Che l'amore sia tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore (Emily Dickinson).



giovedì 5 settembre 2013

Turchia: Istanbul

Turchia, paese estremamente ricco di cultura. Un peccato mortale andarci “solo” per il mare. In Turchia, c’è anche il mare, ma molto di più come cercherò di mostrare nei prossimi posts.

Istanbul.
Un primo appuntamento per innamorarsi di questa città richiede tre giorni.



La Moschea Blu, Santa Sofia e la Cisterna Basilica sono  tappe obbligatorie.








Poi il Topkapi, dove mezza giornata non è sufficiente per ammirare la bellezza del luogo che ha ospitato i Sultani turchi. C’è da perdersi nei particolari delle maioliche che rivestono quasi ogni stanza, soprattutto se si decide di visitare anche l’Harem, che richiede l’acquisto di un biglietto a parte. Ma non c’è neanche da pensarci, andateci assolutamente. 



Il labirinto del Gran Bazar, dove i turchi, nel dubbio, parlano italiano con chiunque passi. Potrete cadere nella tentazione di pensare che sia un luogo troppo turistico, ma cosi non è. I prodotti in vendita lì sono invece di qualità superiore rispetto a quelli che si trovano nei mercatini della Cappadocia e lungo il mare.
Il mercato delle spezie, ma anche della frutta secca e dei dolci. Le mille forme che può assumere miele.


Infine, fate un giro su un battello sul Bosforo al tramonto. Perchè Istanbul è anche il corno d’oro e finchè non la osservi da lì non ti rendi conto di quanto sia immensa. Palazzi sfarzosamente barocchi come Dolmabahce, e bellissime case sul fiume



Aggiungeteci ancora la Moschea di Solimano, che osserva dall’alto tutta la città, e la Moschea di Rustem Pasa, con i suoi interni rivestiti di maioliche.





In tutto ciò mi manca Beyoglu e piazza Taksim, dove le proteste ancora ardevano e quindi era preferibili non recarsi lì. Prossima volta. 
Ortakoy è stata un’ottima alternativa per la sera. Perché Istanbul è anche uscire e ritrovarsi per strada, in mille zone della città. E perdersi nelle sue vie, complici le quaranta sedi universitarie che non sono un buon punto di riferimento.

una o più dolci tentazioni.... http://www.hafizmustafa.com/

domenica 1 settembre 2013

Estate 2013

Torino, alla fine ce l'hai fatta.
Sorniona e beffarda mi guardi dopo aver sfoderato l'ultimo asso nella manica. Quando ormai pensavo di essere immune al tuo fascino, di non sentirmi mai a casa tra le tue strade.. ecco che in una sera d'estate hai vinto tu questa lotta iniziata anni fa.
Le tue vie deserte e silenziosamente romantiche, una Piazza Vittorio soffusa e ovattata e quei portici così interminabili e soprattutto fuori dalla realtà sono stati un colpo basso.
Ho ceduto.. ed è stato bellissimo.
E' stato come essere in un film.
E ancora mi ci perdo se ci penso.

"Dimmi solo se hai paura."
No, io non ho paura e infatti sono mesi che mi ritrovo alla ricerca di situazioni paradossali, in cui smetto di respirare e invece mi sento più viva.

Ma in realtà paura ne ho. Ho paura che sia un circolo vizioso, una giostra da cui sia difficile scendere.

O forse è solo l'estate, che ogni anno tira fuori il "meglio" che è in noi .
Se così fosse, allora alla fine di settembre mi risveglierò anche io.





mercoledì 21 agosto 2013

Caos


Istanbul è la vita.
Caotica, chiassosa, imprevedibile.
Poche indicazioni agli angoli delle vie.
Quaranta sedi universitarie che ubriacherebbero anche un campione di orienteering.
Unici punti di riferimento sono i minareti che per fortuna svettano sulla città, ma questo non preclude una serie di ripide salite per raggiungerli.
Il canto del muezzin che risuona come una guida in questa giungla di cemento.
Si cerca di affidarsi alla gente del luogo chiedendo indicazioni, ma nessuno è in grado di indicarti dove ti trovi sulla mappa. Il risultato è che ti senti ancora più perso di prima.

E' come la vita, dicevo, dove è facile perdersi perchè sei messo alla prova in ogni giorno.
Costante è la ricerca di appigli e, quando pensi di averli trovati, qualcosa cambia. Tutto è da rifare.

Sto pensando a questo.
Mi sono addormentata prima del decollo del mio aereo diretto verso Milano. Mi sto svegliando, stanno per servire il pranzo e iniziano a fare un gran rumore. I miei occhi sono pesanti però e fanno fatica ad aprirsi: C. mi deve scuotere per riportarmi alla realtà.

Ho dormito un'ora e ormai la Turchia è lontana. Guardo fuori dal finestrino, cosa che in realtà faccio inspiegabilmente di rado.
Riconosco immediatamente la forma delle isole su cui stiamo passando. Cefalonia, Zante, Itaca e Lefkada. Un'estate lontana nel tempo.

C'è ancora molto da fare.

Macklemore and Ryan Lewis – Can't Hold Us

lunedì 29 luglio 2013

#malinconiaportamivia


Un'estate malinconica come non mai.
E' proprio vero che puoi "chiudere" col passato, ma se il passato non ha chiuso con te.. prima o poi verrà a bussare alla tua porta.
Ricordo una lontana estate in cui tre ragazze giocavano a fare le grandi.
"Questo lo incontriamo sempre in giro". Da lì iniziò quel nuovo capitolo.
Capitolo archiviato bruscamente poi. Un bel falò mentale di quel paio d'anni passati a ritrovare un battito regolare.
Decisi di non voler più avere a che fare con quel mondo.
Tuttavia,negli ultimi giorni quel mondo è appunto tornato alla mia porta e io l'ho affrontato come non avrei pensato di poter fare.
Il destino, o chissà che cosa, ha voluto che io assistessi come distaccata spettatrice a qualcosa di estremamente doloroso per chi invece l'ha subito in prima persona. Questo dolore, e non solo questo, mi è stato quindi risparmiato.

A parte ciò, i ricordi risuonano ovunque in quest'estate.
Risuonano mentre guido in corso Casale e mi riportano alle prime fughe spericolate a Torino.
Risuonano talmente tanto che Torino ed io abbiamo pure raggiunto un accordo di tregua in un angolo di pace che effettivamente manca a Milano.

Penso alle stradine assolate e polverose che si percorrono per raggiungere le spiagge... Penso a quando mi rifugiavo in pineta perchè il sole era troppo caldo e mi addormentavo. E penso che tutto ciò mi manca.

In questi giorni ho anche capito quanto sia insensato trovare sempre qualcosa di cui lamentarsi invece di apprezzare i bei momenti al cento per cento. Come quando stai andando in un bel posto a piedi e scopri che la strada per arrivarci è più lunga del previsto: qual è il problema?. Camminerai un po' di più per raggiungerlo.

Ma i pezzi del puzzle andranno prima o poi a posto.. e le risposte arriveranno anche stavolta.
Anche a distanza di almeno cinque anni, magari.

Juliet- Avalon

domenica 14 luglio 2013

Mi piacerebbe essere come te.

Luca Argentero, alias Lorenzo, dice ad Ambra Angiolini, alias Roberta, questa frase nel film "Saturno contro". http://www.youtube.com/watch?v=6iOrDregzMI
Il dialogo è interrotto da qualcuno che suona il campanello di casa.
Non sapremo mai esattamente cosa ha spinto Lorenzo a dire quella frase a Roberta.
Lorenzo infatti avrà un malore poco dopo e non si riprenderà più.
Come lo spettatore, pure Roberta si interrogherà sul significato di quelle bellissime parole.
Lei così incasinata, irrisolta.. lei che non è soddisfatta di se stessa non si capacita di come mai qualcuno vorrebbe essere come lei.

Penso che sia molto raro pronunciare a voce alta una frase del genere. Forse perchè rappresenta la forma più sincera di ammirazione e stima che ci possa essere. L'unica manifestazione positiva dell'invidia.
Più facilmente è possibile che capiti di pensarla e tenerla per noi.
Ancora più probabile però è pensare "io non vorrei essere così".
Siamo così bravi infatti a notare i difetti negli altri.
Così concentrati su noi stessi e sul nostro piccolo microcosmo.

Come si può però non pensarlo di fronte ad una persona che ha avuto il coraggio di inseguire davvero la sua passione? per quanto rischiosa fosse la strada, per quanto lontana la dovesse portare..
Come si può non dirlo di qualcuno così naturalmente gentile con tutti, così sereno al punto di mettere a proprio agio chiunque? Qualcuno così attento a chi gli sta attorno da dare l'impressione di sapere leggere dentro alle persone in un istante?

Io non sono stata così coraggiosa da seguire una vena creativa.
Mi sarebbe piaciuto e talvolta lo rimpiango un pochino. Alla fine della fiera, tra l'altro, non ho neanche scelto qualcosa di meno rischioso e faticoso.
Per il resto, però, posso fare ancora del mio meglio; ho ancora un po' di tempo, anche se non troppo a dire il vero.
 Passiamo infatti una buona parte della nostra vita ad essere inconsapevoli di ciò che siamo e a comportarci a caso.
Quando ne prendiamo atto, siamo entrati ufficialmente nel mondo degli adulti. In quella fase abbiamo modo di cambiare ciò che non ci piace di noi stessi, se ovviamente vogliamo  cogliere l'occasione di migliorare.
In un battito di ciglio però rischiamo di risvegliarci troppo tardi ed essere già in ritardo per i cambiamenti. Una volta lì, difficilmente ci si può sbloccare.

Inseguirò ancora quei traguardi, in primo luogo per me stessa ovviamente. Non mi accontenterò finchè il puzzle non sarà completo. ma mi godrò anche il "viaggio", senza chiedermi troppo.
E se prima o poi capiterà l'effetto collaterale del "mi piacerebbe essere come te".. beh, sarà ancora più bello.

mercoledì 3 luglio 2013

Do you like my tight sweater?



E' la prima banale frase che ha fatto sì che due sconosciuti cominciassero a parlare.
Perchè sì, we all start as strangers.
I due sconosciuti in questo caso erano Róisín Murphy e Mark Brydon. Quella sera iniziava pian piano la loro storia d'amore.
Da lì a poco divennero noti come i Moloko e nel 1999 e 2000 ci regalarono due canzoni che sono entrate nella storia della musica dance: Sing it back e The Time Is Now.
Ancora oggi non mi stufo mai di ascoltarle ma soprattutto di ballarle.

Roisin e Mark decisero di intitolare il loro album di debutto proprio con le prime parole che Roisin rivolse a Mark.
I due si lasciarono in seguito e i Moloko sparirono quasi del tutto dalla scena musicale.

Non sarebbe bello ricordarsi più o meno esattamente le prime parole che ci si è detti come hanno fatto Roisin e Mark?

E' vero, spesso si tratta solo di scambiarsi strette di mano e nomi ..e, magari, se si è fra tante persone, ci si dimentica immediatamente i nomi perchè sono troppi (ma, in realtà, è perchè siamo più concentrati sul dire il nostro e non ascoltiamo). Insomma, non succedere nulla di così originale da colpirci.
Altre volte però i primi incontri sono più interessanti ed insoliti e varrebbe la pena conservarne un ricordo vivo.
Effettivamente non è facile però, probabilmente anche perchè quando conosci qualcuno non puoi neanche lontanamente immaginare quanta importanza potrà avere per te quella persona.
Potresti anche non vederla mai più, quindi perchè prestarci attenzione?

Ci ho pensato su.
Ricordo esattamente solo una prima frase, accidenti :) .
Me la disse una persona che ancora oggi, dopo anni, è mio amico.

Primo anno di università. Aula Magna, presentazione del corso di laurea.
Sta parlando un professore di Filosofia del diritto.
Questo ragazzo è seduto alla mia sinistra. Mi guarda e dice: "Ma questo qui quanto parla?!".
E io rido. Quale migliore inizio.



giovedì 27 giugno 2013

Sul tram 9.



Quanti rischi ci prendiamo nella nostra vita? Moltissimi.
Mi ci ha fatto pensare un amico ieri sera. Elencare tutte le cose pericolose che finora ho fatto mi ha un po' impressionato.
Per esempio, da bambina ero affascinata da mio padre quando si radeva la barba col rasoio. Un giorno ho deciso di farlo anche io, pur non avendone bisogno. Senza schiuma da barba e aspettando che i miei non fossero a casa. Ovviamente mi sono tagliata la guancia.
A 16 anni mi sono tuffata da degli scogli a Malta, senza sapere bene cosa stavo facendo. Ricordo che avevo paura infatti e il primo tuffo lo feci per mano ad altre due persone.
L'anno scorso ho fatto rafting, andando a sbattere col gommone contro un masso proprio dal lato in cui c'ero io. Era un rischio calcolato dal ragazzo che ci accompagnava e mi aveva spiegato esattamente cosa avrei dovuto fare per non prendermi la roccia in faccia. Non vedo l'ora di provare di nuovo.
Ho fatto il bagno con gli squali, scoprendo che si trattava di squali solo una volta uscita dall'acqua. "Ma attaccano l'uomo?" "si, qualche volta capita.." "Ah..".
Stessa cosa sul Mar Rosso con un barracuda, solo che lì avevo 10 anni.
Sono volata col motorino, prendendo una curva agli 80 km/h.
Ho scritto sulla schiuma su una macchina e poi sono dovuta scappare. Ancora oggi mi chiedo se quei ragazzi che ci inseguivano fossero davvero i proprietari o solo dei tamarri che volevano attaccarsi.

Aggiungete poi tutte le imprudenze che fai quando sei bambino e che non ti sembrano nulla di che. Metteteci anche altre stupidaggini che tutti fanno nella loro vita ma che non è proprio il caso di riportare qui.

A conti fatti, forse, anche chi pensa di essere molto razionale risulta essere piuttosto impulsivo.

E c'è chi fa ancora cose più pericolose di quelle qui citate. Tipo Philippe Petit per citarne uno, l'acrobata francese che passò da una Torre Gemella all'altra restando in equilibrio su un filo. Tutto questo senza protezione.

Ti può andare  davvero male a volte. Altre volte ti può rimanere una cicatrice, come quella che ho sul gomito per il volo col motorino, che oggi in realtà si vede a malapena.
E' che vivere col paracadute non rappresenta comunque una sicurezza visto quanto può essere beffardo il destino.
Tanto vale prendersi dei rischi, cercare di calcolarli per non farsi del male fisico, evitare le stronzate vere e proprie.. ma vivere il più possibile. Troppa prudenza ci limita soltanto e in ogni caso non ci protegge abbastanza.

La stessa cosa, se ci pensate, avviene con l'amore e l'amicizia. Qui le cicatrici non si vedono ma noi sappiamo bene se ne portiamo o meno e talvolta anche gli altri possono intravvederle.
Ma anche qui vale la pena non volare sicuri, per quanto a volte ci sia davvero il rischio di farsi male.


Qui la smetto perchè c'è chi ha saputo di dire queste cose già prima di me e soprattutto meglio:
"Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu... canti con rapimento e danzi come un derviscio.
Abbi una felicità delirante o almeno non respingerla.
Io so che ti suona smielato, ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi.

Io ti dico: buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo? Be', dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore. Perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente... be', equivale a non vivere. Ma devi tentare perché se non hai tentato, non mai hai vissuto."
Vi presento Joe Black