda, solo che lì avevo 10 anni.
Sono volata col motorino, prendendo una curva agli 80 km/h.
Ho scritto sulla schiuma su una macchina e poi sono dovuta scappare. Ancora oggi mi chiedo se quei ragazzi che ci inseguivano fossero davvero i proprietari o solo dei tamarri che volevano attaccarsi.

Aggiungete poi tutte le imprudenze che fai quando sei bambino e che non ti sembrano nulla di che. Metteteci anche altre stupidaggini che tutti fanno nella loro vita ma che non è proprio il caso di riportare qui.

A conti fatti, forse, anche chi pensa di essere molto razionale risulta essere piuttosto impulsivo.

E c'è chi fa ancora cose più pericolose di quelle qui citate. Tipo Philippe Petit per citarne uno, l'acrobata francese che passò da una Torre Gemella all'altra restando in equilibrio su un filo. Tutto questo senza protezione.

Ti può andare  davvero male a volte. Altre volte ti può rimanere una cicatrice, come quella che ho sul gomito per il volo col motorino, che oggi in realtà si vede a malapena.
E' che vivere col paracadute non rappresenta comunque una sicurezza visto quanto può essere beffardo il destino.
Tanto vale prendersi dei rischi, cercare di calcolarli per non farsi del male fisico, evitare le stronzate vere e proprie.. ma vivere il più possibile. Troppa prudenza ci limita soltanto e in ogni caso non ci protegge abbastanza.

La stessa cosa, se ci pensate, avviene con l'amore e l'amicizia. Qui le cicatrici non si vedono ma noi sappiamo bene se ne portiamo o meno e talvolta anche gli altri possono intravvederle.
Ma anche qui vale la pena non volare sicuri, per quanto a volte ci sia davvero il rischio di farsi male.


Qui la smetto perchè c'è chi ha saputo di dire queste cose già prima di me e soprattutto meglio:
"Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu... canti con rapimento e danzi come un derviscio.
Abbi una felicità delirante o almeno non respingerla.
Io so che ti suona smielato, ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi.

Io ti dico: buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo? Be', dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore. Perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente... be', equivale a non vivere. Ma devi tentare perché se non hai tentato, non mai hai vissuto."
Vi presento Joe Black



lunedì 27 maggio 2013

La vita, all'improvviso.



Delitto di evasione.
L'hanno trovato a bordo di un motorino rubato. Lui avrebbe dovuto trovarsi nella comunità dove sta scontando la detenzione domiciliare per un altro reato.
"Dopo 5 mesi in cui stavo ritrovando me stesso, ho fatto una cavolata" dice.
"Ha altri processi a suo carico?"
"Non mi ricordo.. Devono essere pochi però.. Forse due".

Sfogliamo il suo casellario giudiziale. Sono 5 pagine, la lista dei reati commessi sembra infinita.
Ecco perchè due sono pochi per lui.

Ha trent'anni e ha commesso il suo primo reato all'età di 20 anni. Una rapina per cui non ha beneficiato della sospensione della pena, quindi si è trattato di una rapina particolarmente brutta.

"Lui sta morendo"
"In che senso?"
La domanda è così idiota, ma l'incredulità che quella frase ha generato non è misurabile.

"E' sieropositivo e ha una forma di leucemia, me lo sono trovato davanti già una volta".

mercoledì 24 aprile 2013

Saturno contro

Ecco. Ci sono momenti come questo in cui riesco a sentirmi felice, non so bene perché… ma vedere Davide insieme ai nostri amici mi fa sentire al sicuro… so cosa dicono, cosa pensano e anche se sono sempre le stesse cose mi va bene così…non voglio sorprese, novità, colpi di scena… voglio che tutto rimanga come è adesso… per sempre… anche se so che per sempre non esiste.

sabato 13 aprile 2013

Il tatuaggio.

Tu hai mai avuto l'orecchino al naso?
No, non sono una tipa da orecchino al naso io. Però ho un tatuaggio!
Ah sì? cos'è?
Un simbolo celtico. Non è la croce celtica però.
E cosa vuol dire?
Acqua, aria, e terra.. (adesso mi chiederà perchè non c'è il fuoco, come tutti...)

Alla fine otto anni fa avevo davvero così bisogno di farmi questo tatuaggio?
Era poi così denso di significati?

All'epoca effettivamente ci credevo.. Dicevo "è un simbolo che mi sono sembra portata dietro"..
Se guardo oggi il mio triskel vedo una ragazza di 18 anni che aveva una gran voglia di far vedere al mondo che era capace di prendere le proprie decisioni da sola. Voleva dimostrare che nulla le avrebbe impedito di fare ciò che aveva in testa.

Oggi ovviamente so che nulla si deve dimostrare, quasi mai a se stessi, tanto meno agli altri.. e che se si vuole essere in un certo modo lo si deve fare e basta.

Il triskel resterà sempre con me, e probabilmente non solo, anche perchè, come dico io: tanto è sulla schiena e non ricordo quasi di averlo a volte.


domenica 3 marzo 2013

C'è un prima e un dopo.

C'è un prima e un dopo una tanto odiata canzone che alle elementari ti tocca cantare.
C'è un prima e un dopo il primo giorno di liceo, quando sali timidamente la scalinata e ti guardi attorno spaesato.
C'è un prima e un dopo l'ultimo giorno di liceo, quando le lacrime si confondono nell'acqua dei gavettoni e lasci un pezzo del tuo cuore su quelle scale.
C'è un prima e un dopo One degli U2, come c'è per Blade Runner.
C'è un prima e un dopo risate notturne in campeggio che niente riesce a spegnere.
C'è un prima e un dopo "con l'ausilio del fischio"..

Certi eventi, alcune frasi, molte canzoni e tanti film.. te li porti dietro tutta la vita e sono degli spartiacque.
Mi mancano tutti quei prima, ma non vedo l'ora di scoprire i nuovi dopo..



venerdì 11 gennaio 2013

Ho fatto un viaggio.

Ho fatto un viaggio lungo. Un viaggio che è durato anni.
E' stato come essere su un treno e a guidarlo ero io, almeno inizialmente.
In passato avevo cercato di salirci numerose volte senza riuscirsi.. finchè un bel giorno ce l'ho fatta.
Ho abbandonato tutto ciò che ero stata fino a quel momento per abbracciare esperienze nuove.
Mi sono fatta prendere da questa nuova vita, da tutta quell'energia e, senza che me accorgessi ho abbandonato del tutto il controllo di quel treno.
E' stato come sedersi al posto di un passeggero e farsi rapire da ciò che si vede attraverso il finestrino.
Facevo fatica a crederci, non mi sembrava vero.
Ero così presa a contemplare ciò che vedevo che non mi sono accorta di essere arrivata al termine di quel viaggio.
Sono scesa, a malincuore.



Quando parte il prossimo treno?

Moby - Mistake

giovedì 13 settembre 2012

Siamo quello che abbiamo.

Siamo partiti dal bananone, ovvero il primo telefono cellulare.
Enorme ovviamente, con una batteria ingombrante e un'antenna chilometrica.
Poi è iniziata la sfida per produrre i cellulari più piccoli.
Tasti così minuscoli da dover utilizzare la punta delle dita per non premerne tre assieme.

E poi cos'è successo? Siamo tornati indietro e ora abbiamo telefoni troppo grandi per le nostre tasche.
Oltre a voler per forza quella cosa che tutti devono possedere, dobbiamo anche esibirla.
E una cosa tascabile non è abbastanza per apparire fighi e per essere all'altezza.


Eppure i film cult della nostra generazione, con il loro protagonisti quasi mitici,  ci avevano avvisato che sarebbe andata a fine così. 


Mark Renton, ad esempio, è stato fin da subito diretto con noi: "Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?"


Ok, è vero Mark aveva il piccolo difetto di farsi di eroina.


Ma poi c'è stato Tyler Durden. E il suo esercito di sovversivi che faceva esplodere gli istituiti di credito per ristabilire la parità economica.


"Omicidi, crimini, povertà. Queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con cinquecento canali, il nome di un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra, poche calorie".


"Le cose che possiedi alla fine ti possiedono".


"La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono. Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la grande guerra né la grande depressione. La nostra grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è così. E lentamente lo stiamo imparando. E ne abbiamo veramente le palle piene."


"Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo!"


Ok, anche Tyler aveva qualcosa che non andava. Era solo l'alterego pazzo di Edward Norton d'altra parte.


Ma in fondo avevano ragione e sappiamo benissimo che ci hanno preso.

Ne siamo consapevoli quando ci troviamo con gli amici e riusciamo solo a parlare di fatture e imposte.
E ce ne rendiamo conto quando squadriamo la borsa che indossa la ragazza che appena entrata nel locale.

Ma forse ci va bene così.






Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno, spendono, spandono e sono quel che hanno. 
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... 

martedì 28 agosto 2012

Tunnel of.....

Un viaggio nel cuore della notte.

Così si sono concluse le mie due ultime estati. Un motivo ci deve essere.

Un anno fa rimbalzavamo sul mare con un gommone.. Il mare era una tavola nera, le uniche luci erano quelle di Camogli in lontananza.. La luna piena era la padrona della notte col suo magico riflesso sull'acqua.

Quest'anno, invece, pedalavamo nella notte di Favignana. Le uniche cose che mi guidavamo erano le poche luci dei lampioni delle case e il profilo della schiena di M.che era davanti a me. Era così buio che si poteva intravvedere la via lattea in cielo. Ma era solo un alone, nulla a che vedere con Filicudi o Sedona.

Un fortissimo senso di libertà in entrambi i casi.
Lasciar perdere i mezzi convenzionali e buttare via la macchina che spesso è una gabbia per l'essere umano.
L'aria, quella vera. Non quella di plastica che butta fuori il condizionatore.

Il messaggio mi sembra chiaro. Alla fine di questo tunnel in cui sto camminando c'è una luce.
Manca poco, devo solo continuare a camminare.





Lana del Rey - Born to die

giovedì 21 luglio 2011

L'estate sta finendo.


No, l'estate non sta finendo, direte voi. Anzi, quella vera deve ancora arrivare, visto i recenti scherzi metereologici.
Quando dico che l'estate sta finendo intendo dire che sta per volgere al termine il periodo più spensierato della mia vita. Ovvero, sta per finire "la vita da studente".
Ci saranno altre estati, ma non lunghe 3 mesi. A meno che uno non intraprenda qualche professione sempre legata alla scuola.
Ci saranno weekend davvero spensierati. Dicono che sia così quando lavori. "Il weekend è il weekend".
Il problema è che io non chiuderò i conti con lo studio, soprattutto con i libri da ottocento pagine. Quindi non so se per me il weekend sarà davvero weekend.
Quest'estate sarebbe da passare nel mondo più intenso, come avveniva qulache anno fa.  Quei tempi però sembrano ormai distanti anni luce. E non so se torneranno mai.
Estate, faccio fatica lasciarti andare.
 Abbiamo difficoltà a gestire i distacchi, cerchiamo sempre di non mollare la presa e trattenere cose e persone a noi egoisticamente.
Estate, io ti aspetterò.
Sarò pronta a godermi al massimo quegli attimi di spenseriatezza che arriveranno nei famosi weekend. Insomma, non farò mai come quelli che puntualmente sono in bagno, o fuori a fumare, quando sta suonando una canzone che non si può non ballare.
Sarò sempre in pista.

Pibull feat. Neyo- Give Me Everything
Paolo Nutini- Candy

lunedì 6 giugno 2011

Una povera illusa

In Italia non puoi fare carriera.
 La meritocrazia non esiste.
La ruota non gira per tutti.
Ci sarà sempre qualcuno davanti a te e non per i suoi meriti.
 Se non hai delle conoscenze, un santo in Paradiso, non combinerai nulla.
In Italia è necessario assumere la posizione a 90 gradi per andare avanti.
O almeno, a 88 se proprio non vuoi perdere tutta la tua dignità. Quei due gradi che mancano li tieni per te, così puoi ancora guardarti allo specchio alla mattina.
Nessun ambito è esente dalla corruzione.
Devi essere consapevole che, quando ti siedi al tavolo per giocare, il gioco è già falsato.
A livello lavorativo non ho avuto quasi nulla.. però ho avuto un marito, dei figli, cose del genere.
Andate all'estero, ragazzi.
Il matrimonio funziona perchè mio marito è spesso via per lavoro.


Se poi volete ancora demolirere qualche altro mio "sogno".. fate pure! Venghino signori, venghino.

domenica 13 marzo 2011

Birthday girl


Eppure ci sarebbero molte cose da scrivere. Invece di buttarle qui le sto trattenendo nella mia testa ma ogni tanto è bene impegnarsi ad aggiornare questo spazietto.

Ci sarebbe da parlare ancora di una volta di mia nonna. Questa volta è per dire che sta un po' meglio. Ovvio che non può tornare a stare bene completamente, ma può vivere meglio nonostante la dialisi. Pensare che se l'ospedale fosse più attento ai dati statistici, alle malattie che colpiscono gli anziani costretti a letto quasi tutto il giorno, lei avrebbe evitato di ridursi ad un mucchietto di ossa. Non avrebbe avuto quei momenti confusione che l'hanno pure portata a chiedermi dove fosse mio fratello ( e io sono figlia unica). Ma così non è stato. Sembra che in ospedale ormai ognuno faccia il suo compitino senza spremersi più di tanto. Mi auguro di sbagliarmi.

Ci sarebbe da parlare di Axel, il mio cane. Una vera forza della natura, un cane intelligente e affettuoso. Sono oggettiva nel dirlo. E' un peccato che gli animali ci accompagnino solo per buna breve parte della nostra vita. Ogni giorno mi stupisco di quanto sia fedele e di quanto sia felice ogni volta che un membro della famiglia torna a casa, anche se si tratta di un'assenza di poche ore..

Ci sarebbe da parlare del genere umano, di quanto mi deluda ogni giorno. Lo credevo migliore, più forbo, più riconoscente. L'ho sopravvalutato e ora mi arrabbio un giorno sì e un giorno anche. C'è davvero poca voglia di stringere legami un minimo forti, di conoscere, di capire chi ti sta intorno. Ora sembrerò avercela con tutti e tutto. Vedo davvero molta indifferenza, ipocrisia e superficialità in questo periodo.

Infine ci sarebbe da dire che un altro anno è passato da Quel venerdì di Marzo. Quest'anno quasi tutto sembrava remare conto. Trovarsi a mezzanotte assieme alle persone a cui tengo è stata una bella emozione. Meglio questa mezzanotte del tanto odiato Capodanno. E' un ricordo che mi seguirà sempre, spero sempre nel bene.
Non mi sento più vecchia. Non dimostro più anni di quelli che ho al momento. Anzi, ne dimostro 17 a volte.
Perciò, io mi fermo a 23 al momento.
  

mercoledì 16 febbraio 2011

Spontaneamente


Forse oggi sono finalmente riuscita a scendere un attimo dalla giostra di pensieri che ho in testa.
 Pensieri vari e che corrono in diverse direzioni. Qui cercherò di estrapolarne una parte.

Sembrerò scontata,  ma mi sto accorgendo realmente di come la vecchiaia sia veramente il periodo più duro della nostra vita. Altro che l'adolescenza, la pubertà e, diciamolo chiaramente, le paranoie giovanili.
Man mano che si diventa anziani bisogna affrontare l'incapacità di fare ciò che prima eravamo abituati e che facevamo anche piuttosto facilmente..
 La modesta routine che ci accompagnava svanisce. Finisci col passare i tuoi giorni tra il letto e il tavolo della cucina. Tra l'altro per raggiungere quel tavolo devi per forza sorreggerti a qualcuno.
 La nuova routine si basa ora tutta sul trattamento medico che ti tiene in vita. La cosa inizia ad ossessionarti così tanto che quando ti addormenti anche solo per un attimo sei convinto che già sia di nuovo ora della "cura". Confondi il giorno con la notte, la tua casa con l'ospedale e viceversa. Quando ti accorgi che la tua testa non funziona più bene come una volta, ti spaventi di te stesso.

Quello di cui sento la mancanza è il tono di voce di mia nonna. Allegro, vivace e squillante. Al suo posto ora c'è una voce piatta e affaticata.. Percepisco che è contenta di vedermi dal suo sguardo, anche se pure questo ha perso vivacità.

Penso anche che sia difficile accettare la perdita della bellezza e della freschezza del nostro aspetto fisico. Ancora di più è duro accettare l'idea di morire e svanire per sempre. Non c'è risposta in merito a cosa ci aspetta dopo e se un giorno ci si rivedrà di nuovo. 


Oltre a ciò, trovo veramente triste leggere gli annunci che riguardano i cani abbandonati in cerca di padrone. Sono le motivazione che hanno spinto i loro ex padroni ad abbandonarli a lasciarmi senza parole e a darmi tristezza.
"Dato via perchè i suoi padroni si sono accorti solo ora che era troppo grande".
"Dato via perchè faceva troppe feste".
Oppure ancora "Pallino passava le sue giornate legato al termosifone".

No comment, davvero. Avere un cane è un "lavoro" a tempo pieno, come avere un figlio. Dovrebbe forse esserlo ancora di più rispetto all'amare una persona.

lunedì 6 settembre 2010

Un pensiero veloce


Trascorriamo la maggior parte della nostra esistenza a capire chi siamo.


Diventare e quindi essere consapevoli di sé stessi.

Processo lento e travagliato, meta distante.

Qualcuno però ci arriva prima degli altri, queste persone sembrano quasi che siano circondati da un’aurea indistruttibile.

Altri non si pongono neanche il problema.

E poi ci sono ancora quegli altri. Quelli che ostentano addirittura troppa sicurezza e savoir faire.

Ma c’è una netta differenza tra apparire ed essere..



Red Hot Chilli Peppers - Can't Stop

venerdì 20 agosto 2010

Back

Tornata dalla vacanze sono stata raggiunta da pensieri che ormai mi accompagnano ad ogni ritorno e che quindi conosco molto bene. La malinconia di lasciare quel posto in cui sono stata così bene e la consapevolezza che tutto dovrà tornare come prima della partenza.

Casa mia non mi manca mai molto mentre ne sono lontana. Questo è dovuto al fatto che fin da piccola ho potuto viaggiare da sola e abituarmi al distacco. Non pensate che abbia un cuore di pietra, ci sono alcune cose di cui sento la mancanza, ma non ne voglio parlare.

Volenti o nolenti, a casa bisogna tornare, anche se faccio fatica ad accettarlo.(anche se qualcuno va via per tornare mai più. Provate a scrivere "Italiani in" su Google e guardate qual è la prima parola che vi viene suggerita).
Si riprende la vita di tutti i giorni, dettata dall'orologio e dalle scadenze da rispettare.

Pensando a tutto ciò, mi sono resa conto che per me il vero "giro di boa" è l'estate, sono le vacanze. Sono fortunata perchè posso ancora godermi questa stagione quasi del tutto, cosa che chi ha un lavoro non può fare. Questo è il periodo in cui stacco totalmente dalla mia realtà quotidiana, cambio le mie abitudini con altre che mi calzano ugualmente bene e mi sento più leggeri.
Posso permettermi di non guardare l'orologio per ore e non devo render conto quasi a nessuno.

Molti pensano che un nuovo inizio arrivi con la mezzanotte del 31 dicembre.
 Per me non cambia un bel niente in quei giorni.

Ecco perchè è così dura per me tornare alla routine di tutti i giorni. A questo c'è da aggiungere la pioggia ininterrotta del 14 agosto che mi ha accolto (sono passata da 33 gradi a 13), una città fantasma che lo è ancora di più d'estate e altre situazioni che tornano a stringermi la gola come un tempo.

Anche quest'anno, come sempre, avrei già voglia di ripartire e non sarà facile archiviare quest'idea almeno momentaneamente.
Come sempre.

R.E.M. - Shiny Happy People

mercoledì 21 luglio 2010

Restyling

Il blog ha cambiato aspetto già da qualche giorno. E' stata una scelta un po' forzata, mi piaceva il vecchio layout e non avevo programmato di fare un cambiamento. Tuttavia, mi sono adeguata per poter usufruire delle nuove funzioni di Blogger e ho passata un bel po' di tempo a scegliere un nuovo modello che mi soddisfacesse. Il risultato è quello che vedete al momento, potranno esserci altri cambiamenti o miglioramenti (spero).



Più di una volta ho pensato che vorrei sapere come abbinare i colori. Vorrei avere questo dono. Mi viene da pensarci quando cerco di immaginare come sarà la mia casa un giorno l'altro. Non so nulla di arredamento ma cerco di interessarmene quando posso perché vorrei essere soddisfatta delle scelte che farò.
 Ecco perchè mi piacerebbe anche andare al Salone del Mobile prima o poi.
Al momento ho solo osservato le installazioni del Fuori salone ospitate dal cortile della Statale di Milano. Ne rimango affascinata ogni anno senza però capirne troppo il senso.

Quando ho dovuto scegliere il nuovo modello per il blog, ho iniziato a pensare a tutto ciò. Non sapevo da dove iniziare, quali colori abbinare. Potevo solo immaginare quali fossero quelli più piacevoli alla vista.
Abbinarli nel modo giusto e creare qualcosa d'effetto però è un'altra cosa.
 E' quella dote che vorrei.