Il diverso approccio della donna e dell'uomo di fronte alla possibilità di una nuova storia d'amore.
Lei. Pensa alla compatibilità o meno dei caratteri e si chiede se le loro differenze possano essere d'ostacolo.
Lui. Cerca di capire quanto possa essere impegnativa la ragazza in questione. Forse non è solo una da "una botta e via".
Lezione di pragmaticità maschile 1.0
Che l'amore sia tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore (Emily Dickinson).
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martedì 23 aprile 2013
Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere.
domenica 25 settembre 2011
Arrivederci..
Sono passati cinque anni da quella domenica.
Ero un po' intimorita, ma soprattutto disorganizzata. Non avevo una valigia adatta per quel viaggio e me ne accorsi il giorno stesso. Ricordo ancora il dolore che al braccio che mi venne a forza di trascinare quella valigia inadatta fino a casa. Avevo male dalla punta delle unghie fino al collo.
L'inizio non fu perciò dei migliori.
Nonostante ciò, il destino mi mando incontro una faccia a me nota.
La prima persona che ho incontrato scendendo dalla linea 60 era infatti una signora che avevo conosciuto durante un viaggio in Russia e che, appunto, abitava a Milano. Era un'insegnante d'italiano, lo si capiva già dal suo modo di porsi, e aveva una sorella.
Sono sincera, non la salutai. Erano passati cinque anni (anche in quel caso) da quel viaggio in Russia e la signora non mi avrebbe potuto riconoscere immediatamente. Chissà poi, se le avessi spiegato chi ero, se si sarebbe ricordata.
A distanza di tempo, credo che il destino volesse suggerirmi che in qualche modo mi sarei trovata "a casa" anche lì, in quella piccola strada con casette colorate che sembrano essere state rubate a qualche altra città..
O forse, potreste dire voi, quell'incontro non significava un bel niente.
Statale, mi mancherai. Anzi, già mi manchi.
Verrò ancora a trovarti ogni tanto, ma la prospettiva sarà diversa.
Mi aspettavo ancora qualcosa in più da te, ma va bene così, non ce l'ho con te.
Ero un po' intimorita, ma soprattutto disorganizzata. Non avevo una valigia adatta per quel viaggio e me ne accorsi il giorno stesso. Ricordo ancora il dolore che al braccio che mi venne a forza di trascinare quella valigia inadatta fino a casa. Avevo male dalla punta delle unghie fino al collo.
L'inizio non fu perciò dei migliori.
Nonostante ciò, il destino mi mando incontro una faccia a me nota.
La prima persona che ho incontrato scendendo dalla linea 60 era infatti una signora che avevo conosciuto durante un viaggio in Russia e che, appunto, abitava a Milano. Era un'insegnante d'italiano, lo si capiva già dal suo modo di porsi, e aveva una sorella.
Sono sincera, non la salutai. Erano passati cinque anni (anche in quel caso) da quel viaggio in Russia e la signora non mi avrebbe potuto riconoscere immediatamente. Chissà poi, se le avessi spiegato chi ero, se si sarebbe ricordata.
A distanza di tempo, credo che il destino volesse suggerirmi che in qualche modo mi sarei trovata "a casa" anche lì, in quella piccola strada con casette colorate che sembrano essere state rubate a qualche altra città..
O forse, potreste dire voi, quell'incontro non significava un bel niente.
Statale, mi mancherai. Anzi, già mi manchi.
Verrò ancora a trovarti ogni tanto, ma la prospettiva sarà diversa.
Mi aspettavo ancora qualcosa in più da te, ma va bene così, non ce l'ho con te.
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mercoledì 6 maggio 2009
Conformismo
"Qualsiasi genere di conformismo è sbagliato.
Definire ciò che è normale e ciò che non lo è, è pericoloso: porta inevitabilmente a discriminare le situazioni e i comportamenti che non rientrino in quei rigidi canoni. Priva le persone di naturalezza e spontaneità. Esse si sforzano di andare contro ai loro istinti e inclinazioni per inserirsi in quel modello precostituito. Modello peraltro creato da qualcuno che crede di avere una sorta di autorità per dettare regole, ma che, in realtà, non ha nessuna legittimazione a stabilire ciò che è giusto o sbagliato.
Apprezzo chiunque abbia il coraggio o l'impulso di andare contro tendenza. Mi si potrebbe replicare che, anche in questo caso, non bisogna sforzarsi ad essere diversi dagli altri ma che dovrebbe essere già insito in una persona in modo genuino. Obiezione che accetto in parte. Non vedo nulla di male in questo tipo di sforzo. Ciò che conta, a parer mio, è non costruirsi un altro personaggio e non esasperare alcun comportamento. A volte un piccolo sforzo ci aiuta a prendere coscienza di ciò che è già presente in noi fin da sempre".
Definire ciò che è normale e ciò che non lo è, è pericoloso: porta inevitabilmente a discriminare le situazioni e i comportamenti che non rientrino in quei rigidi canoni. Priva le persone di naturalezza e spontaneità. Esse si sforzano di andare contro ai loro istinti e inclinazioni per inserirsi in quel modello precostituito. Modello peraltro creato da qualcuno che crede di avere una sorta di autorità per dettare regole, ma che, in realtà, non ha nessuna legittimazione a stabilire ciò che è giusto o sbagliato.
Apprezzo chiunque abbia il coraggio o l'impulso di andare contro tendenza. Mi si potrebbe replicare che, anche in questo caso, non bisogna sforzarsi ad essere diversi dagli altri ma che dovrebbe essere già insito in una persona in modo genuino. Obiezione che accetto in parte. Non vedo nulla di male in questo tipo di sforzo. Ciò che conta, a parer mio, è non costruirsi un altro personaggio e non esasperare alcun comportamento. A volte un piccolo sforzo ci aiuta a prendere coscienza di ciò che è già presente in noi fin da sempre".
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